Il necessario ritorno della politica

Sono un forte sostenitore del Governo Monti.
Ho tirato un grosso sospiro di sollievo quando l’ho visto giurare davanti a Napolitano.
Fin da subito ho pensato che il mandato di Monti fosse un mandato a termine e con un obiettivo già prestabilito, che era quello di salvare l’Italia dal fallimento, di mantenerla nell’Euro, facendo delle riforme di base che la politica non aveva il consenso per fare, e quindi lasciare il campo ad un nuovo parlamento ed un nuovo esecutivo.

Man mano che i mesi passano, i limiti di questo Governo si fanno sempre più visibili.
Non si può governare a lungo senza un sostegno politico.
Le poche riforme fatte da Monti, come quella delle pensioni, approvate tutte all’inizio del mandato, già oggi non sarebbe più possibile farle approvare in parlamento.
La riforma del lavoro, trascinata per mesi e gestita malissimo da un punto di vista comunicativo dal Ministro Fornero, difficilmente sarà approvata così come era nelle intenzioni del governo. Ben che vada sarà una mezza riformicchia.

I tanto odiati Partiti sono fondamentali in un sistema democratico. Senza di loro nessun governo può far molto.
Man mano che le elezioni si avvicinano e la crisi si fa sentire con più cattiveria, i partiti alleggeriscono sempre di più il loro sostegno al governo e tentano di rilanciare le loro proposte politiche.

Bene ha fatto Bersani a lanciare le primarie di coalizione.
Sarà un bel bonus da giocare alle elezioni, di fronte al PDL che pensa di ricandidare Berlusconi e a Grillo che decide da solo, insieme a Casaleggio, chi sia degno o meno di essere candidato.

Sabato Matteo Renzi dà il via alla danze con il suo incontro di Firenze con gli amministratori locali.
Vediamo cosa uscirà fuori.
Di sicuro c’è bisogno di rilanciare la politica in vista del nuovo anno.
E la politica si rilancia, ma guarda un po’, con i dannatissimi partiti.
Che abbiano cinque stelle, o ne abbiamo meno.

Luca

4 thoughts on “Il necessario ritorno della politica”

  1. Ma è vero quello che dice la Bindi, ovvero che il PD può presentare solo Bersani alle primarie? E Renzi allora?

  2. Da statuto il segretario del PD è automaticamente il candidato premier, ma Bersani ha detto di non volersi avvalere di questa possibilità ed ha lanciato le primarie di coalizione. Dovranno trovare un modo per derogare allo statuto, ma non credo sia quello un problema, visto che le deroghe sono quotidiane. La Bindi odia Renzi, non so bene perché.

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