NO TAV, per dire no a tutto

Quando si parla di TAV, dovremmo fare una precisazione iniziale. La TAV verrà realizzata. I francesi stanno già scavando la loro parte di tunnel, ci sono zero possibilità che questo progetto si fermi.

Quando si parla di TAV, dovremmo fare una precisazione iniziale.
La TAV verrà realizzata.
I francesi stanno già scavando la loro parte di tunnel, ci sono zero possibilità che questo progetto si fermi.

Detto questo, mi associo alla risposta che Mario Calabresi dà ai molti lettori che gli hanno scritto sull’argomento.

Il processo che ha portato alla decisione di realizzare la Torino-Lione è stato democratico perché condotto da governi (quello italiano e quello francese) democratici, suggellato dall’Unione europea che è un’istituzione democratica. In Val di Susa il progetto iniziale è stato profondamente modificato dopo una lunga consultazione che ha coinvolto democraticamente le democratiche amministrazioni locali. Non ci troviamo di fronte al sopruso di una minoranza nei confronti di una maggioranza inerme, ma proprio il contrario.
Fascismo non è aprire un cantiere per un progetto che vuole spostare maggior traffico dalla gomma alla rotaia, fascismo è impedire ai giornalisti di fare il loro mestiere, è minacciarli, intimidirli con scritte e lettere minatorie, fascismo è impedire ai magistrati di parlare, è scagliarsi contro gli operai o umiliare i carabinieri che stanno fermi sotto il sole a difendere il nostro diritto non di andare da Torino a Lione in un’ora e mezza, ma di rimanere al passo con la rete di trasporti che sta trasformando l’Europa di qui a qualche anno per un secolo e forse più.

La ciliegina sulla torta ieri è stata l’aggressione ad una troupe televisiva. Lo racconta Zancan su La Stampa.

Quaranta ragazzi hanno circondato un furgone nei prati. Erano convinti che le due persone che armeggiavano lì vicino fossero agenti della Digos, intenti a captare con lunghi microfoni direzionali le loro strategie segrete. Qualche ragione di fraintendimento potevano averla. Avevano notato uno zaino nero all’interno del furgone. Antenne satellitari. Anche una sirena blu, tipica delle forze dell’ordine. Li hanno circondati. Per farsi dare le chiavi, hanno malmenato uno dei due. Poi c’è stato una specie di processo sommario in mezzo ai campi. «Chi siete?». «Cosa c… state facendo?». «Dovete spiegarci questa attrezzatura». «Siete sbirri?». Erano due operatori di un service giornalistico che si chiama H24. Li avevamo visti al lavoro nei giorni scorsi, accettati fra gli altri. I loro servizi in video finivano sul sito del «Corriere della Sera». Ma di colpo si erano trasformati nella personificazione del male assoluto: «il giornalista sbirro». E il fatto che potessero essere due poliziotti, cioè pubblici ufficiali, non era un motivo per andarci più cauti, ma un incentivo alla rabbia. Li hanno lasciati andare dopo trenta minuti, fra insulti, sberleffi e minacce: «Dacci il nastro, altrimenti…». Uno di loro, picchiato e in lacrime, poi ha raccontato: «Mi hanno mostrato un coltello…». Erano solo le tre di pomeriggio.

La troupe era quella che il giorno prima aveva ripreso il celebre filmato di pecorella.
Tutto torna.

Oggi vado per lavoro a Milano.
Parto in treno da Firenze alle 13:55.
Seguirò un seminario, poi riprenderò il treno ed arriverò a Firenze alle 21:05.
Così, tanto per farvi un esempio di cosa significhi avere l’alta velocità.

Luca

5 thoughts on “NO TAV, per dire no a tutto”

  1. io non ti adoro per niente….. in val di susa ci abito……dov’e’ la democrazia se hanno deciso questo scempio al posto nostro? sei mai stato nella nostra bella valle per pretendere che si stia zitti come si vorrebbe in italia? il problema dell’italia e’ che quando il problema non lo si ha sotto il naso tutti se ne fregano e si butteranno milioni di soldi pubblici in questa pazziaa….per arrivare qualche ora prima??

  2. A chi serve veramente il tav….
    la linea esistente è già adesso sottoutilizzata come traffico passeggeri… forse per le merci ?
    Ma quando si capirà che il futuro non è far andare dei prodotti da torino a lione o viceversa ma piuttosto commercializzarli nelle vicinanze di dove vengono prodotti.
    Il futuro non prevede ( secondo me ) tutto questo grande viaggiare delle merci.
    Il tav, il ponte…. e quanti altri sprechi di denaro pubblico, ripeto pubblico perchè la comunità europea contribuirà solo in minima parte a questo scempio !!
    Chiedono sacrifici agli italiani e poi si mangiano mezza finanziaria con queste str….. !!!
    Scusa lo sfogo ma non reggo, lo sai…
    🙂
    Sempre dalla parte di chi si oppone e che spesso ha studi e idee mooolto più chiare e illuminanti di chi vuole imporre per forza !!

  3. Io capisco le resistenze, è un’opera importante e con un impatto non piccolo.
    Ma non si può dire che sia stata imposta con la forza, sono vent’anni che ne discutono.
    La tua idea, di non spostare merci, è affascinante, ma impraticabile nel nostro mondo. Sarebbe la fine della società per come la conosciamo.
    Poi magari torneremo a star bene ognuno a coltivare il proprio orticello, vivendo solo di quello, ma non mi pare una prospettiva praticabile.

  4. Concordo con Luca. Fra le altre cose sono adesso in Frecciarossa da Milano a Bolagna…se lo sapevo!!!
    Comunico @Lorenzo che la direzione dell’Europa (intesa in senso stretto…) e dei mercati globalizzati è esattamente quella contraria. Tutti possono comprare tutto, da qualsiasi parte. Peperoni a Febbraio, fragole a Dicembre, un pezzo di lamiera dalla cina con il cinese alla frusta, il lamieraio sotto casa senza lavoro e 10.000 km di strada da fare. Il latte Coop viene dalla Germania, non dalla maremma :-(. Sarebbe un discorso molto complesso e bello da affrontare, senza pregiudizi di sorta. Io lavoro nel campo delle energie rinnovabili, la CE investe e mette delle multe incredibili sulla CO2 (fra le altre cose strumentalizzando il problema, non fondato su basi scientifiche), poi non incentiva il KM zero. Perchè un ananas dal Costra Rica costa a me 99 centesimi???? Dovrebbe costare 15 euro secondo me… Comunque in questo segnalo l’intuizione dei nostri avi, che abbiamo superato per tecnologia ma non per lungimiranza. Essi (loro…) pagavano il pontazio 😉

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