
Liquida, del Gruppo Banzai, in orbita Telecom, entra a gamba tesa nella battaglia dell’advertising online.
Pubblicità, insomma.
E’ stato presentato oggi Liquida Network, un sistema di pubblicità destinato ai blog che promette pagamenti in base alle visite, e non ai click sui singoli avvisi (come fanno ad esempio Google AdSense o Simply).
Per ogni 1.000 pagine viste al mese si guadagnano dai 2 ai 12 €, a seconda del tipo di avviso che si è scelto di pubblicare sul blog.
Non è poco ed è molto più di quanto si guadagna con altri metodi.
L’imbuto ovviamente è in entrata, nel senso che accettano adesioni soltanto di blog che fanno almeno 30.000 pagine viste al mese, che non sono tantissime, ma non sono nemmeno poche.
Per fare un esempio, io ne faccio quasi sempre meno di 10.000.
I normali sistemi di advertising di solito non fanno discriminazioni in ingresso.
L’idea sembra buona e piuttosto conveniente per i blog, tanto che hanno aderito alcuni nomi grossi della blogosfera, come Luca Conti, Gad Lerner e Sasaki Fujika.
Vediamo se l’ingessatissimo mondo dell’advertising online avrà una scossa dopo questa iniziativa di Liquida.
Luca
Niente entusiasma la blogosfera italiana più delle discussioni sulla blogosfera italiana.
E’ anche normale che sia così.
Galatea ha scritto il post perfetto che descrive lo stato d’animo delle tante persone che hanno un blog e che sperano di farsi notare grazie a questo.
I blog invecchiano, i post si accumulano gli uni sugli altri, diventano rubriche fisse, archivi. I lettori spiccioli, persino, salgono come la marea. Nel web sei qualcuno. È tutto un linkarti, tumblerarti, condividerti, chiederti amicizie ed affiliazioni: dilaghi su ogni piattaforma, il contatore scricchiola per il peso dei contatti giornalieri, le classifiche ti proclamano letto, straletto, lettissimo: sul web ti fa un baffo Dan Brown. Ma il resto del mondo, ecco, quello non si accorge di te. Il mondo del web non è virtuale, è parallelo: solo che ti cominci a chiedere se, in Italia, la porta di accesso fra i due universi esista.
Io, che con il blog ci ho trovato lavoro (che non c’entra niente con i blog) confermo la sintesi di Galatea.
Ci sono persone che leggi quotidianamente sui loro blog e che pensi che dovrebbero scrivere per un grande quotidiano, partecipare a dibattiti televisivi, fare i sottosegretari o i ministri.
Insomma, dovrebbero essere trattati meglio dal mondo.
E non lo sono.
Gianluca Neri, che è uno dei pochi ad aver fatto soldi al momento giusto con internet, e che ne sa più di tutti ne sta preparando un’altra delle sue.
Questa volta insieme a Telecom Italia e supportati da Hagakure.
Si chiamerà Blognation, e sarà un altro aggregatore di blog.
Solo che in questo caso non ci saranno delle persone a selezionare i post, ma sarà tutto robotizzato.
Marco Massarotto di Hagakure ha spiegato qualcosa su sul blog ed un po’ di più su FriendFeed.
Vedremo che cosa verrà fuori.
Se BlogNation funzionasse a dovere potrebbe essere un canale per far uscire dalla cantina le tante persone di valore che scrivono sui blog e che nessuno nel mondo reale conosce.
Luca

Nella italica blogosfera è riesplosa la discussione per decidere se i giornalisti facciano più schifo dei blogger e se i cittadini facciano più schifo di entrambi.
Sembra che la conclusione sia che tutto fa un po’ schifo.
Nel senso che in un paese schifo vivono cittadini schifi, tra i quali ci sono giornalisti schifi che scrivono in giornali schifi.
I blogger, che in altri paesi riescono a volte a tirarsi un po’ più su dello schifo, in Italia fanno schifo anche loro.
Bene.
Passiamo oltre.
Luca
Paul The Wine Guy è stato recentemente eletto dalla italica blogosfera come blogger dell’anno.
Credo anch’io di aver votato per lui.
Lunedì ha chiuso il suo blog.
Grazie di tutto, a tutti voi
E magari ora chiudo il blog per vincere – nel 2010 – il premio “miglior blog andato a puttane”.
Paul The Wine Guy è sconosciuto, non sappiamo chi sia.
Magari è il vostro collega.
Intanto Alessandro Gilioli aveva fatto delle domande a lui e ad altri blogger.
