La politica come una foto brutta di Istagram

Una volta che avremo finito di indignarci delle ruberie della Lega e che ci saremo scaricati la coscienza denunciando tutto il marcio che si nascondeva dietro le divise dei fieri vichinghi nostrani, sarà il momento che riprendiamo seriamente a fare politica in questo paese.

Fare politica, iniziando a promuovere iniziative politiche di supporto, ma anche alternative, a quelle portate avanti dal governo Monti.
E queste iniziative spettano ai partiti.

Sappiamo benissimo che il problema del nostro paese non quello dei costi della politica, ma il momento inizia a diventare abbastanza drammatico e le iniziative di facciata sono diventate importanti, almeno quanto quelle di sostanza.
Facciamo qualcosa e facciamolo presto.
Prima che Beppe Grillo si prenda pure i voti dei leghisti scontenti.

Bisogna che i partiti si diano una sveglia, e se la diano velocemente.
Il mondo là fuori va ad un’altra velocità e non c’è tempo per fare troppe riflessioni.
Bisogna mandare segnali immediati.
Via i tesorieri e i faccendieri, tagliamo subito il costo dei parlamentari e dei consiglieri vari, presentiamo immediatamente una riforma della legge del finanziamento ai partiti.

Non si può continuare a vedere una politica che si mette a giocare sempre quando la partita ormai è chiusa.

Non per fare sempre gli stessi esempi, ma mi ha colpito una cosa nella newsletter di oggi di Matteo Renzi.
In calce alla sua comunicazione, il Sindaco di Firenze commenta la notizia dell’acquisto da parte di Facebook di Istagram, una applicazione fotografica, sviluppata da una piccola società con 13 dipendenti. Facebook avrebbe sborsato per acquistarla 1 miliardo di dollari. U N M I L I A R D O D I D O L L A R I. Andate in giro a chiedere ai nostri politici ed amministratori un commento su questa notizia. Sono pronto a scommettere che l’80% di loro non saprà dirvi niente.

Noi ci chiediamo come sia possibile che una applicazione per iPhone venga valutata tanto e facciamo dei calcoli e dei ragionamenti.
La politica non sa nemmeno di cosa stiamo parlando.
Il mondo là fuori va avanti e bisogna che tutti proviamo a tenere il passo.

Luca