Ognuno rispetti i morti suoi

Il rispetto per i morti è un po’ una cretinata ipocrita tipica degli italiani brava gente.

Questo vale per tutti i morti, ma vale ancora di più per i morti che da vivi hanno avuto una vita controversa o praticato azioni altrettanto controverse.

In questo Andreotti batte tutti.
Uomo che ha attraversato tutta la storia d’Italia e che ne sa, della nostra storia, probabilmente più di tutti.

Secondo me, nel non rispetto del morto, quanto detto ieri da Umberto Ambrosoli, è perfetto.
Niente sceneggiate isteriche o proclami sulla fine del mondo o della democrazia.
Ma non chiedetemi di rispettare chi in vita ha disprezzato mio padre, ha forse contribuito indirettamente a farlo morire, e lo ha irriso da morto.

Non è il caso di fare polemica, è comprensibile che in occasione della morte di una persona che ha ricoperto ruoli di primo piano le istituzioni lo commemorino, ma le istituzioni sono fatte di persone ed è legittimo che ognuno faccia i conti con il significato che alla storia di ciascuna persona si vuole dare. Ci sono lati oscuri della sua vita, verso i quali ciascuno ha sensibilità diverse, questi elementi contano anche nel momento del ricordo che deve essere senza polemiche, né contrasti.

Ognuno rispetti i morti che vuole.
La morte non ci rende degni di rispetto a prescindere.

Luca

3 thoughts on “Ognuno rispetti i morti suoi”

  1. la prima reazione che ho avuto leggendo “ambrosoli esce durante il minuto di silenzio” è stata: “perchè si rispetta in regione lombardia un minuto di silenzio? Andreotti non è mai stato nulla per la lombardia e per milano…” poi mi sono ricordato che alla fine degli anni ottanta gli andreottiani a milano erano tre gatti, e fecero in modo di isolare un consigliere comunale, perchè “troppo attento alla legalità e alla moralità” (ironia della sorte, la notizia mi giunse proprio da Ambrosoli, ai tempi compagno di scuola).

    Ha fatto bene due volte, a prescindere dalle affermazioni di Andreotti.

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