Regalo di compleanno per Putin

Politkovskaya

Il titolo del mio post potrebbe sembrare diffamante, e forse lo è.
Non dico che Putin abbia commissionato l’omicidio di Anna Politkovskaia.
Di sicuro la morte di questa coraggiosa giornalista è stata una liberazione per il Presidente della Russia.
Ed un bel regalo per il suo 54° compleanno.

A volte ci sono regali non richiesti, ma che sono benvoluti.
Come furono gli omicidi di Falcone e Borsellino.
Forse l’ordine non partì da Roma.
Sicuramente a Roma ci fù chi brindò alla loro morte.

Essere potenti significa anche questo.
Ricevere regali che non ti sogneresti mai di richiedere.

Dal Comunicato di Amnesty International:

Anna Politkovskaia denunciava le violazioni dei diritti umani in Cecenia dal 1999, attraverso i suoi articoli sulla Novaia Gazeta. Per questo suo coraggio, aveva ricevuto numerosi premi internazionali, tra cui nel 2001 il Global award for human rights journalism istituito dalla Sezione Britannica di Amnesty International.
Si era anche occupata di violenza nell’esercito, corruzione e brutalita’ della polizia.

In passato aveva subito ripetute intimidazioni dalle autorita’ russe e cecene. In varie occasioni, era stata arrestata e minacciata di pesanti conseguenze se non avesse cessato di scrivere. Nel settembre 2004 aveva denunciato di essere stata avvelenata a bordo di un aereo sul quale intendeva raggiungere Beslan, nell’Ossezia del Nord, mentre era in corso il sequestro di centinaia di ostaggi.

Luca

Foto Repubblica

Facciamogli vedere chi siamo!

Oggi si gioca Italia-Germania.

Ho affrontato questo mondiale con pochissimo entusiasmo.
Una nazionale di dopati, complottisti e scommettitori mi lasciava inderdetto.
Sono arrivato a tifare timidamente per il Ghana ed a sperare che i nostri azzurrini se ne tornassero velocemente in Italia a rispondere alle accuse mosse dai giudici.

Ma ora è diverso.
Sarà perché ci hanno impallinato un’orso.
Sarà perché i loro giornalisti ci stanno trattando in modo indegno.
Sarà perché ci considerano cialtroni e quando vengono in vacanza da noi si comportano come se ci stessero facendo l’elemosina.
Sarà perché quando noi eravamo in pieno Rinascimento loro erano ancora poco più che barbari.
Sarà perché prendono per il culo i nostri emigrati e poi fanno la fila per andare nei loro bar e ristoranti.

Sarà per questi ed altri motivi, ma io oggi spero che l’Italia vinca la sua partita.
Perché noi siamo dei furbi, tiriamo a campare, ma abbiamo anche avuto la forza di cercare le mele marce e di scansarle.
C’è stata e c’è ancora Tangentopoli, ma c’è anche stata Mani Pulite.
C’è la mafia, ma ci sono stati Falcone e Borsellino.
C’è stato Moggi, ma c’è anche stata Moggiopoli.

Quindi che ci ciuccino pure il calzino questi tedeschi.
E rifiliamogli tre pappine, tanto per non lasciare spazio alle recriminazioni.

Per impallinare i nostri azzurrini ed il loro allenatore ci sarà tempo e modo…

Luca

14 anni fa, Falcone

Falcone_Borsellino

Era il tardo pomeriggio di un sabato sera.
Il solito appuntamento in piazza per andare a mangiare una pizza.
Quando arrivo all’appuntamento mi dicono che è esplosa una bomba a Palermo.
Sembra che tra i morti ci sia il giudice Giovanni Falcone.

Falcone era l’uomo che rappresentava la parte buona dell’Italia.
Rappresentava la parte dello stato che vuole combattere la mafia.
Poco tempo prima lo avevo ascoltato in una puntata storica del Maurizio Costanzo Show, durante la quale aveva esposto la sua visione della vita e della lotta alla mafia.
Ne ero rimasto affascinato.

Falcone aveva paura di morire, lo aveva detto più volte.
Ma la sua vocazione era più forte della paura.
Quella paura sarà ben visibile sul volto del suo amico e collega Paolo Borsellino, seduto su una panca della chiesa nella quale si svolsero le esequie di Falcone. Su quel volto si leggeva la consapevolezza di essere un condannato a morte.
Ancora 50 giorni e sarebbe venuto il suo turno.
Saltato in aria anche lui, per mano degli stessi uomini.

La mafia sbagliò i suoi calcoli, perché queste due stragi servirono a risvegliare la voglia di legalità dei siciliani.
Sono già passati 14 anni, ma Falcone e di Borsellino continuano ad essere dei giganti nel nostro paese di nani.
La foto di Falcone e Borsellino che si parlano all’orecchio mentre sorridono dovrebbe essere affissa in tutte le scuole d’Italia.

Luca

Foto Wikipedia.