Mario Mariotelli

In famiglia ci siamo molto appassionati alle vicende della nazionale.
Nella piazzola del campeggio facevano bella sfoggia di loro il poster dell’Italia e la prima pagina di ieri de La Nazione con Balotelli che sfoggia i muscoli.

Perché l’idolo ovviamente è quello con la testa marrone, Mario Mariotelli, così denominato dal figlio 2.0.

Io che di Balotelli sono sempre stato uno strenuo difensore, anche quando lo sport più praticato negli stadi italiani e nella curva juventina era invocare la sua morte o tirargli banane, non posso che essere molto felice.

Il ragazzo si farà.
Le sue lacrime di ieri sera ne sono la dimostrazione.
Ci voleva un po’ di pazienza.

Ovviamente torneranno ad offenderlo e a tirargli banane, e lui continuerà a fare cretinate, ma una svolta c’è stata.
Il cambiamento verò ci sarà quando lo comprerà la juve.

Luca

Un giorno ce lo spiegherà

Un giorno l’arrogante allenatore viareggino ci spiegherà perché abbia ieri sera deciso di togliere Pepe, che è parso l’unico giocatore con un po’ di carattere e intraprendenza.

E ci renderà conto di questa frase:

Non sono per niente pentito per le mi scelte. Di fenomeni a casa che potevamo risolvere i problemi avuti oggi non ce n’erano.

Ieri sera, Balotelli e Cassano, avrebbero fatto lo slalom tra quei pali neozelandesi come nemmeno Tomba ai bei tempi.

Se non ci avessero regalato un rigore, oggi saremmo a casa.
Lippi doveva ringraziare l’arbitro e starsene zitto.

Altro che storie.

Luca

L’importante è il contesto, mica la formazione

italia 2010

Io ieri sera mi sono divertito.
Non per la partita (orrenda), ma perché l’abbiamo vista insieme, tutta la famigliola riunita, in sala, davanti alla TV, con pizza, bibite gassate ed il tassativo consiglio di ruttare liberamente.

Abbiamo tifato Italia, cantato l’inno, lanciato cori di incoraggiamento e ci siamo abbracciati al goal di De Rossi (del quale abbiamo la calamita che sfoggia sul nostro frigo).
Per il resto chi se ne frega.
Siamo una squadra di giocatori poco più che mediocri, senza nemmeno una stella.
Del resto il nostro CT ha rinunciato agli unici due giocatori che avrebbero potuto illuminare un po’ il nostro gioco (Balotelli e Cassano) e non possiamo quindi aspettarci molto di più di quello che abbiamo visto ieri.

Noi continueremo a divertici davanti alla TV.
Se poi saranno più di 3 partite, tanto meglio.

Luca

Datelo a noi

mario balotelli getta la maglia

Io difendo ovviamente Mario Balotelli, che è un ragazzo con un carattere difficile, ma che viene fischiato per ogni cosa che fa e la gente si diverte a prenderlo in giro.
Come quando da bambini c’è quello permaloso, che non gli puoi dire niente perché si arrabbia e tutti che si mettono a prenderlo in giro per farlo arrabbiare e ridere delle sue scenate.

Lui è insopportabile ed è vero, ma chi lo provoca è stronzo.
Ieri sera si è beccato pure due schiaffoni da qualche tifoso premuroso.

Balotelli è il più grosso talento che abbiamo in Italia.
Se l’Inter non lo sa gestire, lo dia pure alla Juve.
Siamo più bravi.

Luca

Foto | Repubblica.it

Se saltelli muore Balotelli

mario_balotelli

Per me la Juve possono tranquillamente squalificarla dalla Champions.
Non conta per quale squadra tu faccia il tifo.
Se i subumani che erano in curva a Bordeaux si sono messi a cantare cori contro un giocatore che neppure stava giocando, significa che siamo arrivati oltre il limite.

Le cose più intelligenti le scrive, come al solito, Gianni Mura su Repubblica:

Ormai in Italia fare cori contro Balotelli sembra diventato un gioco di società. Attenzione, però: è una questione che non riguarda solo lui né solo il calcio. E non la si risolve chiedendo a Lippi di convocarlo per i mondiali, di considerarlo un simbolo. Balotelli ha il diritto di non essere insultato per il colore della sua pelle sia che giochi in Nazionale, nell’Inter o nella Sangiustese. Come ce l’ha chi non fa sport, non gioca a calcio e pensa che sarebbe meglio vivere in un mondo meno malato, e che il passato non passa mai del tutto.

Bene che Buffon sia andato a tentare di zittire i subumani della curva juventina, ma le squadre di calcio non possono continuare a vivere in ostaggio di questa gente.

La vicenda di Balotelli è ormai diventata un simbolo di civiltà.
Altro che sport.

Luca