Amnistia, indulto e la santa alleanza tra leghisti e grillini

La strumentale e vergognosa campagna che Beppe Grillo fece contro l’indulto del 2006 interruppe la mia simpatia verso le istanze del comico genovese.

Oggi, a 7 anni di distanza, Napolitano ha scritto un messaggio alle camere nel quale chiede ai parlamentari di affrontare il problema del sovraffollamento carcerario che è una vera vergogna per il nostro paese.

Il Presidente della Repubblica chiede di introdurre pene alternative al carcere, di ridurre l’utilizzo della carcerazione preventiva e di agire sull’edilizia carceraria.
Napolitano suggerisce poi la possibilità di promulgare un indulto e un’amnistia.
Non vi darò spiegazioni tecniche, non ne sono in grado (comunque, no, non rimetteranno in giro stupratori e assassini; quelli, per la maggior parte, già vivono in casa con voi).

Vorrei soltanto fare una riflessione politica, che è questa.
Lo stato delle carceri è da sempre un indicatore del grado di civiltà di una nazione.
Ci sono tantissimi carcerati che potrebbero tranquillamente evitare il carcere e scontare la loro pena in modo alternativo.
Per farlo è necessario che lo Stato se ne faccia carico, che accompagni con atti amministrativi il recupero sociale di queste persone.
Nascondere la testa sotto la sabbia e non far niente per paura di commettere atti impopolari è degno di una classe politica pavida come la nostra, incapace di riformare alcunché.

Un’ultima cosa.
No, Berlusconi non c’entra niente.
Il Movimento 5 Stelle ha sparato l’ennesima cretinata.
Racconta oggi Stefano Menichini:

Ricordo Giorgio Napolitano davanti a Regina Coeli accanto a Marco Pannella, sotto la pioggia di una marcia di Natale per l’amnistia e l’indulto.
Era il 25 dicembre 2005. Napolitano non era presidente della repubblica, Berlusconi non aveva subìto alcuna condanna, le carceri scoppiavano come sempre, i radicali si battevano come sempre e di lì a pochi mesi un indulto ci sarebbe anche stato: votato da tutti, rinnegato dal centrodestra per motivi di propaganda, appiccicato al centrosinistra come un marchio d’infamia, alla lunga una delle ragioni della fine del governo Prodi.
Una storia di otto anni fa. E allora che cosa c’entra la sentenza Mediaset? E che cosa c’entra la salvezza di Berlusconi, uno che oltre tutto in carcere non metterà mai piede, se come è evidente e come detta la legge il parlamento avrà ogni possibilità di escludere reati come il suo – e altri più gravi – da qualsiasi atto di clemenza?

Per finire una nota.
Sulla questione delle carceri, vedrete nascere una nuova santa alleanza, fatta da Lega Nord e M5S.
Così come sull’immigrazione, sullo Ius Soli, sui diritti civili e su tutti quegli argomenti che i movimenti populisti possono soltanto cavalcare spinti dal ruggito degli istinti più biechi che strisciano nel nostro paese.

La sinistra, del messaggio di Napolitano dovrebbe farne un vessillo da mostrare fieramente e da utilizzare anche nella prossima campagna elettorale. E non dovrebbe commettere l’errore di accontentare il centro-destra, come fece nel 2006, quando accettò il ricatto di introdurre i reati finanziari tra quelli contemplati dall’indulto, per fare gli interessi, indovinate di chi?

Sulla opportunità di predisporre un indulto ed un’amnistia, vi consiglio le FAQ scritte da Francesco Costa.

Luca

3 thoughts on “Amnistia, indulto e la santa alleanza tra leghisti e grillini”

  1. Non sono d’accordo. C’è tanto elettorato di centro-sinistra sensibile su questo tema e che si sentirebbe orgoglioso per scelte così coraggiose. In ogni caso, la politica non deve farsi guidare dalla pancia dei suoi elettori. Se nemmeno i diritti umani resistono nell’agenda del PD, allora buttiamoci tutti a destra e chi si è visto si è visto.

  2. >c’è tanto elettorato di centro-sinistra
    ti sei risposto da solo, l’altro elettorato la pensa diversamente.
    beneinteso: ciò non toglie che è sacrosanto fare l’indulto/amnistia/qualcosa
    dico solo che, secondo me, alle elezioni se ne pagherà un prezzo.
    che poi oh: torno al problema che citavo nel mio post. da una parte una politica sana dovrebbe “illuminare” l’elettorato e fare quello che è giusto, dall’altra ho difficoltà ad ammettere che dovrei votare un politoco che fa esplicitamente quello che non voglio, perchè io non so quello che è giusto.
    di fatto però è così: il sindaco di una cittadina dalle nostre parti una volta è venuto a parlare in azienda, e diceva che quando ha deciso di rendere solo pedonale una via principale della città si è ritrovato gente davanti casa per mesi che protestava contro la cosa: dopo qualche anno son tutti li che lo ringraziano, e ha vinto le successive elezioni (5 anni dopo).
    mettici che del problema delle carceri non gliene frega a nessuno, e che il governo letta il prossimo anno magari casca, e dimmi a letta “chi glielo fa fare”…

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