Mille giorni di me e di te

Mille giorni di Governo Renzi bruciati in un giorno.
Sono abituato a perdere, e ho provato a farlo anche oggi con dignità.

Lascio agli altri le considerazioni.
Vi riporto soltanto quello che ha scritto oggi Alberto Infelise su La Stampa.

Il Centrosinistra ha vinto ancora. Per la terza volta è riuscito, con una coraggiosa spallata, a buttare giù un governo di Centrosinistra. Era successo nel 1998 con Prodi. Era risuccesso nel 2008 sempre con Prodi.

Dal giorno stesso in cui Matteo Renzi si era insediato a Palazzo Chigi dopo la non vittoria di Bersani alle Politiche del 2013 e il conseguente governo Letta, gli sconfitti nel Pd, D’Alema e Bersani, hanno lavorato per ottenere il loro risultato: la caduta di chi aveva sottratto loro guida del Paese e del partito. Risultato ottenuto. E infatti ieri notte brindavano, ridevano, si congratulavano. Tutto un darsi pacche sulle spalle e ridere di fronte alle telecamere rivendicando la vittoria contro il segretario del loro partito, avendo almeno il buongusto di non nominare nemmeno la questione referendaria, la vittoria era su Renzi: «Voleva rottamarci, è stato rottamato» esultava garrulo D’Alema.

La sostanza è che il Partito Democratico, al di là di ogni bizantinismo di palazzo, è definitivamente morto, sepolto sotto le macerie di un matrimonio mai veramente avvenuto tra le diverse anime del Centrosinistra. Da subito è stato molto chiaro come il Referendum non fosse sulla Costituzione, ma un plebiscito pro o contro il presidente del Consiglio. Renzi ha giocato l’azzardo: e l’ha sontuosamente perso. Naturale che le opposizioni gli votassero contro, un po’ meno (in un’ottica di sanità mentale) che lo facesse parte del suo partito. Ma tant’è.

Del resto è sempre apparso molto chiaro come per una certa classe politica italiana-europea, diciamo, fosse molto più importante comandare nel partito che governare il Paese. Al Pd servirà probabilmente un ultimo congresso. Per decidere se avere un futuro o restare ai margini a godersi i ricordi delle sue grandi vittorie contro i governi di Centrosinistra.

Luca

2 thoughts on “Mille giorni di me e di te”

  1. Renzi è sempre stato contrario alla scissione ma adesso che il velo è definitivente calato, se un ramo del tuo partito trama fin dall’inizio per ostacolarti e farti cadere senza preoccuparsi delle sorti del paese e dell’armata delle opposizioni, forse stavolta quel ramo va tagliato. Non converrá elettoralmente ma poi sará piú chiaro e limpido il programma politico. L’allenza senza pudore dei finti amici con i peggiori avversari toglie ogni dubbio. Dispiace ma meglio costruire una casa solida che mantenere basi instabili e ipocrite. E non c’entra essere di sinistra o centro sinistra, si tratta di obiettivi.

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