Mi pare di capire che cerchi molta riservatezza. Puoi dire il tuo nome vero o no? E se no, perché? In ogni caso, mi puoi dare un po’ di dati bio su te – tipo età, studi, professione, città in cui vivi, professione etc
Sì, adoro la mia riservatezza, prevalentemente perchè non mi piace che il vicino di casa sappia esattamente cosa ne penso. O il mio datore di lavoro. O il panettiere. Ho aperto un blog per noia e frustrazione: il mio barbiere non deve per forza sapere gli affari miei mentre mi pettina come un deficiente. Preferisco tenere il mio anonimato: nessuno chiede al mai vecchietto del bar come si chiama – tutti lo conoscono per il soprannome, al massimo lo si ascolta (o si manda affanculo).
Pensi di lasciare il tuo blog così com’è o di evolverlo?
Magari chiuderlo?
Insomma, uno che raggiunge una notorietà (relativa) ed invece di gloriarsene se ne va.
Un bel tipo, non c’è che dire.
Luca
Sabato scorso a Riva del Garda, durante la BlogFest 2009, sono stati premiati i migliori blog italiani.
Candidati e vincitori sono stati proposti dai lettori di Macchianera.net che è come se un premio giornalistico fosse organizzato da Cuore o da Il Vernacoliere, ma forse è anche meglio così.
In assoluto, secondo me, il premio più azzeccato è quello dato ad Alessandro Gilioli (miglior blog giornalistico), in quanto il suo blog sta diventando veramente bello ed importante.
Il premio più tempestivo è sicuramente quello dato a Beppe Grillo per il miglior blog andato a puttane, proprio nel giorno della presentazione del suo nuovo partito.
Ma la poca simpatia della italica blogosfera per Beppe Grillo è cosa nota e non nuova.
Il post più bello dell’anno è “19 marzo, la festa di mio papa’. Un post che nessuno leggera’ fino in fondo. Peccato.” di cloroidrato di sviluppina.
E anche su questo, concordo.
Per il resto la solita sana autocelebrazione blogettara che non fa mai male.
Luca
Ci sono blog che non posso evitare di citare.
E’ il caso del blog della Parrocchia San Francesco di Grosseto.
Il tenutario del blog, Fra Stefano, è una mia vecchia conoscenza.
Questo post è un modo per salutarlo e per dirgli che lui è sempre un passo avanti.
Ciao Stefano.
Luca
Blogbabel ha temporaneamente chiuso.
Blogbabel è una classifica (un po’ a modo suo, ma lo sono tutte) dei blog italiani più influenti ed è soprattutto un aggregatore delle discussioni più seguite nella blogosfera.
Blogbabel è un servizio gratuito e, in quanto tale, gli utenti lo tartassano più di un servizio a pagamento.
Qualcuno ha montato delle polemiche gratuite e pretestuose sul fatto che non fosse possibile essere cancellati dalla classifica.
Ovvio che a quel qualcuno la propria posizione in classifica non andasse bene.
Il team di Blogbabel è da sempre permalosetto e poco incline all’autocritica.
Quindi, degni della migliore sceneggiata napoletana, hanno chiuso tutto, con la promessa sottintesa di riaprire soltanto dopo che saranno stati implorati sufficientemente per farlo.
Ci siamo stufati dell’arroganza di alcuni blogger italiani, che pensano di poter ricattare un servizio offerto alla comunità e al grande pubblico, e non perdono occasione per trasformare qualsiasi discussione in un litigio da riunione di condominio.
La mia opinione è la seguente.
Se apri un servizio gratuito, per di più destinato ai blogger (notoriamente rompicoglioni), ti devi aspettare che gli utenti faranno la cosa che riesce loro meglio: rompere i coglioni. E non puoi far niente perché loro decidano di lasciarti in pace. Troverai sempre qualcuno pronto a fare polemica.
Quindi, siccome Ludo & C. non sono sprovveduti, o sono ancora più permalosi ed irascibili di quanto fossero già (e la cosa pare impossibile) oppure si sono semplicemente stufati di offrire un servizio gratuito che non è riuscito ad avere un modello di business.
Insomma, penso che Blogbabel riaprirà non appena qualcuna caccerà fuori i soldi.
E qualcuno, anche grazie a questa polemica, caccerà i soldi.
Per approfondire, potete ascoltarvi l’intervista a Ludo, l’ideatore di Blogababel.
Luca
Date ad un blogger un po’ di visibilità sui media tradizionali ed il risultato sarà pessimo, per non dire pietoso.
Soprattutto quando i blogger intervistati sono proprio quelli più esibizionisti.
