Avrei tante di quelle cose da dire sui senesi, sulla loro maleducazione, sui dipendenti del Monte dei Paschi, sulla loro maleducazione e sul come essere senesi e dipendenti del Monte dei Paschi a Siena sia un’accoppiata che genera mostri, ma non le dirò.
Essere un paesino in culo al mondo e credere di essere influenti come New York City.
Il Lamma per la mattina di Giovedì prevede questo:
Molto nuvoloso con nevicate a quote collinari anche di moderata intensità e temporaneamente sino in pianura. Tendenza alla cessazione dei fenomeni solo in serata.
Tanto domani ci diranno che è cambiato tutto e che nevicherà soltanto in Alaska sopra i 2.000 metri.
Chi gestisce ed amministra la cosa pubblica a Siena prosegue nella direzione di distruzione del paesaggio.
L’ultimo cantiere aperto è quello tra Viale Toselli e Viale Sardenga che cancellerà una piccola zona verde che, invece di essere messa a disposizione dei cittadini dopo anni di inutilizzo, verrà cancellata dalle ruspe.
Un bell’edificio multifunzione sorgerà dove ora ci sono alberi.
Sono fermamente convinto che sia stata una follia andare in Afghanistan e sia idiota non avere il coraggio di venire via.
Lo sono ancora di più oggi dopo questo attacco agli italiani.
Fa ancora più impressione pensare che quei soldati prima di partire alloggiavano davanti ai giardini dove porto i miei figli a giocare.
Perché a Siena c’è questa dicotomia strana, con la piscina comunale e i giardini proprio davanti alla caserma della Folgore.
E ti viene da pensare al telefono che squilla, agli urli, alla disperazione.
Basta, finiamola con questa cretinata di voler piegare il mondo.
Veniamo via.
Su Internazionale di questa settimana c’è un articolo di Henry Porter pubblicato su The Observer.
Si intitola “Novanta secondi di orgoglio civico” e spiega, nonostante qualche inesattezza, come mai sia impossibile pensare Siena senza il Palio.
Porter dice anche che il rispetto collettivo che i senesi hanno per sé stessi è un modello che andrebbe preso ad esempio.
L’articolo originale in inglese lo trovate sul sito dell’Observer. Tra i commentatori molti criticano lui e la crudeltà del Palio, a dimostrazione di quanto sia difficile riuscire a raccontare Siena e la sua festa.
Lo so che state morendo di caldo, ma a Siena le stagioni hanno un andamento diverso.
La sera del Palio dell’Assunta inizia ufficialmente l’inverno.
E’ stato un palio bello.
Tre ore di mossa per due palii forse però ci dicono un paio di cose:
Il mossiere, per altro simpatico e bravo, sarebbe bene cambiarlo, perché quando nessuno ti dà più retta allora è il caso di tentare nuove strade.
Il palio si corre in senso orario. Inutile tentare di correre al contrario. Se non si capisce questo, forse è meglio tornare a correre negli ippodromi.
L’Università degli Studi di Siena è vicina alla bancarotta.
Nel vero senso della parola.
Per fare cassa ora si devono mettere a svendere i gioielli di famiglia.
Forse è inevitabile, ma fa ugualmente impressione sapere che vogliano vendere la Certosa di Pontignano, già trasformata da alcuni anni in un Centro Congressi a cinque stelle.
Il Comune di Castelnuovo Berardenga si è risentito.
E non riesco a dargli torto.
Già sapere che una certosa del XIV secolo è un centro congressi non fa piacere.
Pensare che possa diventare un resort per ricconi americani piace ancora meno.
E allora?
Niente, vendetevi anche la Certosa di Pontignano.
Non ci sono probabilmente alternative.
Chi ha amministrato l’Università di Siena fino a portarla a questo punto ha però un motivo in più per doversi vergognare.
Non sono un esperto, ma credo sia la prima volta che il mondo paliesco si apre così decisamente all’esterno.
In questi giorni su Facebook è tutto un fiorire di discussioni contradaiole.
Non inserisco i link dei gruppi per amore di Siena, visto che ci si trovano commenti di giovani contradaioli che si sono forse fatti un po’ troppo prendere dal loro amore per la contrada.
Il 2009 è anche l’anno in cui una contrada ha addirittura scelto di pubblicare sul suo sito un comunicato stampa nel quale accusava in modo piuttosto diretto l’amministrazione comunale ed il protocollo che regola la scelta dei cavalli che vengono assegnati alle contrade.
Chi non è di Siena o non ha vissuto a Siena non può rendersi conto di quanto chiuso sia il mondo del palio verso il resto del mondo.
Con il palio di luglio del 2009 si è aperta un finestra che potrebbe essere non facile controllare.
Anche perché se ci si apre al mondo esterno, si devono rispettare le regole del mondo esterno.
E si devono poi anche accettare le critiche.
La Tartuca ha vinto il Palio (forse) più veloce della storia con un cavallo che è già diventato oggetto del desiderio (tre palii corsi e due vittorie).
L’imperatore, ormai troppo vecchio per avere ancora voglia di rischiare l’osso del collo si è trasformato in gregario.
Ed è un gregario molto capace che, nonostante l’ora abbondante di mossa, riesce al momento giusto a far spiccare il volo all’accoppiata che, girando prima a San Martino, è diventata imprendibile per tutti.
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