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Posts Tagged ‘acampa’

Vuoi la guerra? La avrai

June 16th, 2008 No comments

La settimana scorsa è stata pubblicata su La Stampa una recensione del libro di Mario Ascheri: “La Casta di Siena“.

Mi aveva colpito, non so perché, la sottolineatura fatta dal giornalista sul fatto che nessuno avesse ancora querelato Ascheri.
Come dire: “Nessuno querela per diffamazione l’autore, quindi le accuse sono fondate”.

Non erano ancora trascorsi tre giorni dalla pubblicazione della recensione quando ho letto la seguente notizia: “SIENA: AZIONI LEGALI CURIA PER LIBRO “LA CASTA SENESE“.

Ecco.
La volevi, la querela?

Complimenti all’ufficio legale della Curia per la tempestività.

Luca

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La casta di Siena

January 4th, 2008 39 comments

A Natale, sotto l’albero, ho trovato anche il libro che sta scuotendo le coscienze dei senesi: “La Casta di Siena” scritto da Raffaele Ascheri.

La_Casta_Siena

Il sottotitolo fa capire chiaramente quali siano gli obiettivi dell’autore:
“Acampa, Buoncristiani, Ceccherini, Ceccuzzi, Cenni, Mancini, Mussari”
Tra tutti, gli obiettivi preferiti di Ascheri sembrano essere Ceccherini (Presidente della Provincia), Acampa e Buoncristiani, mentre Cenni, così come nella vita reale, sembra avere un basso profilo nella storia.

Visti i presupposti, pensavo di trovarmi di fronte a chissà quante clamorose rivelazioni sul potere senese, ma sono rimasto deluso.
Ascheri si limita a portare prove per dimostrare quello che non è uno scoop, ma un dato di fatto acclarato e conosciuto da tutti.
Siena è governata da un monoblocco costituito dalla Banca, dalla Fondazione e dalle amministrazioni (comunale e provinciale), queste ultime a loro volta controllate dal Partito Democratico (già DS).
Nel monoblocco è entrata da alcuni anni anche la Curia, da quando almeno ha un suo rappresentate nella Fondazione.

Ascheri rimane sempre in superficie e non approfondisce mai le questioni anche se cita ed analizza tutte quelle più importanti (mancanza di alternanza politica, abusi edilizi, cementificazione del territorio, incendio nella curia, ampiamento dell’aeroporto) e oltretutto si limita a citare articoli ed interviste apparse sulla stampa locale e nazionale, non portando nessun nuovo contributo documentale e nessuna testimonianza diretta.
Un libro che è sicuramente costato poca fatica all’autore.

La Casta di Siena ha però sicuramente un grande merito ed è quello di colmare un vuoto lasciato dalla stampa locale che è completamente asservita al potere e che assolve in modo vergognoso al suo dovere di informare i cittadini.
Nel libro si trovano riflessioni che qualsiasi senese è in grado di fare, ma che non troveremo mai in nessun quotidiano cittadino.
Mancando editori disposti a farlo, il libro è stato stampato in proprio, nonostante risulti che sia stato il più venduto nel mese di Dicembre nelle librerie senesi.

Il demerito più grosso del libro è invece quello di aver mancato di citare quello che è il vero arbitro e grande burattinaio delle cose senesi: la massoneria.
Dimenticanza o colpevole omissione?

Su Radio Radicale potete ascoltarvi un’intervista all’autore del libro.

Luca

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Le risposte che non arrivano

September 20th, 2007 3 comments

“Ma te ce l’hai proprio fina con quel povero prete!”
Forse è questa la domanda che sorge a qualcuno di quelli, piuttosto numerosi a dire la verità, che in questi giorni hanno letto i miei post.

Non è un questione di simpatia o di antipatia.
E’ un problema di credibilità della nostra Chiesa.
Stiamo a lambiccarci il cervello per come fare passare ai nostri ragazzi il messaggio di Cristo, ci interroghiamo su come portare i ragazzi in parrocchia o nei gruppi piuttosto che al bar, e poi arrivano questi scandali che sembrano minare le fondamenta stesse del nostro operato.