Ieri è stata pubblicata sul Corriere Magazine una specie di reportage sulla blogosfera italiana.
La solita classifica di BlogBabel, ormai diventata una specie di sacro testo.
Una buona idea, quella di inserire le foto reali dei blogger.
Un testo banale scritto da Stefano Landi.
Le cose peggiori sono le dichiarazioni di alcuni blogger intervistati.
Non a caso sono stati scelti Geekissimo e Robin Good, bravi soprattutto ad enumerare il numero di visitatori sul loro blog ed i fantasmagorici guadagni che hanno realizzato.
Insomma, sarebbe stato difficile scrivere cose più banali.
Lo so che il giornalista avrà arrangiato i testi, ma mi spiegate che immagine della blogosfera italiana venga fuori da questo articolo?
E perché il giornalista non ha intervistato i blogger più preparati e più influenti, come Mantellini, Conti, Sofri, Beggi o Gaspar?
Il vero blogger non lo riconosci dalle occhiaie (come recita l’incipit dell’articolo).
Semplicemente non lo riconosci, perché il vero blogger non esiste.
Chi scrive in un blog lo fa soltanto per condividere con altri i propri pensieri e le proprie esperienze.
Come quando, a scuola, prestavamo il nostro diario ad un amico o ad un’amica perché ci scrivessero qualcosa.
Poi capita anche che nei diari di scuola si riesca a scrivere grandi cose o magari cose utili a qualcun altro.
Ecco.
Le cazzate lasciamole ai giornalisti veri.
Luca
Napolux ha fatto una scansione dell’articolo, scaricabile da qui (PDF, 979 KB).
Le cose sono due.
O le classifiche della blogsofera sono minchiate oppure non lo sono.
Se però una classifica, come Blogbabel, introduce un cambiamento talmente drastico che in un colpo solo molti blog perdono o guadagnano centinaia di posizioni allora significa che c’è qualcosa che non va.
Ad esempio il mio blog sale dalla 681 alla 369.
Ci sono casi eclatanti come quello di Downloadblog, sceso dalla posizione 7 alla 82.
Non sono l’unico a pensarla così, anche Axell critica Blogbabel, soprattutto per non tener conto delle statistiche di Feedburner, che sono forse quelle più significative per un blogger.
Insomma, qualche tempo fa avevo provato a criticare BlogBabel, ma mi ero tirato contro le ire di Ludo, poi aiutato da Sw4n, che mi aveva definito marchettaro per Wikio.
Ribadisco ancora una volta che Blogbabel è un grande servizio, molto più attendibile di Technorati, ma sarebbe bene che decidessero una buona volta che cosa vogliono fare da grandi.
Ed in che modo.
Luca
Negli scacchi l’arrocco è la mossa che ha due obiettivi:
[...] spostare il Re in una posizione più sicura allontanandolo dal centro della scacchiera e contemporaneamente portare una Torre in una posizione più attiva (più centrale).
Il linciaggio operato in questi giorni su Beppe Grillo ha avuto proprio questa intenzione: mettere al sicuro La Casta (si, proprio quella di Rizzo e Stella) e portare in avanti le ragioni della politica “quella vera”.
E’ stato interessante notare come la reazione più veemente ed indignata non sia stata quella dei politici, forse consci dei loro limiti, ma di tutta la casta di editorialisti ed esimi commentatori, a cominciare dal logorroico Eugenio Scalfari.
La stessa blogosfera ha attaccato pesantemente Grillo, soprattutto con i suoi blogger più quotati e più influenti (Luca Conti, Massimo Mantellini, Luca Sofri, Nicola Mattina, Suzukimaruti…)
L’annuncio fatto ieri da Beppe Grillo, quello di promuovere la formazione di liste civiche, è una non-notizia.
Sono mesi che lo dice, mancava solo l’ufficialità.
L’opinione di Grillo, detta e ridetta tramite il suo blog e nei suoi spettacoli, è che non ci sia più spazio per fare politica a livello nazionale e che le cose si possano cambiare soltanto con azioni e proposte “locali”, giocate sul territorio, nei comuni.
Da qui la scelta di attivarsi tramite liste civiche.
Ci trovate qualche risvolto antipolitico in questa proposta?
A me sembra politica pura.
Nemmeno tanto originale.
Tutti i profeti di sventura, quelli che vedevano in Grillo il nuovo Chavez od il nuovo Mussolini, possono stare tranquilli.
Il nuovo uomo forte, il capo-popolo, il pericoloso sovversivo promuoverà addirittura delle liste civiche.
Brrr… Che paura!
Luca
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