L’ecosocialismo può battere il turbocapitalismo?

Ecco, tante volte un domani a qualcuno dovesse venire in mente di dar credito a questi cialtroni.
Lui è Paolo Ferrero, è Segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista ed è stato ministro nel governo Prodi II.

Luca

Trova le differenze

Il vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano, ha cambiato idea sulla gestione dei rifiuti a Napoli

Roma, 5 Marzo 2008:

Il presidente della commissione ambiente al senato Tommaso Sodano (Sinistra Arcobaleno) attacca un’ordinanza emanata dall’uscente presidente del consiglio, Romano Prodi. Tale ordinanza stabilisce che, per superare l’emergenza rifiuti in Campania potranno essere bruciate nell’inceneritore di Acerra le ecoballe attualmente prodotte negli impianti di Cdr, che non sono a norma.

Napoli, 23 Giugno 2011:

Tommaso Sodano, vicesindaco di Napoli:
Stiamo ragionando seriamente in prospettiva con il sindaco per rendere Napoli autonoma nel ciclo dei rifiuti. Si tratta di un percorso delicato, che richiederà alcune autorizzazioni e vogliamo quindi farlo con estrema calma e cautela per un maggiore efficientamento e per evitare di ritrovarci in emergenza tra 48 ore… […] resta in vigore l’ordinanza del presidente della Provincia di Napoli. Nei prossimi giorni dimostreremo che Acerra e Caivano saranno effettivamente siti di trasferenza.

Si, perché c’è questa cosa incredibile che i rifiuti da qualche parte vanno messi.
Aizzare le folle è ben più semplice che non amministrare una città come Napoli.

Luca

Via | Stefano Menichini

La questione nucleare all’italiana

La questione nucleare è stata risolta dal governo nel peggiore dei modi.
Che poi è il solito metodo di non prendere decisioni e sperare che qualcuno in seguito le prenda al posto nostro.

Evitare il referendum significa per la maggioranza evitare che si raggiunga il quorum e che quindi possa venire cancellato il legittimo impedimento, ma anche evitare una possibile sconfitta sul nucleare nel caso che il quorum fosse raggiunto.

Non potendo scommettere sulla giornata di sole che possa spegnere gli ardori democratici degli italiani, il governo taglia il referendum sul nucleare che è l’unico che potesse avere davvero una speranza di trascinare la gente al seggio.

Si evita la sconfitta politica sul nucleare, si evitano le grane giudiziarie al capo e si rimandano a domani le scelte sul futuro energetico del nostro paese.

Chi, prima o poi, prenderà la guida di questo paese, dovrà veramente avere tanto coraggio.

Luca

Ragionare oltre l’emergenza

Sono sempre stato cautamente favorevole al nucleare, per molti motivi, soprattutto perché so bene che non esistono forme di produzione di energia prive di rischi e di conseguenze sull’ambiente.
Purtroppo so, nella settimana gloriosa dell’unificazione italiana, che se c’è una cosa che unisce il popolo italiano, da nord a sud, è la cialtroneria.
Ed allora, nel paese che preferisce tenere le scorie nucleari alle porte di Roma perché il sito scelto per lo stoccaggio dopo anni di studi fatti dai migliori geologi italiani fu abbandonato in seguito alle solite proteste con blocchi di ferrovie, in questo paese dicevo, forse è meglio rinunciare al nucleare.

Non perché il nucleare sia giusto o sbagliato, pulito o inquinante, sicuro o pericoloso.
Semplicemente perché non saremo mai in grado di progettare, costruire e far funzionare una centrale nucleare.

L’altro giorno ho scatenato alcune critiche dopo aver scritto su Twitter questa cosa:

pensa che il giorno dopo il disastro arrivare alla conclusione che il nucleare è sbagliato sia una cosa piuttosto italiana

Non sapevamo ancora cosa fosse successo esattamente nelle centrali nucleari giapponesi (ne sappiamo poco ancora dopo tre giorni) e l’Italia era già divisa in due: favorevoli e contrari al nucleare.

Fu questo stesso meccanismo a trascinare l’opinione pubblica nel disgraziato referendum contro il nucleare del 1987.

Sono sempre stato cautamente favorevole al nucleare, per molti motivi, soprattutto perché so bene che non esistono forme di produzione di energia prive di rischi e di conseguenze sull’ambiente. I disastri nord-africani ci dimostrano quanto sia rischioso dipendere unicamente dagli idrocarburi. Allo stesso tempo, io che amo la natura ed il paesaggio, non potrei accettare di vivere in un paese ricoperto da pale eoliche ed impianti fotovoltaici. In un paese in cui tra l’altro il business dell’energia sostenibile è già in mano per buona parte alla mafia.

La soluzione per me è la differenziazione della produzione elettrica.

Purtroppo so, nella settimana gloriosa dell’unificazione italiana, che se c’è una cosa che unisce il popolo italiano, da nord a sud, è la cialtroneria.
Ed allora, nel paese che preferisce tenere le scorie nucleari alle porte di Roma perché il sito scelto per lo stoccaggio dopo anni di studi fatti dai migliori geologi italiani fu abbandonato in seguito alle solite proteste con blocchi di ferrovie, in questo paese dicevo, forse è meglio rinunciare al nucleare.

Non perché il nucleare sia giusto o sbagliato, pulito o inquinante, sicuro o pericoloso.
Semplicemente perché non saremo mai in grado di progettare, costruire e far funzionare una centrale nucleare.
Continueremo a vivere nell’illusione del giorno in cui le fonti rinnovabili basteranno alla nostro produzione energetica.
Mentre continueremo a bruciare gas e petrolio.

Non è l’Italia a ripudiare il nucleare.
È il nucleare che ripudia noi.

Luca

Foto | The Big Picture (Kim Kyung-Hoon/Reuters)

Frase del giorno

Ad ognuno le sue preoccupazioni.
Il cantante dei REM, Michael Stipe, uno dei personaggi più antipatici e pieni di sé della musica pop, si preoccupa ad esempio dell’ambiente.

Qual è la sua più grande paura per il futuro?
Non quella d’invecchiare, non quella di morire, non quella di non avere più successo – quel che ho avuto basta e avanza. Mi spaventano i danni che stiamo perpetrando contro l’ambiente. Quel che stiamo facendo alla Terra altro non è che un matricidio.

Mi ha sempre fatto ridere la visione totalmente strampalata che le grandi star hanno della vita.

Luca