Ero sicuro che qualcuno l’avrebbe chiesto.
L’ha fatto Alessandra Mussolini.
Chiediamo inoltre che tutti i cantanti partecipanti al Festival della canzone italiana si sottopongano ad un test anti-doping.
Il Festival e’ ormai un”istituzione’ e deve rimanere un veicolo di valori sani e trasparenti; anche la canzone italiana deve essere pulita!
Il tenutario è ovviamente contrario all’esclusione di Morgan.
Siamo in un paese libero, e non mi risulta che a nessuno possa essere impedito di dire cretinate.
Luca
A me pare che il dissenso dichiarato da 170 deputati del PDL sia un fatto politicamente molto importante.
Lo è ancor di più se pensiamo che fra una settimana si svolgerà il congresso nel quale verrà decretata la fine di Forza Italia e di AN che confluiranno nel PDL.
I 170 deputati che non intendono votare la fiducia sul pacchetto sicurezza, che contiene misure tanto mortificanti e razziste nei confronti degli immigrati irregolari, mandano a Berlusconi e Bossi un segnale inequivocabile: l’inseguimento delle istanze populiste di un certo nord forse deve avere un limite.
E’ stupefacente che la promotrice di questo dissenso sia Alessandra Mussolini e che a difendere il pacchetto sicurezza ci sia uno come Cicchitto che, da vecchio militante socialista, pensavo mantenesse almeno un po’ di quell’attenzione ai diritti civili che erano la bandiera del PSI.
Evidentemente Cicchitto ha mantenuto soltanto le cose peggiori del PSI.
E se il governo cadesse sul pacchetto sicurezza?
Ve lo immaginate?
Luca
Non ho un’opinione sulla canzone di Gino Paoli.
Il tema è scabroso: pedofilia.
Se poi però si approfondisce si capisce che forse di scabroso c’è molto meno di quanto sembrasse inizialmente.
Una bambina che si impietosisce del vecchio che, tentando di violentarla, muore di infarto.
Tutto qua.
A me la storia pare persino un po’ ridicola, e non vedo perché si dovrebbe invocare la censura.
La mia convinzione si rafforza ulteriormente quando scopro che la Commissione Bicamerale per l’Infanzia ha convocato Gino Paoli per un’audizione e che la sua presidente, Alessandra Mussolini, ha dichiarato:
Nessuna censura all’artista, ma attenzione ai messaggi fuorvianti: i pedofili non si perdonano.
Ora sappiamo che dobbiamo chiedere alla Mussolini chi dobbiamo perdonare e chi no.
Io, da parte mia, il suo caro nonnino non l’ho perdonato.
Luca
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