Di legge elettorale e fascismo

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C’è molta ipocrisia nel modo in cui una parte del parlamento sta affrontando la riforma della legge elettorale.
Leggendo le dichiarazioni di molti politici, di destra e di sinistra, saremmo quasi indotti a pensare che non siano gli stessi politici incapaci di riformare la legge elettorale nelle ultime legislature.

Matteo Renzi è un elefante, non c’è dubbio.
Mette spesso il parlamento con le spalle al muro.
La decisione di porre la fiducia sulla legge elettorale è senz’altro un atto politico forte, perfino discutibile.

Ma dobbiamo anche essere onesti e sappiamo benissimo che, se fosse per il parlamento, non avremmo una nuova legge elettorale nemmeno a questo giro.
Non sono riusciti a farlo prima, perché dovrebbero riuscirci ora?

Discutere va bene, va benissimo.
Poi però si deve trovare una quadra e si deve prendere una decisione.

Lo dice Renzi nella lettera che ha scritto oggi su La Stampa:

Adesso ci siamo: approvata in prima lettura alla Camera, in seconda al Senato, poi in Commissione alla Camera. Discussa in Parlamento e nelle sedi dei partiti. Approvata da Forza Italia nella stessa versione che oggi viene contestata. Modificata più volte, ma adesso finalmente pronta.

Che facciamo? Facciamo altre modifiche per ripartire da capo?

La legge elettorale perfetta esiste solo nei sogni: decidiamo o continuiamo a rimandare?

Mettere la fiducia è un gesto di serietà verso i cittadini.

Se non passa, il governo va a casa. Se c’è bisogno di un premier che faccia melina, non sono la persona adatta. Se vogliono un temporeggiatore ne scelgano un altro, io non sono della partita.

Se poi qualche parlamentare pensa che un voto di fiducia imposto al parlamento sia un atto fascista, e lo pensa veramente, allora non voti la fiducia e mandi a casa il governo.
Ma non prendiamoci in giro.
State facendo finta di fare la guerra a Renzi, non alla legge elettorale.
Di quella non ve ne è mai potuto fregare di meno.

Luca