La differenza tra facciamo e fate

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Non voglio fare il solito italiano piagnone, ma la decisione del comune di Siena di tenere chiuse le scuole e contemporaneamente non pulire le strade mi pare un pessimo modo di affrontare una moderata emergenza meteorologica.

Quella sopra è la rampa del parcheggio della stazione che, mezz’ora di lavoro di uno dei tre operai che si aggiravano in zona l’avrebbe reso disponibile.

Noi facciamo i bravi cittadini, portiamo le catene e siamo prudenti, ma gli amministratori dovrebbero aiutarci senza nascondere la testa sotto la neve.

Non per fare sempre il renziano, ma degli errori si deve prendere atto ed usarli per migliorare. A Firenze scuole aperte e strade pulite. A Siena, arrangiatevi da soli.

Perché poi c’è la crisi del monte e dell’università, ma ci sarebbero anche cose più semplici da affrontare. Tipo spalare la neve.

Luca

6 thoughts on “La differenza tra facciamo e fate”

  1. Io penso solo che dopo l’alluvione di genova se la protezione civile dirama un allerta meteo, io sindaco chiudo tutto il chiudibile e campo tranquillo

  2. Scuole chiuse anche domani!!! e nel frattempo la neve si scioglie….stamattina bus in circolazione. Il problema è che non puoi fidarti delle mammine che se non lasciano il figliolo diciassettenne davanti alla scuola non si sentono a posto con la coscienza…..

  3. ah perche` a FI ha nevicato. Luca hai ragione, ma ‎”a Firenze ha funzionato il dispositivo anti neve” non mi pare propriamente sinonimo di ‘non ha nevicato’

  4. non ha effettivamente senso lasciare le scuole aperte: in tante classi una significativa percentuale dei ragazzi deve arrivare da fuori citta` (castelnuovo, asciano, ambra, buonconvento chiusdino…). Se ai miei tempi fossi andata a scuola, saremmo stati in classe in 5 perche` tutti gli altri venivan da lontano, e si faceva di andarci, ma poi si stava in 5 in cortile a fare a pallate di neve. Allora tanto vale risparmiare riscaldamento, luce e babbini e mammine incapaci a far danno per le strade

  5. Io avrei tenuto aperte le scuole invece, ma senza didattica. Così si risolvono i problemi di quelle famiglie che devono prendere ferie perchè non sanno a chi lasciare i figli. In ultima analisi, non capisco perchè gli insegnanti e i bidelli devono essere l’unica categoria lavorativa autorizzata a stare a casa…

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