Quando il mondo voltò le spalle al Ruanda

James Nachtwey - ruanda

Esattamente venti anni fa iniziava la mattanza in Ruanda che portò, nel giro di 100 giorni, ad un numero ancora non del tutto chiaro di vittime, diciamo tra le 500.000 ed il milione. Quasi tutte fatte a pezzi a colpi di machete.

Abbiamo allora sentito, visto e letto testimonianze che ci hanno lasciati catatonici, come succede tipicamente con ogni genocidio, quando l’asticella della cattiveria umana viene portata sempre un po’ più su.

La strage del Ruanda fu il più grande fallimento dell’ONU e fu un tanto tardivo quanto prevedibile effetto della politica coloniale europea, nel caso specifico belga, in Africa.

Time pubblica una raccolta di foto ed una testimonianza di James Nachtwey, fotografo che visitò il Ruanda durante il genocidio e che ci ha lasciato uno dei reportage più belli di quella catastrofe.

C’è poco altro da dire.
C’è da guardare quelle foto e piangere.

Luca