Ognuno rispetti i morti suoi

Il rispetto per i morti è un po’ una cretinata ipocrita tipica degli italiani brava gente.

Questo vale per tutti i morti, ma vale ancora di più per i morti che da vivi hanno avuto una vita controversa o praticato azioni altrettanto controverse.

In questo Andreotti batte tutti.
Uomo che ha attraversato tutta la storia d’Italia e che ne sa, della nostra storia, probabilmente più di tutti.

Secondo me, nel non rispetto del morto, quanto detto ieri da Umberto Ambrosoli, è perfetto.
Niente sceneggiate isteriche o proclami sulla fine del mondo o della democrazia.
Ma non chiedetemi di rispettare chi in vita ha disprezzato mio padre, ha forse contribuito indirettamente a farlo morire, e lo ha irriso da morto.

Non è il caso di fare polemica, è comprensibile che in occasione della morte di una persona che ha ricoperto ruoli di primo piano le istituzioni lo commemorino, ma le istituzioni sono fatte di persone ed è legittimo che ognuno faccia i conti con il significato che alla storia di ciascuna persona si vuole dare. Ci sono lati oscuri della sua vita, verso i quali ciascuno ha sensibilità diverse, questi elementi contano anche nel momento del ricordo che deve essere senza polemiche, né contrasti.

Ognuno rispetti i morti che vuole.
La morte non ci rende degni di rispetto a prescindere.

Luca