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Archive for the ‘vivere’ Category

Calais

March 11th, 2010 No comments

da Terni a Calais in tre mesi

Dopo tre mesi esatti, Paolo è arrivato a Calais.
A piedi, ovviamente.
Era partito il 10 Dicembre da Terni.

Luca

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L’acquariologia come antidoto

March 8th, 2010 No comments

acquario

Mentre il paese continuava a rotolare verso il precipizio, noi abbiamo ripristinato l’acquario con tanto di relitto sommerso.

Luca

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Fare cose inutili per il gusto di farlo

March 5th, 2010 2 comments

luca ciccarelli

Oggi una delegazione ha consegnato ad un Direttore della RAI le firme raccolte per chiedere che il TG1 rettifichi la notizia della assoluzione-prescrizione dell’avvocato Mills.

E’ l’ennesima raccolta di firma inutile.
Inutile perché nessuna raccolta di firme è mai servita a niente.
Ancora più inutile perché quelle non sono nemmeno firme, ma adesioni ad un gruppo su Facebook.
Valore legale?
Zero.

Ho provato a dire che era una cosa inutile in un thread su FriendFeed di Luca Sartoni (una delle persone che è andato a consegnare le firme), ma ho provocato molto risentimento.
Si, perché meglio fare qualcosa piuttosto che niente.
E’ grazie a quelli come me che il paese non migliora.

Come se tentare di vivere una vita in modo decente fosse niente.

Una bella raccolta di firme e ci si lava tutti la coscienza.

L’attivismo non è una virtù.
Non lo è mai stata.

Fare piccole cose buone e giuste, ogni giorno.
Senza riconoscimenti o standing ovation che ti gratifichino.
Quella è la virtù.
Così si migliora il paese.

Luca

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Non mi scordo di quello che hai fatto

March 3rd, 2010 3 comments

Omar Favaro

Il rapporto malato del nostro paese con l’idea di giustizia e di pena si racchiude tutto nella scelta di una foto.

Luca

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Col cazzo che la crisi è finita

February 18th, 2010 No comments

Gira in rete una testimonianza, se vera o meno poco importa, di una persona che sta vivendo la crisi.
E’ una storia come ce ne potrebbero essere mille.
Ve la propongo così com’è.

Sono sempre stato alla fortuna come Fassino ai comunisti, ma ho sempre tenuto duro.
Figlio di operai, mai avuto un cazzo, tranne quattro o cinque auto usate.
Poi alla sfiga si aggiunge la crisi e inizi a prenderla male, ma vabbe’.
Vendi un bar, hai un occasione di lavoro, che non si realizza, a vabbe’, tieni duro, fai il disoccupato qualche mese e tiri avanti.
Trovi un lavoro (uno, perche’ mia moglie, a 41 anni e’ tagliata fuori a quanto pare) che ti permette di sopravvivere, ma le rate del mutuo ti strozzano.
Metti in vendita una casa che nessuno compra, perché chi ha soldi compra per fare affari e lucrano, agli operai non danno mutui per crearsi un futuro, e non possono comprare.
Tieni duro e di lavoro ne trovi uno part time il fine settimana, ma il tasso variabile lo viene a sapere e te lo mette in culo.
L’agenzia delle entrate per non sentirsi da meno ti fa un accertamento per l’anno duemilasei e ti verbalizzano seimila euro di multa, ed io, essendo un coglione come pochi, pago, a rate ma pago.
I tassi aumentano, gli stipendi no, e allora molli, parli coi direttori di banca, che ti vedono, ma non ti guardano.
passa il tempo ne succedono troppe per un solo 3D e molli la presa, perche’ prima hai una “blogger” di 10 anni da crescere.
Arrivano lettere, telefonate, prima discrete, poi via via sempre piu’ “minacciose”
Riparli con uomini in cravatta per trovare un punto di incontro che non c’e’.
Poi arrivano 6 raccomandate dagli uffici legali, e capisci che e’ finita.
Tua figlia che si avvicina e dice: avrei un problema, avrei finito la colla per la scuola.
Ti giri di scatto e guardi fuori, maledicendo di abitare al primo piano.
Intanto continuo a sedere in cucina con mia moglie, a programmare viaggi che non faremo mai.

Luca

Via | Cristian Conti

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E chi è questa?

February 9th, 2010 No comments

L’avatar di Ornella Muti.

Luca

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Torno tra poco, sono a battere il sentiero

February 8th, 2010 1 comment

La storia di Antonio Mariani è davvero una di quelle per le quali varrebbe la pena scrivere un romanzo.
Antonio è un perito chimico e dopo trenta anni di lavoro rimane disoccupato.
Si trova in difficoltà, perché a 50 anni non è facile trovare una nuova occupazione, ed è dura essere marito e padre di famiglia disoccupato.

Per Antonio c’è però una sorpresa.
Il CAI di Introbio (vicino Lecco) gli propone di riaprire il Rifugio Buzzoni che si trova in Valsassina a 1.600 metri di quota, chiuso da alcuni anni.
Per Antonio è la realizzazione di un sogno, perché è appassionato di montagna e di cucina, proprio le caratteristiche che servono per un buon gestore di un rifugio.
Sale al rifugio il Mercoledì e tutti i fine settimana.
Accoglie gli escursionisti e cucina per loro.
Insomma, una nuova vita inizia per lui.

