BlogBabel smazza le carte

Le cose sono due.
O le classifiche della blogsofera sono minchiate oppure non lo sono.
Se però una classifica, come Blogbabel, introduce un cambiamento talmente drastico che in un colpo solo molti blog perdono o guadagnano centinaia di posizioni allora significa che c’è qualcosa che non va.

Ad esempio il mio blog sale dalla 681 alla 369.
Ci sono casi eclatanti come quello di Downloadblog, sceso dalla posizione 7 alla 82.

Non sono l’unico a pensarla così, anche Axell critica Blogbabel, soprattutto per non tener conto delle statistiche di Feedburner, che sono forse quelle più significative per un blogger.
Insomma, qualche tempo fa avevo provato a criticare BlogBabel, ma mi ero tirato contro le ire di Ludo, poi aiutato da Sw4n, che mi aveva definito marchettaro per Wikio.

Ribadisco ancora una volta che Blogbabel è un grande servizio, molto più attendibile di Technorati, ma sarebbe bene che decidessero una buona volta che cosa vogliono fare da grandi.
Ed in che modo.

Luca

Grillo, Mantellini e la vera blogosfera

Non vorrei sembrare ripetitivo, ma lo sarò.
Un altro post su Grillo.
Non possiamo far finta che a Bologna non sia successo niente.

Succede che il 99% della stampa e della TV si scagli contro Grillo ed i suoi seguaci.
Era prevedibile.
Ci sono anche buoni argomenti per criticare il V-Day, non lo nego.
Invece i media si fermano a condannare quello che per loro è qualunquismo e antipolitica, mentre forse è semplicemente voglia di una politica più pulita e più vicina alla gente.

Tra tutte le cretinate che si sentono dire in questi giorni, quelle più grandi riguardano il potere di Internet e la grande capacità che ha avuto Grillo nel riuscire a sfruttarlo.
E’ una cretinata non perché Grillo non sia stato un mago nello sfruttare la rete, ma perché lo ha fatto in un modo completamente diverso da tutti gli altri.

Chi un po’ conosce la rete e frequenta la blogosfera sa che Grillo è un fenomeno completamente a sé stante.
Si, ha un blog, ma chi ha un blog di solito parla con gli altri, li cita, commenta i post altrui, insomma contribuisce a cucire i pezzi di quella che non a caso viene chiamata “rete”.
Grillo non fa niente di tutto questo.
Scrive un post al giorno (sicuramente aiutato da una redazione) e poi lascia che gli utenti commentino.
I lettori del blog di Grillo sono l’altra anomalia di questo fenomeno.
Infatti chi frequenta i blog, non ne legge uno soltanto, ma un bel po’, quelli almeno che preferisce.
Inoltre segue le discussioni che avvengono nella blogosfera, scoprendo così nuovi blog e nuovi autori.
Sono sicuro che il 90% dei lettori del blog di Grillo legge soltanto il suo blog ed ignora tutti gli altri.

In questo c’è uno dei limiti della comunicazione di Grillo, ma anche un grande pregio che è quello di aver spostato l’attenzione di molta gente da un’informazione che è soltanto TV e, raramente stampa, ad una che è anche Internet.

Ma la blogosfera è un’altra cosa.
Non più bella, né più intelligente, ma diversa.

In questo senso ha perfettamente ragione Mantellini che dedica un lungo ed intelligente post al rapporto di Grillo con Internet.
Mi sento di condividere in pieno la sua affermazione, mentre non condivido la conclusione:

Il potere di Internet se darà segno di sè (ma accadrà mai?) lo farà solo quando una massa critica di singole individui inciderà personalmente con il proprio pensiero sulla superficie delle cose. Quando accadrà, se accadrà, oggi certamente non accade, nessuno di questi nuovi cittadini sarà disposto a raccontare sè stesso dentro il millesimo commento del post di un comico di talento dai modi incerti e dalle tematiche forti, ma preferirà farlo utilizzando strumenti comunicativi individuali. Internet è il grande aggregatore. E il passaparola vale fra pari. In casi esemplari come quello di Grillo ha invece un altro nome: si chiama propaganda. E la propaganda si sa in rete funziona poco o nulla.

Non credo che quella di Grillo sia propaganda.
Credo che aver risvegliato in tante persone la voglia di politica (non di antipolitica) sia un grande pregio.

Il prossimo passo per i fans di Grillo dovrebbe essere quello di inserirsi veramente nelle discussioni e nella vita della rete, magari cominciando a leggere altri blog che non siano quello di Beppe.
Ben presto sentiranno l’esigenza di dire la loro e non si accontenteranno più di essere soltanto uno tra i migliaia di commenti nel blog di un altro.

Luca

Il declino di Blogbabel

Quando Ludo presentò Blogbabel, la blogosfera italiana si lasciò andare a gridolini di soddisfazione.
Sembrò a tutti che fosse stato fatto un passo avanti rispetto a Technorati ed a BlogItalia.
Le classifiche di BlogBabel sono redatte attraverso un algoritmo che sembra fornire una immagine reale di quelli che sono i blog più influenti.
Anche la scelta di approvare manualmente i blog censiti è stata azzeccata ed ha garantito che le classifiche non fossero infestate da spam o non fossero alterate da blog che sono semplicemente una collezione di template e che si avvantaggiano dal gran numero di link in entrata.

Nel corso degli ultimi mesi BlogBabel è cresciuto ed ha sviluppato nuove funzionalità, come quella che permette di visualizzare i meme del giorno e la classifica dei video e dei libri più “condivisi”.

Nonostante questo a me sembra che BlogBabel stia andando incontro ad un deciso declino.
Ecco quali sono i sintomi del suo malessere:

  • Le classifiche dei video e dei libri più condivisi sono un fallimento. Non c’è ne è mai uno postato da più di 2-3 blog. Questo è dovuto probabilmente, almeno per i video, alla replicazione dello stesso contenuto in url diversi, per cui la tracciabilità è molto difficile da realizzare. Non è possibile che il video che spiega gli RSS in italiano sia stato citato soltanto da 6 blog o che il libro “La casta” da 4 blog. Forse la scelta di redarre la classifica con criterio settimanale ha poco senso ed andrebbe estesa senza limitazioni cronologiche.
  • Con gli ultimi aggiornamenti è diventato difficile raggiungere alcune sezioni interessanti del sito, come quella contenente la tag cloud, quella contenente le classifiche scorporate per argomenti o redatte sulla base di blog che sono cresciuti di più.
  • Nel sito sono presenti ormai da molti giorni alcuni errori di codice, visibili ad esempio nell’elenco delle ricerche più popolari.
  • A distanza di un anno il sito non ha una sua grafica. Viene utilizzato un tema di WordPress, rivisto ed adattato. Non c’è un logo, non c’è una favicon, non c’è niente che lo personalizzi e lo caratterizzi.
  • L’idea che BlogBabel sia trascurato è confermata soprattutto dalla lettura del suo blog, il cui ultimo aggiornamento risale a due settimane fa. Se continua così rischia di essere escluso dalle classifiche…

Ho l’impressione che Ludo stia abbandonando il progetto BlogBabel oppure che stia spendendo il suo tempo in altre attività.
Peccato!
Wikio si fa avanti in modo piuttosto convinto ed efficace…

Luca