I cattolici senesi in questi giorni se ne stanno alla finestra, con la bocca aperta, a guardare un triste combattimento tra galli (ma verrebbe da dire tra polli).
Leggiamo di incendi dolosi e di incontri amorosi tra preti con la delusione di chi scopre che le persone sulle quali facciamo affidamento non sono per niente affidabili.
Allo stupore subentra la rabbia di chi da anni assiste al progressivo sgretolamento della nostra chiesa locale.

Nel frattempo leggiamo comunicati stampa, dichiarazioni di avvocati, cronache piuttosto taglienti sulla giornata di ieri (leggi PDF), ma nessuna parola da Don Giuseppe Acampa né tantomeno dal Vescovo.

I cattolici senesi avrebbero bisogno dell’unica cosa che nessun prete o vescovo senese ha fornito loro.
Una bella lettera, destinata ai fedeli, nella quale cercare di tenere coesa la comunità.

Davvero pensiamo di arrivare a Gennaio, data dell’udienza preliminare del processo, con questo clima?
Celebreremo il Santo Natale in Cattedrale e nelle nostre parrocchie con i sacerdoti che si guardano in cagnesco tra di loro?

A questo punto non resta che sperare che a Roma ci siano menti più illuminate e prudenti di quelle che ci sono a Siena.

Luca

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Don't panic. Ok, panic!

September 19th, 2007 14 comments

Alla fine il bubbone è esploso.
Non su Repubblica, che ne aveva fatto un’inchiesta a puntate, ma sul Corriere.

“Estorsione, indagato arcivescovo di Siena”, questo il titolo che appare nella homepage di Corriere.it.

La vicenda è sempre quella dell’incendio doloso alla curia di Siena, per il quale è indagato l’economo Don Giuseppe Acampa.

Il vescovo sarebbe accusato di aver “convinto” alcuni testimoni, tra cui alcuni prelati senesi, a ritrattare le loro prime dichiarazioni rilasciate ai pubblici ministeri.

Forse si poteva fare qualcosa, prima di arrivare a questo punto.
La comunità senese poteva essere protetta meglio ed ascoltata di più.

San Francesco aveva capito tutto.
Il denaro difficilmente ci permette di raggiungere Dio o quantomeno ci rende la strada molto più difficile.

Luca

UPDATE
In una conferenza stampa il sostituto procuratore del tribunale di Siena, Nicola Marini, ha seccamente smentito l’iscrizione nel registro degli indagati dell’Arcivescovo di Siena.

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Due interrogazioni parlamentari per Don Acampa

September 14th, 2007 5 comments

Apprendo da il quotidiano online Il Cittadino Oggi che sarebbero state presentate due interrogazioni parlamentari rivolte al Ministro di Grazia e Giustizia Clemente Mastella sul caso del rogo alla curia di Siena.

A presentare le interrogazioni sono Alleanza Nazionale e la Lega Nord.

Alla base delle due interrogazioni ci sono le intercettazioni telefoniche pubblicate sulla cronaca fiorentina di Repubblica, nelle quali venivano riportate le parole del Provveditore della Misericordia di Siena che si offriva di parlare con il Ministro Mastella per tentare di “risolvere la vicenda”.

AN e Lega chiedono al Ministro di dire che cosa sappia sulla vicenda.

Non è un caso che le due iniziative siano state portate avanti da due partiti di opposizione, solitamente invisibili a Siena, ma questo fa parte del gioco.
Povero Mastella, gli mancavano anche le diatribe senesi…

Il Cittadino Oggi riporta anche lo sfogo dell’archivista della Curia che dice di essere stato abbandonato dalla Chiesa senese, comprese le organizzazioni cattoliche che, secondo lui, non si sono mai esposte in sua difesa durante tutta la vicenda.

