Il mio cane ha vinto l’Oscar – La rivincita dei Boston Terrier

Feast, il cortometraggio della Disney proiettato nei cinema prima di Big Hero e che racconta la storia di un Boston Terrier alle prese con le vicende sentimentali del suo padrone, ha vinto l’Oscar come miglior cortometraggio di animazione.

Il dovuto riconoscimento ad un cane che vive nell’ombra e che viene continuamente scambiato per il suo cugino brutto, il Bouledogue Francese.

Giorgia (nella foto, mentre ascolta alla radio la proclamazione del vincitore), ringrazia l’Academy per il tardivo, quanto necessario, riconoscimento.
Ora, alla consueta esclamazione: “Ah, pensavo fosse un Bouledogue Francese!”, potremo rispondere: “Non mi risulta che nessun Bouledogue Francese abbia mai vinto un Oscar”.

Luca

La bellezza per Virna Lisi

Oggi, che Virna Lisi se ne è andata, vi consiglio di rileggere l’intervista che le fece la Fallaci nel 1964.

È un’intervista molto bella, come quasi tutte le interviste della Fallaci, e fa capire chiaramente che tipo fosse Virna Lisi.
Quando la Fallaci la intervistò, Virna Lisi era considerata da molti la donna più bella del mondo, tanto che pensarono di usarla come erede di Marilyn.

E sulla sua bellezza, dà una interpretazione che è bellissima ed è molto femminile.

La bellezza è quella cosa che fa fermare la gente ad aiutarti quando la tua automobile è in panne: per quanto incredibile possa sembrare, spesso io preferirei restar sola con la mia automobile in panne.

Luca

Non distogliere lo sguardo, per capire

Il Corriere della Sera e la RAI hanno presentato “La scelta di Catia – 80 miglia a sud di Lampedusa” un documentario girato a bordo di una nave della Marina Militare italiana al comando di Catia Pellegrino, impegnata nell’operazione Mare Nostrum.

Marco Imarisio la presenta così:

Non sono le immagini dei corpi adagiati sul fondale a comporre un cimitero sotto al mare, anch’esse tremende ma in qualche modo definitive. Questo filmato fa entrare in un zona dove la vita e la morte sono vicinissime, come spiega uno dei soccorritori. L’elicotterista quasi supplica, fate in fretta, fate in fretta. Ci sono i bambini che non vogliono lasciare il corpo ormai inerte dei genitori, le donne che non urlano per farsi issare a bordo, urlano di disperazione perché accanto ci sono i loro bambini che ormai non sollevano più la testa. E poi, anche a costo di sfidare la retorica: ci sono le donne e gli uomini della nostra Marina militare. Gente con facce, vita e famiglie come le nostre. Costretti a immergersi per raccogliere i corpi di quei bambini e poi abbandonarli nuovamente in acqua, perché sulla motovedetta non c’è spazio sufficiente per i vivi e per i morti, bisogna fare una scelta. Come quella, molto più facile, di mettersi davanti a uno schermo. E guardare. Tutto, senza distogliere mai lo sguardo. Per capire, una volta per tutte.

Guardatelo questo filmato, perché leggere le cronache sui giornali non vale niente rispetto a sentire le urla di quei genitori che implorano i marinai di prendere a bordo i loro figli che stanno annegando.

Il documentario sarà trasmesso da RAI 3 in prima serata il 6 Ottobre e pubblicato a puntate sul sito del Corriere a partire dal 29 Settembre.

Abbiamo tutti un grande debito di riconoscenza verso la nostra Marina Militare.

Luca