Sulla fiducia

Uno dei miei ideologi televisivi di riferimento, Matteo Bordone, commenta così gli interventi di Celentano e di Beppe Grillo ad Anno Zero di ieri sera.

Avendo da tempo abbandonato la visione dei programmi di lotta libera approfondimento in tv, mi piace leggerne le cronache sull’internet.

Uno dei miei ideologi televisivi di riferimento, Matteo Bordone, commenta così gli interventi di Celentano e di Beppe Grillo ad Anno Zero di ieri sera.

Entrambi gli interventi erano pieni di falsità palesi, errori, banalità, sparate populistiche, argomenti tirati per i capelli, iperboli, indignazione. Puoi essere anche straconvinto di avere ragione — anzi a maggiori ragione in quel caso — e comunque devi avere argomenti forti, dire cose chiare e vere. Se dici cretinate, forse sarai anche dalla parte del giusto, ma al limite ci sei per caso. E comunque resti uno che dice cretinate. Una testi difesa con le cretinate molto probabilmente è una tesi cretina. Se non lo è, le cretinate l’hanno resa tale. E chi le ha dette ne è responsabile.

Ripeto, io Anno Zero non l’ho visto, ma so che Matteo Bordone ha ragione.

Luca

La paranoia di Santoro

u quanto Santoro remi per sé stesso più che per la fine di Berlusconi o per il trionfo di un’Italia diversa lo si desume dalla cosa che ha scritto oggi sul sito di Anno Zero.
In pratica si è incavolato perché hanno mandato Benigni su Rai Uno, togliendogli spettatori.

Su quanto Santoro remi per sé stesso più che per la fine di Berlusconi o per il trionfo di un’Italia diversa lo si desume dalla cosa che ha scritto oggi sul sito di Anno Zero.
In pratica si è arrabbiato perché hanno mandato Benigni su Rai Uno, togliendogli così spettatori.

Cari amici,
ci tengo a ringraziarvi di cuore per aver seguito in tanti il nostro programma anche ieri sera. La partenza del Festival è stata anticipata di mezz’ora e il monologo di Benigni è durato 52 minuti. Questa volta Sanremo non ha ospitato una straordinaria performance ma ha inglobato un intero show. Tuttavia quattro milioni di spettatori bastano per dimostrare che Annozero è indispensabile e che nessuna circostanza può giustificare il tentativo di ridurre la televisione ad un programma unico. Benigni è sempre Benigni. Ma è stato usato per cancellare la diversità . L’operazione, grazie a voi, non è riuscita; e noi continueremo ad amarlo lo stesso. Noi.

Benigni a Sanremo per tappare la bocca a Santoro.
Questa si chiama paranoia.

Luca

Via | Il Post

E invece di dire che

Matteo Bordone racconta, a suo modo, come sempre brillante, l’intervento di Concita De Gregorio ieri sera ad Anno Zero.

Ha ragione Bordone, purtroppo.
Lo dico con tutta l’amarezza di uno che stima la direttrice dell’Unità.

Un po’ tutti, ma in particolare le donne, quando affrontano la vicenda delle troie di Berlusconi perdono di vista l’obiettivo.
Si indignano, si mettono a fare le moralizzatrici, cavalcono gli sdegni del Forum delle Famiglie (che in passato hanno sempre e giustamente sfanculato) e finisce tutto in gazzarra.
E B vince ancora.

Matteo Bordone racconta, a suo modo, come sempre brillante, l’intervento di Concita De Gregorio ieri sera ad Anno Zero.

Ha ragione Bordone, purtroppo.
Lo dico con tutta l’amarezza di uno che stima la direttrice dell’Unità.

Un po’ tutti, ma in particolare le donne, quando affrontano la vicenda delle troie di Berlusconi perdono di vista l’obiettivo.
Si indignano, si mettono a fare le moralizzatrici, cavalcono gli sdegni del Forum delle Famiglie (che in passato hanno sempre e giustamente sfanculato) e finisce tutto in gazzarra.
E B vince ancora.

Prende la parola Concita Di Gregorio, e invece di dire che
A) Veronica aveva ragione, il Presidente soffre di una forma ossessiva grave, soprattutto per un uomo della sua età e nella sua posizione, B) la legge impone che sia il giudice a decidere come comportarsi con un minore, non il più convincente dei ballisti, C) Mubarak non è un gommista di Cormano, ma il presidente di un paese di 80 milioni di persone che si chiama Egitto, Berlusconi sapeva benissimo che quella non era la figlia di Mubarak, perché altrimenti NON avrebbe fatto quella telefonata, NON avrebbe mandato l’igienista dentale, NON avrebbe fatto consegnare la ragazza alla brasiliana, D) il re regala l’oro al mendicante che bussa al finestrino della carrozza, il presidente in genere no, anche perché ci sono persone pudiche in difficoltà che si sentono penalizzate, e la soluzione non è datemela tutte, ascoltate tutte le mie storielle, E) altre che adesso non mi vengono in mente, ma era tipo l’Inter contro i miei gatti.
Prende la parola Concita Di Gregorio — dicevo — e, invece di dire tutta questa roba o equipollenti, decide di dire che la classe dirigente, in particolare un primo ministro che governa il paese così a lungo come Berlusconi, deve dare il buon esempio morale, stare lontano da Lele Mora (LELE MORA), fare come Abreu (ABREU). A questo punto racconta la storia di Abreu, che ha fondato le orchestre nei villaggi poveri in Venezuela (VENEZUELA), e trent’anni dopo ci sono i risultati, è pieno di musicisti venezuelani (MUSICISTI VENEZUELANI) anche famosi, e questo è il percorso che un presidente può scegliere.
E allora, se anche Concita si mette a disquisire di storielle edificanti, di suddelmondo che si rialza con la forza di un sogno, se anche lei si dedica ai piatti di grano, allora è giusto che stiano lì questi delle troie minorenni, ché almeno sono scaltri. Porca la troia.

Luca