E ogni anno il pensiero torna a Giovanni Falcone

Giovanni Falcone morì da solo

Nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci, ci riempiamo tutti la bocca con il ricordo di Giovanni Falcone.

Tanti, tra quelli che lo ricordano, furono quelli che lo lasciarono solo, lo infangarono, lo delegittimarono.
Da Leoluca Orlando, che quasi lo accusò di essersi messo da solo la bomba del fallito attentato all’Addaura, fino a Repubblica e L’Unità, giornali per i quali il giudice è in seguito diventato un simbolo.
Guardatevi questa intervista che Corrado Augias gli fece pochi mesi prima della sua morte, nella quale in pratica lo accusa di essersi accomodato al Ministero e di averlo deluso.

Per non lavarsi le coscienze troppo velocemente, vi consiglio di leggere la cosa che ha scritto oggi Filippo Facci che ricorda quanti in quegli anni erano avversari di Falcone.

I vicini di casa, i colleghi magistrati, persino gli amici, poi i giornalisti, persino i mafiosi. Parrà strano, ma dopo tutto questo, e prima della strage di Capaci, Giovanni Falcone era ancora vivo.

Del resto, sempre Facci ricorda cosa scrive Giovanni Brusca di Falcone:

Sono responsabile della morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, ho strangolato parecchie persone, ho sciolto i cadaveri nell’acido muriatico, e, prima di farlo, molti li ho carbonizzati su graticole costruite apposta… Il mio risentimento nei confronti di Falcone era identico a quello di tutti gli affiliati a Cosa Nostra: era il primo magistrato, dopo Rocco Chinnici, che era riuscito a metterci seriamente in difficoltà. Era riuscito a entrare dentro Cosa Nostra, sia perché ne capiva le logiche, sia perché aveva trovato le chiavi giuste. Lo odiavamo, lo abbiamo sempre odiato… Prendemmo la decisione iniziale di ucciderlo, per la prima volta, alla fine del 1982.

E, come dice Facci, prima di Capaci, Falcone era ancora vivo.
E tutti, certamente in modo involontario, fecero in modo che Brusca quel tritolo sotto l’autostrada potesse metterlo davvero e quel detonatore potesse farlo esploderlo davvero.
E quando successe, Falcone era ancora vivo.

E dopo le lacrime furono vere, ma tardive.
Giovanni Falcone morì da solo.
Val la pena ricordarlo.

Luca

3 thoughts on “E ogni anno il pensiero torna a Giovanni Falcone”

  1. e` un po’ lo stesso discorso che fece Saviano l’anno scorso a “vieni via con me”

  2. Io invece ogni anno mi trovo a ragionare su questa frase che puntualmente viene ripetuta dai mass media: “…negli attentati in cui persero la vita Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli agenti della scorta”.
    Ecco, io penso sempre (e molto) a loro, gli agenti della scorta, le loro famiglie, le loro vite comunque non da meno, non meno coraggiose e non meno importanti.
    Certo, Falcone era un simbolo. Borsellino pure. Ma senza “gli agenti della scorta” probabilmente le loro storie finivano prima di quel terribile 1992.

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