Questo succedeva quattro anni fa.

Sabato scorso Antonio esce di buon’ora per andare a battere la pista dopo le abbondanti nevicate dei giorni precedenti.
Quella mattina devono salire al rifugio alcuni escursionisti.
E’ sempre molto attento a rendere visibili i paletti segnalatori o ad attrezzare la pista con corde.

Al rifugio Antonio non è più tornato.
E’ morto sepolto sotto 4 metri di neve portati da una slavina che si è staccata dalla montagna proprio mentre lui batteva la pista.

Sulla porta del rifugio aveva lasciato un biglietto: “Torno tra poco, sono a battere il sentiero”.

Il Dio nel quale Antonio credeva ha ritenuto che per lui bastasse così.

Nel sito del rifugio c’è un suo pensiero scritto all’inizio della sua avventura come gestore del Rifugio:

Sono le ore 4,15. Sta albeggiando.
Esco dalla camera e 10 passi sono in cima. Si sente il sibilo del vento e fa un freddo barbino: -8°.

All’orizzonte vedo, da una parte, la pianura che è uno scintillio di luci multicolori, dall’altra le cime più alte e la nebbia che si alza a velocità sostenuta.
Sopra di me, un cielo colmo di stelle.
Mi assento qualche minuto …: cosa succede?… C’è un incendio!
Brucia la croce è il mio primo pensiero. No, è la nebbia trasportata dal vento. Il rifugio Brioschi e la croce della cima sono poco sopra ad un mare di nebbia e di nubi. Sono le 5,00 e vedo i primi colori del sole, mi sembra di raggiungere le nuvole in aereo. E’ una sensazione difficile da spiegare.

Il sole sta dando alle distese di nebbia tutti i suoi molteplici colori con riflessi di ogni genere.
E’ la prima sensazione di un disoccupato trovatosi per caso a gestire da solo il rifugio Brioschi per un giorno e …

L’AVVENTURA DI UN CINQUANTENNE PROSEGUE

Da disoccupato a rifugista per caso alla gestione del RIFUGIO BUZZONI.

Il mio sogno si sta avverando.

SARA’ IMPEGNATIVO, MOLTO IMPEGNATIVO ma con FORZA ed UMILTA’ come dice il libro del C.A.I. d’Introbio cercherò di far fronte ad ogni difficoltà chiedendo aiuto al Signore Dio dei cieli.

Luca

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La francigena contromano

February 3rd, 2010 No comments

Paolo si è messo in testa di raggiungere la sua ragazza a piedi.
Lei sta studiando a Cambridge, lui vive a Terni.
Sono 2229 Km.
E’ partito il 9 Dicembre e dovrebbe arrivare il 28 Marzo.

Paolo ha un blog, nel quale annota le sue esperienze.
Lo potete seguire anche su Twitter.
Di tanto in tanto posta delle foto e dei video.
Qui sopra ho messo quello registrato il 20 Dicembre, quando è passato da Siena, proprio nei giorni della nevicata.

Provo una sana e sincera invidia per Paolo e per la sua fantastica impresa.

Luca

Via | Francesco Costa

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Fare marketing col crack

February 2nd, 2010 No comments

Morgan oggi ha dichiarato una cosa buttata lì ad uso e consumo del Sanremo che sta per iniziare.

Chiunque abbia lavorato con lui in tv non perde occasione per raccontare le volte che si è presentato strafatto agli studi Rai, gli viene fatto notare: “Perché io sono trasparente. La gente parla di me perché sono aperto, e così si sentono in diritto di non rispettare la mia privacy”. Di solito succede proprio per via della coca. “Dipende – risponde – La droga apre i sensi a chi li ha già sviluppati, e li chiude agli altri. Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. Lo uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi (modalità di assunzione nota come crack, ndr) perché non ho voglia di tirare su l’intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno è pura”.

E ancora: “Io non ho mai conosciuto nessuno che ci sta dentro come me a farsi le basi. Ti sembro uno schizzato?”. No, ma adesso non credo che tu sia fatto di crack. “Invece sì – risponde – completamente. Ne faccio un uso quotidiano e regolare”.

E conclude: “Sai cosa mi salva veramente? Mangio un sacco di frutta….”.

Sono parole impegnative.
Spenderle solo per far vedere che lui va a Sanremo, ma è un’artista maledetto, è svilente.
Per lui.

Magari Morgan si fa davvero di crack, ma questa è un’operazione di marketing come quella di Povia che mette e toglie il nome di Eluana dalla sua canzone.

Luca

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Le case di paglia di Pescomaggiore

January 29th, 2010 No comments

A Pescomaggiore, vicino all’Aquila, dopo il terremoto gli abitanti si stanno costruendo le case da soli.
Muri interni di legno, muri esterni di balle di paglia intonacate.

A Pescomaggiore ci abitano in 45 persone, tutte piuttosto anzianotte.
La Protezione civile le avrebbe distribuite in quartieri dormitorio di nuova costruzione.
Il paese, come tanti altri, sarebbe morto.

Così è nato il progetto EVA, totalmente autofinanziato, con cui gli abitanti di Pescomaggiore intendono ricostruirsi le case per loro e per chi vorrà andare a vivere là.

E’ possibile contribuire con donazioni o, se siete idraulici, elettricisti, carpentieri od operai specializzati, andando direttamente a dare una mano.

Luca

Via | YouDem.tv

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