Il governismo alterno ed irritante di Gramellini

Massimo Gramellini è molto bravo a raccontare storie.
Spesso scrive cose intelligenti e di buon cuore.
E’ molto meno bravo quando ragiona di politica, debordando alternativamente nel populismo o nel governismo.

Oggi attacca Matteo Renzi in modo abbastanza gratuito, difendendo l’indifendibile.
Perché il Ministro Cancellieri è indifendibile e non si tratta di calcoli elettorali, anche se pure quelli non guasterebbero nel caso del PD, ma di buon senso.
Un Ministro della Repubblica non si può occupare direttamente della sorte di una sua amica di famiglia.
Non è una questione giudiziaria, ma una questione di etica politica.
Non si difendono i propri interessi o quelli dei propri amici utilizzando il ruolo istituzionale che si sta occupando.

Il PD, decidendo di difenderla, realizza l’ennesimo suicidio politico.
E, in tutto questo, i sondaggi danno il centro-destra davanti al centro-sinistra.
Avete presente lo stato di salute del centro-destra italiano, vero?
Ecco, il PD gli sta dietro.

Diciamo pure che la Cancellieri dovrebbe essere soltanto la prima di una lunga catena di dimissioni.

Mi sembra che Gramellini questa volta abbia sbagliato il destinatario del suo stucchevole moralismo all’incontrario.

Luca

La mia sul ministro Cancellieri

Non amo le galere, non capisco l’amore della sinistra per il tintinnio delle manette, mi disgusta l’uso sproporzionato della carcerazione preventiva, sono addirittura contrario al 41 bis e a tutte le forme di violazione dei diritti umani perpetuate in nome della lotta al crimine o al terrorismo.

Detto questo, credo che il Ministro Cancellieri dovrebbe dimettersi.
Non si interviene direttamente in favore di persone appartenenti ad una famiglia di amici specialmente quando un membro di questa famiglia è ancora latitante.
Non lo si fa perché il Ministro deve stare al di sopra di tutto questo.
Se il caso di Giulia Ligresti era così grave e non sta a me dubitarne, il Ministro avrebbe dovuto mettere in atto le procedure giuste per intervenire, senza farlo direttamente.

La Cancellieri ha mostrato, oltre ad uno scarso senso dell’opportunità, una scarsissima lungimiranza politica, lanciando il segnale che l’unico modo che si ha in Italia per sopravvivere alla galera sia quello di sperare nell’intervento di un amico potente.
Se è così, la Cancellieri si dimetta anche in nome di una riforma della giustizia e del sistema carcerario che questo governo e lei non sono riusciti a portare avanti.

Non che siano riusciti a portare avanti molto altro, per la verità.

Luca