Anch’io ho sempre coltivato vari interessi

C’è uno strano caso in Italia.
La politica si interroga se sia opportuno che un senatore eletto nelle file del Partito Democratico vada a dirigere una agenzia governativa, dove il governo è di centro-destra.
I più avveduti si chiedono se sia opportuno che un senatore eletto nelle file di un partito contrario al ritorno del nucleare vada a dirigere una agenzia che deve favorire e controllare il ritorno della produzione di energia nucleare in Italia.

Mi pare che nessuno si chieda se sia normale che un anziano medico, per quanto autorevole, vada a dirigere l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare, tanto che proprio l’interessato è costretto a giustificarsi in modo piuttosto imbarazzato rivendicando titoli fantasiosi:

Chi teme la mia mancanza di sapere ed esperienza tecnica sul nucleare va rassicurato: mi occuperò di rischio per la salute e prevenzione, come faccio da sempre, con impegno. Va detto comunque che ho sempre coltivato l’interesse per la fisica (anzi direi che sono un appassionato); non a caso ho ricevuto la Laurea Honoris Causa in Fisica dall’Università di Milano.

Magari è anche abbonato a Focus Junior.

Andiamo bene.
Un barone in meno nel PD.
Io non ne sentirò la mancanza.

Luca

Shell is hell

Sembra che Shell stia devastando l’ambiente naturale del delta del Niger e rendendo impossibile la vita della popolazione locale.

Amnesty ha iniziato una campagna per chiedere a Shell di prendersi le sua responsabilità e di rendere sostenibile l’estrazione del petrolio in Nigeria.
Se volete, potete mandare una email all’amministratore delegato di Shell per chiedergli conto di quello che la sua azienda sta facendo.

Luca

Greenpeace, Enel ed il nucleare vicino a noi

Ricevo stamani una mail da Greenpeace che mi chiede di spargere la voce.
E io la spargo.

Greenpeace ha realizzato un video per chiedere a Enel di rinunciare a un progetto costoso e pericoloso: il completamento dei vecchi reattori nucleari 3 e 4 di Mochovce, in Slovacchia. Si tratta di reattori sovietici di seconda generazione anni ’70 che non hanno alcun guscio di contenimento in grado di proteggerli da incidenti gravi, come l’impatto di un aereo.

Greenpeace è intervenuta all’assemblea degli azionisti di Enel per protestare contro la politica ambientale portata avanti dal gruppo energetico che promuove lo sfruttamento del carbone e del nucleare.

Se questo nucleare proprio lo vogliamo fare, almeno facciamolo bene!

Luca

Che me frega a me?

Oggi iniziano gli europei.
Il calcio è come l’epifania, tutti i problemi si porta via.
Due anni fa, la vittoria ai mondiali, salvò il mondo del calcio da un vero e proprio azzeramento della sua classe dirigente.

Non ce la facciamo a stare senza pallone.
Siamo (sono?) già tutti con la testa alla partita di stasera.

I nostri politici, con la capacità di critica degli italiani ridotta a zero, possono così sbizzarrirsi.
Non si spiegherebbe altrimenti come mai Scajola possa dire che il ritorno al nucleare sia ormai cosa certa senza che nessuno, dico nessuno, si incazzi.

C’è stato un referendum e gli italiani hanno scelto di rinunciare all’energia nucleare.
Si può essere d’accordo o meno, ma il ritorno al nucleare deve passare attraverso un nuovo referendum.

Per non parlare poi del rinnovato interesse del governo del nano di arcore per due delle sue passioni principali: le puttane e le intercettazioni telefoniche.

Ma, in fondo, a noi che ce ne frega?
Tanto stasera gioca l’Italia.
E magari vince pure.

Appunto.
Il problema è che non è rimasto nemmeno più uno Zidane a dare una testata a Materazzi.

Luca

Non sopporto il free press

Nella nostra mente tutto ciò che è gratuito è privo di valore.
Non iniziate con le paternali sul software libero (che è comunque diverso da “gratis”), perché quello è un discorso diverso.

Nel restante 99 % dei casi, tutto ciò che ci viene consegnato gratuitamente assume un valore pari a zero.
E’ il caso della stampa Free Press, consegnata agli angoli delle nostre città.

Persone distratte strappano dalle mani di poveri edicolanti ambulanti dei giornali che nella maggior parte dei casi getteranno nel primo cestino dei rifiuti che capiterà loro a tiro.
Una massa immane di carta inutile che quasi nessuno legge e che finisce direttamente in discarica.

Se i giornali free press costassero anche soltanto 0,01 €, nessuno li prenderebbe mai.
E se qualcuno li prendesse, direbbe: “Grazie” all’edicolante.
Non gli strapperebbe di mano il giornale in modo incazzato, come se prenderlo fosse una scocciatura.

Ci riempiamo la bocca con le minchiate sul Global Warming e poi buttiamo ogni giorno al macero volumi immensi di carta che nessuno legge.

Le cose hanno un costo.
Lo sviluppo sostenibile passa innanzitutto attraverso la responsabilizzazione nei consumi.
E quasi tutto ciò che è free è inutile.

Luca