Effettivamente a Siena c’è un gran silenzio, o meglio c’è un gran brusio che non evolve mai in dichiarazioni pubbliche.

Miiinchia! Statte zitto!

Luca

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Il domenicale di Don Giuseppe Acampa

September 3rd, 2007 34 comments

Ormai è diventato un appuntamento fisso.
Quasi ogni Domenica la cronaca fiorentina del quotidiano La Repubblica ospita un retroscena a firma di Franca Selvatici su Don Giuseppe Acampa.

Don Acampa è l’economo della Arcidiocesi di Siena accusato di aver provocato un incendio doloso negli uffici dell’archivio della Curia.
Ne ho già parlato altre volte.

Non capisco perché tutto questo interesse per il caso senese, considerato che la cronaca fiorentina de La Repubblica non si occupa quasi mai della nostra città.
Però ne sono felice perché i quotidiani senesi non hanno dato molto spazio alla vicenda.

Nell’articolo di oggi vengono rese note altre intercettazioni telefoniche, risalenti all’Ottobre 2006, nelle quali Don Giuseppe avrebbe rivolto a Franco Nardi, l’archivista che lo stesso Don Acampa avrebbe accusato dell’incendio, le seguenti parole:

Stai tranquillo, tanto non hanno indizi e brancolano in alto mare. [...] Devono chiudere.

Secondo la giornalista di Repubblica questa asserzione sarebbe diventata un indizio contro di lui perché Don Acampa è, insieme alla Curia, la parte lesa di questo incendio e sarebbe stato suo interesse vedere individuato il responsabile del rogo.

Un altro indizio pesante a carico dell’economo sarebbe legato al ritardo con il quale avrebbe dato l’allarme e chiamato i vigili del fuoco.

L’unica persona che potrebbe fugare i dubbi è Don Giuseppe che però ha scelto fin dall’inizio di non parlare.
Non resta che aspettare il processo.
Con l’amaro in bocca, però.

Perché ci dispiace che i cattolici senesi siano stati lasciati al margine, senza che nessuno dei nostri pastori pensasse a dare spiegazioni e rassicurazioni al suo popolo.
Andiamo avanti come se niente fosse successo.
A noi non resta quindi che restare così, a bocca aperta, inebetiti, in attesa che un giudice pronunci una sentenza che, qualunque sia, non ci ripagherà della delusione vissuta.

Luca

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Nascondersi dietro le teorie del complotto

August 6th, 2007 6 comments

Ho letto il pezzo di Lucia Annunziata su La Stampa di oggi, intitolato “Ogni giorno ha il suo complotto“.
La Annunziata prende spunto dalla denuncia con la quale Don Gelmini ha dichiarato di essere vittima di un complotto “giudaico radical chic” per evidenziare come il complottismo finisca per impedire alla verità di venire a galla. Cito:

[...] il complotto è un’arma perfetta, perché lascia tutto in dubbio. Il complotto è lo strumento, in realtà, per non chiarire nessuna responsabilità. Il complotto è, insomma, lo strumento con cui una società si rende opaca.

Concordo con l’analisi dell’Annunziata.

Anche a Siena il complottismo sta tenendo banco.
L’economo della curia, Don Giuseppe Acampa, in alcune intercettazioni telefoniche riportate ieri nella cronaca fiorentina di Repubblica, si dichiara vittima di un complotto ordito da alcuni preti senesi in combutta con l’ex sindaco Pierluigi Piccini.
Come poi sia successo che gli uffici della curia abbiano preso fuoco, non è dato di saperlo.

Si, ha proprio ragione la Annunziata.
Il complotto è lo strumento, in realtà, per non chiarire nessuna responsabilità.

