Kindle Free Time non disponibile in Italia

Sui tablet Kindle Fire, Amazon ha reso disponibile una funzionalità molto interessante, denominata Kindle FreeTime.
In pratica permette di creare sul tablet dei profili dedicati ai bambini, ai quali vengono resi disponibili soltanto alcuni contenuti.
Chi ha figli, può quindi lasciarli giocare con il tablet, senza paura che possano accedere ad applicazioni o a contenuti non adatti.

Amazon prevede anche una forma di abbonamento, il Kindle FreeTime Unlimited che, a fronte di un costo di 2,99$ al mese per bambino, permette la fruizione gratuita di migliaia di applicazioni, giochi, libri e video.

Nel mio Kindle Fire HD ho notato che Kindle FreeTime è una delle applicazioni che girano in background, ma non sono riuscito a capire come utilizzarla.
Ho scritto al supporto italiano di Amazon, che mi ha girato al supporto inglese che nel giro di pochi minuti ha confermato quello che temevo.
Kindle FreeTime non è disponibile in Italia (è presente soltanto in US, UK e Germania), mentre l’abbonamento al Kindle FreeTime Unlimited è disponibile soltanto negli USA.

I’m sorry, Kindle FreeTime is currently available in the U.S., UK, and Germany. Kindle FreeTime Unlimited is available in the U.S. only.

E’ un peccato, speriamo che la funzionalità venga prima o poi resa disponibile anche in Italia.

Luca

Solo per genitori

Questa settimana Internazionale, nella sua spettacolare rubrica delle Regole, parla di Mettere il bambino a letto.

  1. Se non dorme per le undici tanto vale fargli fare tutta una tirata fino alla mattina dopo.
  2. Sei di nuovo uscita dalla sua stanza strisciando? Vergognati.
  3. Fargli fare un giro in auto per addormentarlo ha un costo troppo alto per il pianeta.
  4. I figli degli altri vanno tutti a dormire prima del tramonto.
  5. Se ti addormenti prima tu, ha vinto lui.

Luca

Fact checking su Renzi

Sono stato renziano prima di voi.
Chi legge questo blog lo sa, ne parlo da anni, tanto da essere stato perfino ripetitivo.

Ho già detto che la dichiarazione di Renzi su indulto ed amninistia non mi è piaciuta per niente.
Dalla Annunziata, il sindaco di Firenze se ne era uscito con questa dichiarazione.

Noi siamo stati i primi in Italia ad aver fatto l’Icam (l’istituto custodia attenuata per le madri) per dire che le mamme detenute non stiano in carcere ma in una struttura ad hoc. Parliamo di cose serie!

Riccardo Arena, che cura radiocarcere su Radio Radicale, e che di prigioni se ne intende, ha sbugiardato Renzi.

Questa è un’affermazione che non corrisponde alla realtà.
Ed infatti a Firenze l’Icam non è ancora in funzione e i bambini detenuti sono con le loro mamme in cella nel carcere di Sollicciano.
Una realtà confermata anche dal dottor Luigi Pagano, vice capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria intervenuto durante la rubrica Radiocarcere in onda su Radio Radicale, ha spiegato: “Attualmente a Firenze non c’è un Icam”. E non è neanche vero che a Firenze sono stati i primi a istituire l’Icam: “Il primo Icam è quello di Milano, inaugurato nel 2006. segue quello di Venezia entrato in funzione quest’anno (…) no, a Firenze l’Icam non è ancora in funzione”.

Perché non c’è simpatia politica che possa sottacere le cazzate.
E Matteo Renzi, se vuole davvero governare questo paese, devo stare più attento alle cose che dice.
E prendersene le responsabilità.

E’ contrario a provvedimenti di indulto e di amnistia?
Bene, si prenda carico di questa scelta politica e non butti fumo negli occhi per sviare l’attenzione.

Luca

Via | Il Post

Invisible Picture Show

E’ in corso una campagna di sensibilizzazione per far conoscere le storie delle migliaia di bambini rifugiati che ogni anno vengono detenuti in centri di immigrazione perché trovati senza la giusta documentazione. In questi centri, vere e proprie carceri, i bimbi vi restano a volte per anni, spesso con un solo genitore o con nessuno dei due.

Milioni di bambini sono obbligati a lasciare il loro paese a causa di persecuzioni o per cercare un futuro migliore.
Migliaia di bambini sono detenuti, con o senza i loro genitori, perché non hanno la giusta documentazione.
I bambini meritano cura e supporto.
I bambini hanno diritto ad essere liberi.
I bambini non appartengono alla detenzione.

Invisible Picture Show, è un film di animazione con le telefonate registrate di alcuni di questi bambini che raccontano la loro storia.
Il sito è tutto fatto in flash e di una pesantezza intollerabile, ma il progetto mi pare molto bello e degno di essere visto. Qui di seguito c’è una breve presentazione.

E’ una realtà che in pochi conosciamo e che forse dovremmo sforzarci di conoscere meglio.

Luca

No alla guerra, anche se la guerra c’è già

Rimango un po’ basito nel leggere dichiarazioni pubbliche e private di persone più o meno famose sul possibile attacco in Siria.

Molti dicono di essere contrari alla guerra.
Del resto, lo siamo tutti, o quasi.
Qui però non stiamo parlando di invadere l’Iraq per rovesciare un regime.
E nemmeno di dichiarare guerra all’Afghanistan perché offre copertura e riparo ai terroristi.

In Siria la guerra c’è già.
Da almeno un anno e mezzo.
Ed ha fatto almeno 100.000 morti e 2 milioni di profughi.

Poi, per carità, accetto tutte le prese di posizione, favorevoli o contrarie.
Ma se dite “No alla guerra!” aspettatevi che qualcuno vi batta su una spalla e vi dica “Amico, la guerra c’è già”.
E forse sarebbe giusto fare qualcosa per fermarla.

Più di un anno fa Amnesty Internationl rese pubblico un rapporto fatto da Donatella Ravera che aveva visitato la Siria.

Ovunque sia andata, ho incontrato persone stravolte che chiedevano perché il mondo stesse a guardare e non facesse nulla. Questa mancanza d’azione da parte della comunità internazionale non fa che incoraggiare ulteriori violazioni. Poiché la situazione continua a peggiorare e il computo delle vittime civili sale di giorno in giorno, la comunità internazionale deve agire per porre fine alla spirale di violenza.

Sarà la paternità ad avermi reso fragile, ma secondo me i bambini morti gassati per mano di Assad varrebbero l’attacco con droni contro postazioni siriane.

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Bodies of children whom activists say were killed by gas attack in the Ghouta area, lay on floor in the eastern suburbs of Damascus August 21.(Mohamed Abdullah/Reuters)

E se l’attacco con i droni causasse vittime civili?
Li causerà di sicuro.
Abbiamo finora armato i ribelli, che non sono migliori del regime che combattono. La guerra la stiamo già facendo per interposta persona. Stiamo già facendo vittime civili.
Bisogna scegliere tra un male ed un altro male.
Assad continuerà la strage finché la comunità internazionale non interverrà.

Poi facciamo pure la nostra invocazione contro la guerra, diciamo la nostra preghierina e chi se ne frega.
Ma essere contrari ad un intervento militare contro la Siria non significa essere per la pace.
Significa semplicemente fregarsene del popolo siriano e girare la testa da un’altra parte.

Luca