Andrea Sarubbi e la vita oltre il parlamento

Andrea Sarubbi, ottimo deputato del PD, non ha partecipato alle primarie dei parlamentari e pare, ma chi lo sa, che non sarà inserito nel listino scelto direttamente dalla segreteria e che verrà presentato domani.
Il famoso listino con Fioroni, Marini e altri fantastici personaggi dei tempi che furono.

Sarubbi alcuni giorni fa aveva scritto un post nel quale spiegava come è andata e ieri ne ha scritto un altro nel quale evidenzia come sia difficile cercare la riconferma in parlamento per chi viene dalla tanto celebrata società civile.

[…]quando la loro prima legislatura sarà finita, i candidati civici dovranno tornare al lavoro precedente, se lo hanno ancora, oppure – per essere rieletti – dovranno cominciare a fare i conti con le tessere e i voti, come chi viene da un radicamento territoriale nel partito e magari ha dedicato alla politica buona parte della propria vita? La società civile serve, insomma, ma solo finché è vergine? E cosa fa al secondo giro?

E’ evidente che il caso singolo non può spiegare la situazione generale, come è altrettanto vero che Sarubbi meritava la riconferma in parlamento, molto e prima di altri.

Penso che uno come Andrea Sarubbi possa dare un contributo prezioso al partito e al paese. Deve trovare la sua collocazione, che non deve però essere per forza il parlamento.
Se critichiamo chi non sa far altro che fare il parlamentare, dobbiamo essere anche consequenziali e non buttarci troppo giù quando scopriamo che non c’è posto per noi nel prossimo giro di giostra.

Non è questione di non essere tempo per noi.
E’ ancora tempo per noi, magari in un altra collocazione.

Se poi il PD dovesse rinunciare all’apporto di Sarubbi anche al di fuori del parlamento, ecco, allora quella si sarebbe una scelta imperdonabile.
Ma sono convinto che l’attuale ed il prossimo segretario del PD non faranno questo errore.

Su tutto questo, condivido l’auspicio di Pippo Civati:

[…] cerchiamo di adottare gli stessi criteri per tutti, premiamo chi è stato votato alle primarie e aggiungiamo alla soluzione che ne ricaviamo solo figure che abbiano particolari competenze e grande prestigio sociale, anche pensando che noi poi dovremmo governare il Paese. Per dire.

E se la competenza è essere «-ani» di qualcuno, forse non ci siamo capiti.

Luca

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