Il pasticciaccio della legge 40

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Lungi da me discutere degli aspetti etici della fecondazione assistita, di cui, onestamente, ne so poco e me ne interessa ancora di meno.

Ma che la legge 40 fosse un compromesso assurdo, fuori dal tempo, in contrasto con la legge 194 ed assolutamente priva di qualsiasi obiettivo reale che non fosse quello di accontentare i vescovi, facendo finta di non accontentarli troppo, beh, quello lo abbiamo detto e pensato in tanti.
Lo pensano anche quelli che l’hanno proposta, approvata e che poi si sono mobilitati a favore dell’astensionismo sul referendum abrogativo.
Perché non è possibile pensare che la legge 40 sia una buona legge.

Ovviamente succede che poi una corte qualunque, se interrogata sulla questione, non possa far altro che notificarne gli aspetti ambigui.

A questo punto che si fa?
Non si faccia niente.
Il governo resti tecnico e non si metta a fare ricorsi.
Prenda tempo, rimandi il problema, tanto le elezioni sono vicine e non c’è fretta.
I parlamentari continuino a titillarsi gli uni gli altri con la legge elettorale.

Il pasticcio è fatto.
Occorre aspettare una nuova stagione per poter pensare che una maggioranza politica matura possa mettere mano alla questione della fecondazione assistita e possa regolamentarla secondo i canoni dei paesi occidentali.
Se vogliamo restare in occidente.
Se poi ci piace di più il Nicaragua, allora basta dirlo.
Ma che ce lo dicano prima di andare a votare.

Luca