Autunni precari

Nel primo bus del rientro a lavoro dopo le vacanze mi sento un po’ come se fosse il primo giorno dell’anno.
Si riparte, si lasciano alle spalle le giornate scansonate e si riprendono le attività e gli impegni.

Oggi non è però il 1 Gennaio, alle 8 fa già un caldo soffocante e davanti non abbiamo la primavera, ma l’autunno.
L’autunno di noi precari è una specie di quaresima.
Un periodo di riflessione per capire cosa saremo quando arriverà la pasqua.

Se essere precari ha un aspetto positivo è quello di ricordarti che stronzo eri e stronzo rimani.
Che non ti devi adagiare.
Devi restare sveglio perché oggi il tuo lavoro c’è, domani chissà.

Tutto questo, nell’anno della crisi, appare ancora più vero.

Si riparte, quindi.
Con un occhio e mezzo al lavoro che fai e con la coda dell’occhio al lavoro che avrai.
Essere precari significa soprattutto non credere mai troppo in quello che stai facendo.
Se, da una parte, devi lavorare più degli altri per difendere il tuo lavoro, dall’altra non puoi mai credere troppo in quello che fai e nell’azienda per la quale lavori, perché lei non crede in te.

E’ come se ti costringesero ad amare una donna per un tempo limitato.
L’ameresti forse con più rabbia ed impegno, ma lo faresti in modo distaccato.

Insomma, il bus è arrivato alla stazione.
Ora scendo e me ne vado a lavorare.
Con impegno, ma senza amore.

Luca

Autumn is a second spring where every leaf is a flower

flickr interestingness
Titolo: Autumn is a second spring where every leaf is a flower | Fotografia realizzata da Maureen F.

Sembra che finalmente questa cocente estate stia finendo.
I più fortunati avranno già assaggiato un po’ di pioggia.

Presto vi spiegherò perché io speri con tutto il cuore che Alitalia fallisca.
E’ la fine che meritano tutti, non ultimi i sindacati.

Avrei anche voluto commentare il disegno di legge della Carfagna sulla prostituzione, ma su Spinoza ha scritto una cosa che secondo me riassume tutto:

Parlando della Gelmini, Umberto Bossi disse: chi pretende di riformare la scuola dovrebbe come minimo aver insegnato. Sull’ultimo disegno di legge della Carfagna invece non ha avuto nulla da ridire.

Saluti.

Luca

Sembra che il titolo del post (e quella della foto di Maureen) sia una citazione di Albert Camus.