Non è che abbia cambiato idea

Non vorrei che la mia recente sbornia per Obama potesse essere fraintesa.
Continuo ad essere pacifista e continuo a pensare che la NATO dovrebbe venir via dall’Afghanistan.

Non mi dimentico che gli USA continuano a bombardare villaggi afghani con la speranza di beccare qualche terrorista.
Nel 2008 i bombardamenti della NATO hanno causato 829 vittime civili.

A me sembrano un po’ troppe.

Luca

Sparagli Piero, sparagli ora

La storia è di quelle belle e quindi i nostri giornali l’hanno praticamente ignorata.
Due militari italiani, elicotteristi in missione ad Herat in Afghanistan, sono stati rimpatriati in tutta fretta.

Il governo e i giornali di regime parlano di motivi sanitari, dovuti alla “nevrosi da guerra”.

Qualcun altro suggerisce che il motivo potrebbe essere diverso.
Sembra infatti che durante una missione, nella quale erano stati feriti altri due militari italiani, i due elicotteristi si siano rifiutati di rispondere al fuoco in quanto sulla linea di tiro c’erano anche dei civili.
La notizia è stata data da Il Tempo e ripresa dall’Unità.

Non lo so, sarà che a me la diserzione è sempre sembrata una cosa bella e simpatica, ma mi sembra che forse varrebbe la pena parlare seriamente di quello che combinano i nostri soldati nelle missioni all’estero.

Al di fuori della retorica e delle caramelle regalate ai bambini.
Che ai bambini a volte gli arrivano pure caramelle al piombo.

Luca

Via | Cristian Conti

Meglio il culo di Carla della testa di Sarko

Massimo Gramellini, ormai eletto ad uno dei mie miti assoluti, oggi ha dato il meglio di sé.
Nel suo Buongiorno su La Stampa, Gramellini nota come tutti i media siano molto interessati a commentare la bella moglie del presidente più che le azioni del marito.
Così, tutti sappiamo che cappottino indossasse Carla, ma non tutti abbiamo saputo che Sarko non manterrà la sua promessa elettorale di ritirare le truppe francesi dall’Afghanistan.

La colpa è insieme dei giornalisti e dei lettori ed è riassumibile con una parola: pigrizia.
Tutti ci lamentiamo del pessimo stato in cui versa l’informazione italiana, ma in pochi sono quelli che hanno veramente la volontà di approfondire le notizie.

[…]
Siamo tutti scemi, giornalisti e cittadini? E’ un’ipotesi da prendere in considerazione. Più che altro, però, siamo di fretta. Per poterci soffermare sulla retromarcia afghana di Sarkò bisognerebbe prima essersi domandati dov’è Kabul e cosa sia successo ultimamente da quelle parti. Processi logici che richiedono fatica e soprattutto tempo: almeno un minuto di mente sgombra. Impresa improba con il bambino che piange, la vicina che rompe, il telefono che squilla, l’appuntamento che incombe. Così uno si accontenta di sfogliare il mondo come un giornale a fumetti: attraverso immagini e foto, indignandosi moltissimo per lo scadimento dell’informazione, ma concedendosi solo nei giorni di festa il brivido di spingersi fino alle didascalie.

Luca

Nuova luce sulle detenzioni segrete della CIA

Mentre in Italia alcuni politici sciagurati seguono le indicazioni di un ambasciatore altrettanto sciagurato che si augura un maggiore coinvolgimento delle truppe italiane in Afghanistan, Amnesty International pubblica un nuovo rapporto sulle cosidette “rendition” le detenzioni illegali operate dalla CIA ai danni di sospetti terroristi.

Cito dal comunicato di Amnesty:

Le informazioni provengono dalla testimonianza di un detenuto che ha accettato di parlare solo con Amnesty International: si tratta di uno yemenita di 31 anni, Khaled Abdu Ahmed Saleh al-Maqtari, rilasciato recentemente dopo un lungo periodo di detenzione segreta. Inizialmente ‘detenuto fantasma’ nel carcere iracheno di Abu Ghraib, e’ stato trasferito in una prigione diretta dalla Cia in Afghanistan e, da li’, in localita’ segrete, dove ha trascorso due anni e mezzo in completo isolamento, senza accusa, processo o accesso a una procedura equa.
[…] secondo il suo racconto, fu picchiato, costretto a rimanere sveglio, sospeso a testa in giu’ in posizioni dolorose, minacciato coi cani, sottoposto a freddo intenso e ad altre forme di tortura. […]
Mai, nel corso di 32 mesi di detenzione, a Khaled al-Maqtari e’ stato detto dove si trovasse e perche’. Non ha avuto accesso ad avvocati, parenti, funzionari del Comitato internazionale della croce rossa o qualsiasi altra persona al di fuori di quelle che lo hanno interrogato e di quelle coinvolte nella sua detenzione e nei suoi trasferimenti.
[…]
Amnesty International chiede alle autorita’ statunitensi di porre fine all’uso della detenzione segreta; chiamare a rispondere i responsabili degli abusi commessi nell’ambito di questo programma; rendere noti i nomi, le situazioni e i luoghi di detenzione di tutte le persone imprigionate nel contesto della ‘guerra al terrore’; incriminare tutti coloro che sono ancora detenuti per un reato di accertata natura penale e processarli di fronte a un tribunale indipendente, oppure rilasciarli.

Ecco in cosa consiste la guerra al terrore.
Si, vale la pena mandare più uomini per perseguire questi risultati.

Luca

Ma non potevate tenervi Crozza?

Luttazzi è pesante.
Lo è sempre stato.
Le sue battute spesso superano il comune senso del pudore.
Luttazzi è fastidioso, ma fa anche ridere.
La sua satira è vera, nel senso che non si preoccupa di dar noia al potente di turno.
Non è, per fare un esempio, come Crozza, che fa tanto il “cattivo”, ma poi si fa telefonare da Veltroni durante la trasmissione.

Decameron, lo spettacolo di Luttazzi trasmesso da La7, lo ho seguito a sprazzi.
Mi ha fatto spesso ridere.
Lo ho anche apprezzato per essere rimasto l’unico a ricordare che in Afghanistan non c’è nessuna missione di pace e che l’Italia è lì in evidente contraddizione con la nostra costituzione.

La battuta su Ferrara era pesante, ma mi rifiuto di credere che abbiano deciso di chiudere la trasmissione per quella battuta.
Penso che abbiano dato più noia i suoi attacchi contro il governo.

Ho letto molte cose scritte dalle persone che ritengo più autorevoli nella italica blogosfera, ma su tutti, quello che ha più ragione è Zoro che, proprio dal suo nuovo blog sul sito di La7, commenta:

Ma per quel poco che Internet può fare e che la tv ancora fatica a realizzare, in questi giorni i video più visti su Youtube in Italia saranno quelli delle presunte offese di Luttazzi a Ferrara, la maleodorante vasca da bagno romperà i suoi argini per diventare uno stagnone e il rischio concreto che un mare inquinato inzuppi all’improvviso l’immagine di La7, quella che i suoi legali si riservano di tutelare in ogni sede contro Luttazzi, è tanto reale adesso quanto evitabile fino a ieri.

Quello fatto da La7 è soprattutto un autogol perché ad una settimana di distanza dalla messa in onda della battuta incriminata, in Italia ancora nessuno se ne era accorto.
E poi mi spiegate cosa lo avete chiamato a fare Luttazzi?
Potevate tenervi Crozza.
Avreste fatto tutti contenti.

Luca