125 anni della National Geographic Society

jane goodall
La National Geographic Society compie 125 anni.

Noi la conosciamo per la sua rivista e per i documentari, ma è soprattutto un società che finanzia spedizioni geografiche e ricerche scientifiche.
Gli studi fatti da Jane Goodall sugli scimpanzé, nella foto, sono stati finanziati dalla Society, così come altri milioni di cose.

Su tutto, in ogni caso, ci ha portato in casa le fotografie di alcuni tra i migliori fotografi del mondo.

Luca

Foto | The Big Picture

Sulle condanne per il terremoto

Delle condanne agli scienziati membri della Commissione Grandi Rischi scrive con molta chiarezza CattivaMaestra, chiarendo bene di cosa siano stati accusati:

[…] i pubblici ministeri non hanno accusato i tecnici e gli esperti della Commissione di non aver previsto il terremoto più forte (anche perché allo stato delle conoscenze era impossibile farlo), quello di magnitudo 6.3 che causò la morte di oltre 300 persone, ma (semplifico) di negligenza professionale nel determinare i rischi nel caso di una grande scossa, che avrebbe poi influito sulla scelta di alcune persone causandone, indirettamente, la morte.

Quindi, ora pronti ad evacuare le città ogni qual volta ci sarà il rischio di una forte scossa di terremoto.
Perché la conclusione è questa.

Siamo il paese che costruisce simpatiche città abusive intorno ad un vulcano attivo, ma poi si incazza se una scossa di terremoto butta giù case mal costruite.

Ha ragione da vendere Marco Cattaneo su Le Scienze:

Indipendentemente dalle motivazioni di questa sentenza, dunque, ho la sensazione che la ricerca dei responsabili si sia fermata al bersaglio più facile, trovando nei membri della Commissione grandi rischi i capri espiatori ideali per lo sport nazionale, lo scaricabarile. Perché se queste sono le unità di misura mi aspetterei condanne per omicidio volontario plurimo, non colposo, per i costruttori in odore di mafia che hanno edificato con la sabbia bagnata, per chi ha chiuso un occhio o forse tutti e due, per chi ha omesso i controlli. E per chi con la leggerezza di un tratto di penna ha spostato L’Aquila in zona 2. Ma ho paura che aspetterò invano.

Certo sarebbe il peggior messaggio possibile se unici responsabili di un simile scempio risultassero i sette membri della Commissione grandi rischi. Di certo, per ora, c’è che è per loro la prima condanna. E anche questo, a modo suo, è un primato che questo paese non ha voluto farsi mancare.

La cialtroneria è onnicomprensiva, include anche la Commissione Grandi Rischi.
Ma nella classifica dei cialtroni i giudici hanno scelto il bersaglio facile e, ovviamente, il meno colpevole.

Luca

Terremoto

I terremoti non si prevedono, non diamo retta ai cialtroni che ritornano fuori ogni volta che c’è una scossa.
Ci sono forze della natura che non possiamo controllare.
Le stesse forze che hanno fatto nascere prima gli appennini e poi le alpi, che hanno fatta traslare Sardegna e Corsica dalla Francia fino a noi, che hanno portato delle scogliere coralline a diventare le Dolomiti, che stanno facendo chiudere il mare Adriatico.
Pensate di poterle fermare in qualche modo queste forze?

Queste forze si evitano, non si contrastano, magari non costruendo sopra un vulcano, o costruendo case antisismiche in un paese che è tutto, più o meno, sismico.

Poi c’è il problema che nessun paese come l’Italia ha tante costruzioni vecchie, e per vecchie intendo vecchie di secoli, magari con campanili alti 50 metri. E di queste strutture vecchie, ce ne è almeno una anche nel più piccolo e sfigato paesino di provincia. Queste vecchie costruzioni sono poi spesso adiacenti alle abitazioni e, se vengono giù, si portano dietro tutto quello che hanno intorno.
E poi c’è l’abusivismo, i capannoni costruiti alla cazzo e su quello siamo colpevoli, niente da dire.

E poi c’è tutto un apparato di gestione delle emergenze che è uno dei migliori al mondo, almeno quello si.

E non c’è bisogno di sangue, non c’è bisogno di mettere in giro appelli di ogni tipo, i soldi ci sono, la parata del 2 Giugno non c’entra niente.

C’è solo bisogno di quel vigile del fuoco che prende per mano la vecchietta, gli mette il casco e la porta in salvo.
E quel vigile del fuoco, magari, non lo so, sarà orgoglioso di vedere sfilare il suo corpo Sabato prossimo davanti al Presidente della Repubblica. Detto da uno che non ama le parate, ma che vigile del fuoco non è. Proviamo a chiederlo a loro cosa preferirebbero.

E basta piangersi addosso e cercare sempre di trovare delle colpe per qualsiasi cosa.
Le cose succedono.
Bisognerebbe provare a stargli lontano.

Luca