Su Don Gelmini, prete che ha fatto tanto del bene, ma che sembra aver fatto anche del male, vi consiglio di leggere Suzuki e l’articolo de La Stampa di ieri, ripreso dalla edizione online de Il Quotidiano Nazionale.
Voi sapevate che Don Gelmini si è fatto quattro anni di carcere per bancarotta fraudolenta e che ha avuto varie vicissitudini giudiziarie? Io no.
Probabilmente non si può essere amici del Nano di Arcore senza aver avuto qualche condanna…

Luca

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A Siena spuntano indiscrezioni sull'economo

July 9th, 2007 No comments

A Siena la stampa locale ha posto fin dall’inizio il caso dell’economo diocesano come una questione di secondo piano.
A me è sempre sembrato un caso molto rilevante per una città piccola come Siena.
Ora sembra che qualcosa cominci a muoversi e le prime notizie cominciano a circolare.

Ne La Nazione di ieri sono state pubblicate alcune indiscrezioni sull’inchiesta in corso.
Sembra che tra le carte bruciate nell’incendio della Curia vi fossero anche quelle inerenti la vendita di un edificio storico ad un industriale veneto.
Secondo quanto scritto da La Nazione, il giorno dopo il compromesso l’industriale veneto avrebbe acquistato un’auto di lusso che oggi è di proprietà di Don Giuseppe Acampa.
Alcune incongruenze sarebbero state poi riscontrate nei lasciti dei defunti che, in alcuni casi, sembrerebbero non essere giunti ai legittimi destinatari.

Non resta che aspettare e vedere quali saranno gli sviluppi.
E’ interesse di tutti, soprattutto della Chiesa senese, fare chiarezza.

Luca

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L’Italia è il paese degli inamovibili

June 26th, 2007 No comments

A Siena cominciano ad apparire sulla stampa locale alcune notizie sul caso dell’economo della Diocesi che è stato rinviato a giudizio per l’incendio di alcuni uffici della Curia.
Da quanto si apprende sembra di capire che Don Giuseppe Acampa si sia dimesso dal suo incarico.

Mi sembra la scelta giusta, almeno fino a che non sia chiarita la sua posizione giudiziaria.

Però, siamo in Italia.
E nel nostro paese nessuno si dimette.
Quindi l’Arcivescovo di Siena ha respinto le dimissioni e lo ha confermato nel suo incarico di economo per i prossimi cinque anni.
La decisione è stata presa “dopo aver ricevuto il parere unanime del Collegio dei Consultori e del Consiglio Diocesano per gli Affari Economici“.

Mi chiedo quale sia la logica che sta dietro a questo atto.
Come si fa a confermare la fiducia in una persona che è accusato di aver commesso un gesto così grave, come quello di appiccare un incendio doloso ad uffici contenenti documenti importanti?

La prudenza avrebbe dovuto consigliare diversamente l’Arcivescovo.
Se Don Giuseppe Acampa dovesse essere condannato, l’Arcivescovo, il Collegio dei Consultori ed il Consiglio Diocesano per gli Affari Economici dovranno spiegare la loro scelta.
Che appare quanto meno imprudente.

Luca

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Il mio contributo al Citizen Journalism

June 18th, 2007 2 comments

Succede che l’economo della Curia di Siena venga rinviato a giudizio per aver incendiato alcuni uffici nei quali erano ospitati documenti inerenti donazioni ed appalti.

A me la notizia era sembrata piuttosto importante.
Anche Repubblica, nella cronaca nazionale ed in quella fiorentina se ne è occupata.
I giornali locali non sono della stessa opinione.
Si limitano a dare la notizia e a pubblicare la nota diffusa dalla Diocesi.
Sul portale SienaNews non c’è traccia della notizia.

Sarà che conosco Don Giuseppe Acampa.
Sarà che in una città in cui non succede mai nulla questa mi sembra una notizia bomba.
Sarà che la vittoria della Mens Sana oscurerà tutto.
Sarà che mi arrabbio quando constato quanto siano servili i giornalisti nei confronti del potere costituito.

Insomma, sarà per tutte queste cose, ma sei i blog devono contribuire a fare giornalismo dal basso, questo è il mio contributo.

Non ditemi che non ve l’avevo detto.

Luca

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