Tu che abiti al riparo dell’Altissimo e dimori all’ombra dell’Onnipotente

salmo 91
(Ricardo Garcia Vilanova for The Wall Street Journal)

Questa foto, scattata in Afghanistan, in cui un soldato con una mano tiene la sigaretta al compagno ferito in un attacco e con l’altra regge la Bibbia dalla quale legge il Salmo 91, è incredibile.

Indipendentemente dalla guerra, dagli americani, dall’Afghanistan, eccetera, eccetera.

Luca

Via | WSJ

Dear President Obama

donna afgana

Obama dovrà prima o poi ripensare questa stramaledetta missione in Aghanistan.
Si è ritrovato Presidente con una guerra ormai iniziata che non poteva non portare avanti, ma forse i tempi sono maturi per un ripensamento.

Su Global Voices, progetto ripreso e tradotto da La Stampa, è stata pubblicata una lettera di Shogofa, una donna afgana, che esprime la stanchezza di vivere in una guerra senza fine.

Ero così contenta mentre guardavo in TV il Presidente Barack Obama tenere il discorso d’insediamento. Tutti qui erano così felici di vederlo vincere. Ne abbiamo tutti ammirato le parole e dicevano che sarebbe stato un presidente migliore del precedente. Dicevano che si sarebbe comportato in modo intelligente nei confronti dell’Afghanistan, mettendo fine alla guerra e alle uccisioni. Ho visto volti raggianti pieni di felicità e speranza.

Vorrei incontrare il Presidente Obama per condividere con lui tutte le lacrime del mio popolo. So che non posso riassumere tutti i nostri problemi in una o due pagine, e so che la mia lettera non può asciugare le lacrime dagli occhi della mia gente. Ma la scriverò lo stesso.

Caro Presidente Barack Obama, Vogliamo vivere senza paura.

Non dimenticherò mai questa guerra, quel che abbiamo perso e la distruziione delle nostre vite per via di una politica americana che si disinteressa degli innocenti. Dopo la tua elezione, speravamo che si sarebbe sistemato tutto. Ma è peggio di prima. (continua)

Luca

Foto | The Big Picture

Bene

i tre operatori di emergency liberati

Sono stati rilasciati Marco Garatti, Matteo Dall’Aira e Matteo Pagani, i tre operatori di Emergency arrestati l’11 aprile scorso a Lashkar Gah, nel sud dell’Afghanistan, dalle forze di sicurezza afgane, con l’accusa di aver partecipato a un complotto per compiere un attentato contro il governatore della provincia di Helmand. Lo rende noto un comunicato della Farnesina. I tre operatori, riconosciuti “non colpevoli” come attesta un comunicato del Nds, il servizio di intelligence afgano, sono stati condotto presso l’ambasciata d’Italia a Kabul e presto saranno rimpatriati con un volo speciale.

Luca

Via | Repubblica.it

Due o tre cose da chiarire sull’Afghanistan

afghanistan
A US Marines of the 4th Light Armored Reconnaissance Battalion out of Camp Pendelton, California questions an Afghan man while on a mission near Khan Neshin, southern Helmand province, Afghanistan on March 13, 2010. (Chris Hondros/Getty Images)

In vista della manifestazione di sabato prossimo in sostegno ad Emergency è bene chiarire alcune cose su chi ha voluto la missione ISAF in Afghanistan.

La missione italiana in fu prorogata dal parlamento italiano nel 2007 con in carica il Governo Prodi con il voto di tutti i partiti di centro-sinistra, compresi Rifondazione ed Italia dei Valori.

Poco più di un mese fa il parlamento ha votato a favore del rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan con i voti della maggioranza e del PD.
L’Italia dei Valori ha votato a favore alla Camera e si è astenuta al Senato insieme ad i senatori radicali. Astensione inutile, per altro.
Il provvedimento credo debba essere rivotato alla Camera per l’approvazione definitiva.

Antonio Di Pietro e l’Italia dei Valori saranno presenti in piazza sabato prossimo con le seguenti motivazioni:

Sabato 17 alle 14.30, Italia dei Valori sarà a Piazza Navona a Roma al fianco di Gino Strada per chiedere la liberazione dei tre connazionali.
Sono certo che la vicenda si risolverà con il completo scagionamento e la liberazione degli operatori di Emergency, fiore all’occhiello ed espressione di uno dei più alti principi sanciti dalla nostra Costituzione, l’articolo undici: “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Ovviamente ciò che è valido quando si governa o si siede in parlamento, non è valido quando si va in piazza.

Luca

Foto | The Big Picture