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Naufragare
Il bieco comportamento dei partiti di governo in occasione dello scandalo delle firme per le elezioni regionali è l’ennesima mazzata data alle persone che auspicano una politica alta per il nostro paese.
Il PDL ha messo Napolitano all’angolo e lo ha di fatto obbligato a sottoscrivere la porcata interpretativa.
Berlusconi è il primo ed il principale responsabile di questa nuova crisi della politica.
Insieme al suo compare Fini, capace di fare grande battaglie ideologiche quando queste non servono a niente, ma altrettanto pronto a rientrare nei ranghi quando la poltrona potrebbe essere messa in discussione.
Anche se i responsabili maggiori di questo pietoso stato del nostro paese sono ancora i tantissimi italiani che continueranno a votare la combriccola di incapaci e sconsiderati che compongono i partiti al governo.
La crisi attuale non farà perdere un solo voto al PDL, ma finirà soltanto per aumentare il numero delle persone che decideranno di fare qualsiasi altra cosa piuttosto che andare a votare.
Berlusconi è una iattura per questo paese.
Vedere che la gente ancora non lo capisce è sconsolante.
Luca
We are the world for polverini
Idolo del web di che?
Della vicenda della lista PDL nel Lazio ci si può fare l’idea che si vuole.
A me, però sembra paradossale che Repubblica rimarchi l’aspetto comico e cialtronesco della vicenda, con Alfredo Milioni, quello che sarebbe arrivato tardi a consegnare le firme, trattato come un buffo incapace.
Alfredo Milioni non era uscito per andare a mangiare, come sostiene lui.
Era uscito per andare a falsificare le firme che mancavano.
Non è che potesse farlo dentro l’ufficio elettorale.
Se non si dice questo, tutta la vicenda appare incomprensibile.
Che quelli là sono stati cialtroni, ed è vero.
Ma sono stati dei cialtroni disonesti.
Diciamolo.
Luca
Dimmi soltanto una parola
Giuro che non riesco a godere delle disgrazie del PDL in Lazio ed in Lombardia.
E’ talmente svilente quello che sta succedendo, che la Polverini e Formigoni farebbero bene a tirarsi indietro per non assecondare il cialtronismo delle liste che li sostengono.
Mario Calabresi è d’accordo con me ed invoca il ritorno alle promesse elettorali.
Si dice da mesi che gli ultimi tre anni della legislatura, un periodo insolitamente lungo senza nessun appuntamento elettorale nazionale, potrebbero essere una grande occasione per fare riforme. Ma non si capisce quali e guidate da quale visione. Però non è immaginabile pensare di vivere 36 mesi in cui la politica si prepara soltanto ad un ipotetico dopo-Berlusconi.
L’unica certezza è che avremmo bisogno di molto più dibattito, di proposte, idee e parole e di molti meno silenzi. Non è blindando tutto che si riconquista la fiducia degli elettori, una fiducia che sta scendendo ai livelli più bassi: i cittadini sembrano aspettarsi qualunque cosa o forse sarebbe meglio dire che non si aspettano più niente dalla politica. E questa è la cosa che allarma di più. Viene da rimpiangere quell’ironica richiesta scritta con la vernice pochi anni fa su un muro di Brescia: «Basta con i fatti, vogliamo promesse».
Luca
Il sospetto lo serbavamo dentro di noi
Il pasticciaccio fatto dal PDL nel Lazio è la conferma di una mia antica convinzione.
Se il PD compie tanti errori, non è che a destra siano propriamente dei fenomeni.
Sono soltanto più bravi a nascondere le loro falle.
Lo dice Matteo Bordone:
Però quella che per fare le cose alla fine sia meglio andare un po’ dritti è una pura e semplice balla. Lasciatevelo dire da uno che ha abitato quasi tutta la vita in una città amministrata dalla Lega Nord. Non sono capaci. Non hanno l’idea. Ché Berlusconi non fa nulla, non ha mai fatto nulla, e nulla farà mai. Ché sono persone furbe e determinate, ma insieme anche dei sommi incapaci. E il caso di Roma, e della mancata presentazione delle liste, lo dimostra una volta di più. Non pensiamola più quella roba lì, che non è proprio vera.
Luca
Dispar condicio
Il fatto che la direzione di La7 abbia deciso di annullare la messa in onda della puntata de L’Infedele dedicata alla maxi evasione Fastweb-Telecom e che La7 stessa sia di proprietà di Telecom sono due cose ovviamente scollegate.
Solidarietà a Gad Lerner che aveva avuto il coraggio di parlare di corda in casa dell’impiccato.
Luca
Fascisti e cretini
Il PDL non potrà partecipare alle elezioni regionali nel Lazio.
C’è una scadenza nella consegna delle firme raccolte per poter presentare la lista.
Quelli del PDL non l’hanno rispettata.
Ora la Polverini, in nome di chissà quale alta motivazione, pretende che Napolitano intervenga, non si sa come né perché.
Se ti accompagni a dei fascisti cretini degli sprovveduti di estrema destra, non è che poi tu possa pretendere che per te le regole non valgano.
Luca
C’è chi sospettava qualcosa
Sul blog dei Mille già un anno e mezzo fa si instillava qualche dubbio sulla limpidezza del personaggio Di Girolamo, oggi al centro dell’affaire Fastweb
Eh sí, pare proprio che un fantasma si aggiri per l’Europa: si tratta del senatore Nicola di Girolamo, riuscito nell’impresa di farsi eleggere al Senato nel collegio degli italiani residenti all’estero, quando all’estero non ci vive e a quanto pare ci va pure poco. La faccenda é finita pure sul quotidiano belga Le Soir.
Eppure la soluzione ci sarebbe.
Togliere il voto agli italiani all’estero che è una cosa talmente ridicola da fare il paio con il non voto degli stranieri che vivono e pagano le tasse in Italia.
Luca
Via | iMille
Se la Bonino vincerà lo dovrà al PD
Non crediate che la lotta che settori del PD stanno inscenando contro Emma Bonino sia un atto emotivo o mosso da motivi ideologici.
Si tratta di una precisa strategia elettorale.
Se il PD fa campagna contro la propria candidata lo fa perché è il modo più sicuro per farla vincere.
La gente vede il PD farle la guerra e pensa che votarla debba essere indiscutibilmente una cosa buona e giusta.
Sulle consuete sceneggiate inscenate dalla Bonino con i rituali scioperi della sete, c’è poco da dire.
Sono i Radicali, sono fatti così.
Ottenere il consenso facendo sempre il massimo del casino.
Chi l’ha candidata lo sapeva.
E Bersani infatti pare averlo capito.
Luca



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