Il M5S finisce per avere torto anche quando ha ragione

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Il Movimento 5 Stelle ieri aveva ragione.
(Questa segnatevela che non succederà più).

Mettere in discussione un decreto che contiene l’abolizione della seconda rata dell’IMU insieme alla riforma della Banca d’Italia è ovviamente una mossa politicamente scorretta.
Niente di irregolare, niente che non sia già successo altre mille volte in passato, ma sicuramente una pratica per la quale un partito politico ha tutte le ragioni di protestare e di fare anche ostruzionismo.
E’ la democrazia, è che Dio la benedica.

La scelta dei capigruppo (e non soltanto della Boldrini) di adoperare la famosa tagliola per chiudere la discussione e portare il provvedimento in votazione è stata una forzatura che, se l’avesse fatta il centro-destra qualche anno fa, oggi Repubblica uscirebbe in edizione straordinaria, con la fascetta a lutto dichiarando la morte dello stato democratico.

Quindi, fin qui il Movimento 5 Stelle aveva ragione.
Ma qui finisce il loro aver ragione.

Tutto quello che viene dopo, le urla, le spinte, il lancio di monetine, l’occupazione dei banchi del governo e poi di due commissioni parlamentari, le offese rivolte alle parlamentari del PD, sono comportamenti fascistelli del tutto inaccettabili e non giustificabili.
La lotta politica si fa in parlamento e la si fa con gli strumenti che la costituzione prevede.

I parlamentari devono rispettare la democrazia e le sue regole.
Ieri la maggioranza ha fatto un’operazione politicamente discutibile, ma l’ha fatto nel rispetto delle regole parlamentari.
I cittadini a cinque stelle, se in quel parlamento vogliono continuare a portare avanti le loro battaglie politiche, devono agire nel rispetto delle regole.
Altrimenti rischiano di passare soltanto per provocatori.
E di quelli, grazie, ma non ce ne facciamo di niente.

Luca

4 thoughts on “Il M5S finisce per avere torto anche quando ha ragione”

  1. > se l’avesse fatta il centro-destra qualche anno fa, oggi Repubblica
    > uscirebbe in edizione straordinaria, con la fascetta a lutto dichiarando
    > la morte dello stato democratico
    non dimenticare anche le selfie dei lettori con i cartelli “io rispetto la democrazia” e le 10 domande al presidente della camera. tanto per non dimenticare da dove veniamo, se adesso siamo ridotti così.

  2. solo una modesta considerazione. rispetto a tanti decreti in cui c’è di tutto, “perchè altrimenti scadono i termini del decreto”, questo aveva una sua logica: l’aumento di capitale di banca di italia è stato fatto anche per far quadrare i conti. certamente non c’è equilibrio (tra gli introiti della seconda rata imu e gli introiti della ricapitalizzazione), nè è il massimo dello chic… ma credo che quotidianamente nei consigli di amministrazione delle aziende, insieme a scelte strategiche fondamentali si decide quanta parte del budget è affidata alla carta igienica.
    il dissenso è comprensibile, ma l’ostruzionismo che questo ha provocato francamente per me non lo è.

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