Civati, Serracchiani, Renzi

Da queste parti ve lo andiamo ripetendo da tempo.
Nel PD ci sono persone valide.
Ieri sera ad Anno Zero ce ne erano tre: Pippo Civati, Debora Serracchiani e Matteo Renzi.

Persone sotto i quaranta anni, con una grossa esperienza politica alle spalle e pronte per sostituire la attuale classe dirigente del partito.
Ammesso che questa voglia farsi sostituire.
E che loro abbiano il coraggio di giocarsi la faccia.

A scanso di equivoci, io sto parlando della segreteria del partito, ok?
Non di un ruolo importante o di rappresentanza.
Il prossimo segretario del PD deve essere uno di questi tre.

E’ facile.
Basta che si candidino alle primarie.

La prossima volta non potranno tirarsi indietro.

Luca

E adesso tutti contro tutti

Non guardo talk show da mesi.
Un po’ perché non ho tempo, un po’ perché ogni volta rischio l’infarto per l’arrabbiatura.

Dicono che l’altra sera ad Anno Zero si sia realizzata la rottura tra Santoro e Travaglio, sancita poi con due lettere pubblicate su Il Fatto.

Travaglio se l’è presa perché, dopo che Belpietro aveva evocato le frequentazioni del giornalista con un militare dell’antimafia che poi è risultato essere un colluso, Santoro non lo avrebbe difeso a sufficienza.
Insomma, Travaglio, che con le presunte frequentazioni ed i sospetti di collusione, ci ha costruito una carriera giornalistica e scritto qualche decina di libri, non tollera che con lui sia usato lo stesso metro.

E’ umano, niente di strano, ma ci riconsegna Marco Travaglio tra le persone che commettono errori di valutazione non solo sugli altri, ma perfino su di sé.

Ora il fronte Di Pietro-Beppe Grillo-Marco Travaglio-Santoro si è disgregato.
Siamo al tutti contro tutti.
A furia di spargere sospetti, finisce che anche i tuoi amici sospettano di te.
E finisce che rimani solo.

Luca

De Bortoli

L’intervista trasmessa ieri sera da Anno Zero a Ferruccio De Bortoli mi ha colpito molto.
De Bortoli è sempre un tipo pacato, molto attento ad usare le parole ed i termini giusti.
Nell’intervista, invece sembrava nervoso, si sentiva attaccato.

L’accusa piuttosto esplicita che gli veniva rivolta dall’intervistatore era che il Corriere non avesse spalleggiato Repubblica contro il premier perché Marina Berlusconi è dentro Mediobanca che è il principale azionista del giornale.
Due più due fa quattro.
Ovvio.

Eppure De Bortoli non ha un buon rapporto con Berlusconi.
Negli anni ha avuto tanti scontri con lui.
La vicenda D’Addario è stata portata in primo piano dal Corriere.
L’intervista a Noemi è uscita sul Corriere.
Ed allora?

Forse il perché della scelta del Corriere di non calcare troppo la mano contro Berlusconi sta in una frase che De Bortoli ha pronunciato durante l’intervista:

Noi rispettiamo la volontà degli elettori, che ha deciso di votare questa maggioranza, che ha piena legittimità e questo qualche volta ce lo dimentichiamo

E se fosse che il Corriere ha deciso di ammorbidirsi contro Berlusconi semplicemente per non perdere parte dei suoi lettori che tradizionalmente sono conservatori ed amano poco gli scontri in piazza?
La maggioranza dei lettori del Corriere vota Berlusconi.
E di questi il direttore del Corriere forse è stato chiamato a rispondere ai suoi azionisti.

Luca

Ridere di te

Posso dire che questo tipo, per quanto le cose che ha detto sembrassero strane e ridicole, forse meritasse più rispetto?
Se mi inviti in una trasmissione per prendermi in giro, lo stronzo sei te, non io che ho idee diverse dalle tue.
Sai che io sostengo che Berlusconi meritasse il premio Nobel per la pace, allora perché mi sbeffeggi ridendo di me?

Le risatine del pubblico poi, erano degne di Ok il prezzo è giusto più che di un programma di approfondimento.
Santoro ha usato una tecnica che ai miei occhi è un po’ fascista.

E sapete come la penso sul Nobel a Berlusconi.

Luca

La nostra Sarah Palin ed il PD che soccombe

La faccia di Marco Travaglio mentre cerca di parlare con l’esagitata “giovane” del PDL è stata probabilmente la cosa più bella della puntata di ieri di Anno Zero.

Per il resto, a me è sembrato, ma ho visto solo una piccola parte della trasmissione, che il PD ne uscisse peggio del PDL.
Nel senso che se scoperchiassero per bene il pentolone dello scandalo della sanità in Puglia ne vedremmo delle belle.
Aver candidato De Castro alle europee per liberare un posto in parlamento ad Alberto Tedesco (sotto inchiesta in Puglia) è stata un’emerita cretinata commessa da Franceschini e che presto potrebbe costar cara al PD.
La storia l’ha raccontata meglio di me Luca Sofri qualche giorno fa:

Franceschini si è indignato scandalizzato e ha ribattuto che De Castro è andato in Europa per le sue indiscusse competenze, e che le dimissioni di Tedesco da assessore dimostrano la limpidezza della sua reazione a quell’inchiesta.
Ma questa seconda cosa è priva di senso: se uno si dimette da assessore perché messo in discussione da un’inchiesta, poi non va a fare il senatore ignorando la stessa contraddizione, anzi maggiore. E in più, che questo tipo di valutazione fosse pesato nella candidatura di De Castro era cosa che si era ampiamente detta e scritta a suo tempo, e dentro il PD molti l’avevano ammessa.

Insomma, temo che Berlusconi possa dormire sonni tranquilli.
Presto potrebbe non avere nemmeno più un’opposizione.

Luca