Avrei potuto scriverlo io

L’editoriale di Famiglia Cristiana di Beppe Del Colle dice cose ovvie per noi anti-berlusconiani ed appare non solo come un attacco all’imperatore d’Italia, ma anche ai tanti che, negli anni, lo hanno aiutato a mantenere l’impero.
Non ultima la CEI che ha svenduto il mondo cattolico a Berlusconi per avere in cambio qualche leggina sulle due uniche cose che sembrano interessarle: scuole private e bioetica.

La discesa in campo di Berlusconi ha avuto come risultato quello che nessun politico nel mezzo secolo precedente aveva mai sperato: di spaccare in due il voto cattolico (o, per meglio dire, il voto democristiano). Quale delle due metà deve fare “autocritica”: quella che ha scelto il Cavaliere, o quella che si è divisa fra il Centro e la Sinistra, piena di magoni sui temi “non negoziabili” sui quali la Chiesa insiste in questi anni? A proposito. Ivan Illich, famoso sacerdote, teologo e sociologo critico della modernità, distingueva fra la vie substantive (cioè quella che riassume il concetto di “vita” mettendo insieme, come è giusto, e come risponde all’etica cristiana, tutti i momenti di un’esistenza umana, dalla fase embrionale a quella della morte naturale) e ogni altro aspetto della vita personale o comunitaria, a cui un sistema sociale e politico deve provvedere.

Il berlusconismo sembra averne fatto una regola: se promette alla Chiesa di appassionarsi (soprattutto con i suoi atei-devoti) all’embrione e a tutto il resto, con la vita quotidiana degli altri non ha esitazioni: il “metodo Boffo” (chi dissente va distrutto) è fatto apposta.

Appare strano che nessun vescovo importante della CEI sia ancora intervenuto per sconfessare l’editoriale di Famiglia Cristiana.
Abbiate fede.
Sono i tempi veloci della Chiesa.
Oggi pomeriggio vedrete che arriverà il comunicato.

Luca

C’è scappato di mano il titolista

Sono le 6:35.
Pioviscola ed è buio.
Scendo dalla macchina ed entro nell’edicola per comprare il giornale.
Mentre il signore mi porge il quotidiano, mi cade l’occhio su Il Giornale di oggi.

Pensavo di aver letto male.
Magari il sonno, sai com’è, potevo aver invertito qualche parola.

Il titolo in realtà è quello.
Che se poi vai a leggere l’articolo di Alessandro Tornielli non c’è scritto niente di tanto forte da giustificare un titolo di prima pagina come quello.

Vorrei capire cosa c’è dietro questo accanimento di Vittorio Feltri.
E penso che Ruini potrebbe tranquillamente ritirarsi e smettere di renderci la vità così difficile.

Luca

A morte!

Siamo un popolo di persone paraculo e sempre pronte a fare le moralizzatrici della vita degli altri.
Ovviamente tutti i benpensanti e tutti gli italiani senza macchia e senza peccato oggi vorrebbero che Boffo subisse chissà quali reprimende.
Ho una malcelata e sincera antipatia per Boffo, il direttore di Avvenire che definì assassino Beppino Englaro quando Eluana non era ancora nemmeno stata sepolta, ma quando una persona viene attaccata da tutti per me passa automaticamente allo stato di simpatica.

Quindi provo a difenderlo prima che venga messo in croce per essere un molestatore.
Leggendo tra le righe dei giornali, emerge in modo piuttosto celato una notizia.
Forse Boffo non molestò nessuno, ma coprì qualcun altro (un ragazzo) che usò il suo cellulare per molestare la moglie dell’ex-amante.
Insomma alla fine potrebbe essere quasi un benefattore.

Ecco, poi magari non sarà così, ma val la pena lasciar cadere quella pietra che tenete in mano.

Luca

Maldicenza

Se c’è una piaga interna alla Chiesa, anche quella senese, è la maldicenza.
Riporto integralmente e sottoscrivo quanto scrive oggi Gad Lerner nel suo blog:

Non sapevo che girassero pure le veline, recapitate addirittura a tutti i vescovi italiani, ma mi erano ben note le voci diffamatorie circolanti su Dino Boffo.
In seguito al loro utilizzo da parte del “Giornale”, esse sono divenute oggi uno sgradevole caso politico. Ma ciò non toglie che esista un problema, all’interno della Chiesa, che la rende soggetta alle iniziative meno trasparenti di soggetti a lei esterni. Mi riferisco al fatto che per anni, se non decenni, la censura (e l’autocensura) imposta al dibattito interno ha favorito il dilagare di una pratica deplorevole qual è la maldicenza.
Troppe volte mi è capitato di ascoltare in privato insinuazioni sull’interlocutore ecclesiale -laico o sacerdote, non importa- nei confronti del quale si esitava a esprimere le divergenze. Insinuazioni spietate; tragedie familiari spacciate come prova di scarsa moralità; e poi naturalmente l’omosessualità brandita come accusa.
E’ giusto che lo si sappia: l’ingiusto supplizio cui viene sottoposto oggi Dino Boffo è figlio anche di una Chiesa incapace di discutere, e perciò incattivita nella maldicenza. Era già scritto che prima o poi se ne sarebbe approfittato qualche mascalzone esterno al suo mondo.

Luca