E se succedesse a tua figlia? Riflessioni sulle foto di Jennifer Lawrence

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Ci sarebbero alcune riflessioni da fare dopo il caso delle foto rubate dai telefoni di alcune attrici americane e pubblicate ormai in ogni dove.

La prima, quella più banale, da buon padre di famiglia è questa: mandate la foto di voi nude soltanto a vostra madre, o a vostra sorella se è più brutta di voi e non è gelosa, a nessun altro. Il fidanzato od il marito che oggi vi ha giurato eterno amore, domani potrebbe non prendere bene la fine del vostro legame e far vedere le vostre foto a chiunque. Se lo fate, sappiate che correte un rischio e che questo rischio è alto, perché quando una foto finisce su internet, ci resta per sempre, non c’è diritto all’oblio che conti.

C’è poi un’altra riflessione importante che andrebbe fatta (la fa, tra gli altri, Massimo Mantellini) ed è quella sulla consapevolezza che ognuno di noi ha degli effetti che possono avere le nostre azioni quando prendiamo in mano il nostro smartphone. Dubito che tutti siano consapevoli che le proprie foto vengono probabilmente archiviate sul cloud, cioè materialmente su alcuni server sparsi in giro per il mondo e che quei server, come tutti i computer del mondo, possono essere violati da gente brava che fa quello come lavoro o come hobby. Perfino le foto cancellate, o che voi credete cancellate, potrebbero nel frattempo essere state archiviate sul Cloud.
Non mi fraintendete, è un servizio ottimo ed utile, ma dubito che tutti gli utilizzatori di smartphone siano consapevoli di cosa sia il servizio cloud che potrebbero aver attivato sul loro dispositivo. E sono quasi sicuro che in molti ignorino il fatto che dai metadati di una nostra foto sia perfino possibile ricavare le coordinate GPS del luogo in cui è stata scattata e che quindi sia molto facile risalire addirittura al nostro indirizzo di casa.

Da ultimo, ma credo sia giusto evidenziarlo, c’è una strana dicotomia tra il livello di indignazione che molti in rete hanno manifestato a favore del diritto alla privacy nel caso che le nostre corrispondenze vengano intercettate dall’NSA o da qualsiasi altro organismo di spionaggio, e l’assoluta nonchalance con la quale gli stessi individui si sono precipitati a condividere ed a commentare le foto di Jennifer Lawrence così come mamma l’ha fatta (Luca Sofri giustamente lo evidenzia).
Non importa che la Lawrence sia una star del cinema. Lei come chiunque altro ha il diritto di non vedere gettate in pasto ai maiali le sue foto private.

Quando andate in giro a cercare le foto della Lawrence nuda e ne ridacchiate con i colleghi, pensate che domani potreste arrivare in ufficio e trovare gli stessi colleghi ridacchiare con la bavina alla bocca mentre guardano le foto di vostra figlia.

Il rispetto che pretendiamo per noi stessi, dovremmo riuscire ad esercitarlo anche sugli altri.

Luca