Vada a bordo, cazzo!

Ne avremo presto le orecchie piene, ma nel dialogo telefonico tra i due comandanti, quello buono, deciso e saggio e quello codardo, c’è racchiusa una metafora della vita.

Che alla fine tante volte avremmo bisogno di uno che ci richiamasse alle nostre responsabilità.
E che lo facesse in maniera decisa, senza poter dare adito a dubbi o giustificazioni.

“Vada a bordo, cazzo!” dovrebbe diventare il nostro motto.
Che la tentazione di svicolare nella prima scialuppa di salvataggio ce l’abbiamo spesso.

Schettino: «Comandante le dico una cosa…»
De Falco: «Parli a voce alta. Metta la mano davanti al microfono e parli a voce più alta, chiaro?».
Schettino: «In questo momento la nave è inclinata…».
De Falco: «Ho capito. Ascolti: c’è gente che sta scendendo dalla biscaggina di prua. Lei quella biscaggina la percorre in senso inverso, sale sulla nave e mi dice quante persone e che cosa hanno a bordo. Chiaro? Mi dice se ci sono bambini, donne o persone bisognose di assistenza. E mi dice il numero di ciascuna di queste categorie. E’ chiaro?
Guardi Schettino che lei si è salvato forse dal mare ma io la porto… veramente molto male… le faccio passare un’anima di guai. Vada a bordo, cazzo!»

Schettino: «Comandante, per cortesia…»
De Falco: «No, per cortesia… lei adesso prende e va a bordo. Mi assicuri che sta andando a bordo…».
Schettino: «Io sto andando qua con la lancia dei soccorsi, sono qua, non sto andando da nessuna parte, sono qua…»
De Falco: «Che sta facendo comandante?»
Schettino: «Sto qua per coordinare i soccorsi…»
De Falco: «Che sta coordinando lì? Vada a bordo. Coordini i soccorsi da bordo. Lei si rifiuta?
Schettino: «No no non mi sto rifiutando».
De Falco: «Lei si sta rifiutando di andare a bordo comandante?? Mi dica il motivo per cui non ci va?»
Schettino: «Non ci sto andando perché ci sta l’altra lancia che si è fermata…».

De Falco: «Lei vada a bordo, è un ordine. Lei non deve fare altre valutazioni. Lei ha dichiarato l’abbandono nave, adesso comando io. Lei vada a bordo! E’ chiaro? Non mi sente? Vada, mi chiami direttamente da bordo. Ci sta il mio aerosoccorritore lì».
Schettino: «Dove sta il suo soccorritore?»
De Falco: «Il mio soccorritore sta a prua. Avanti. Ci sono già dei cadaveri Schettino».
Schettino: «Quanti cadaveri ci sono?»
De Falco: «Non lo so.. Uno lo so. Uno l’ho sentito. Me lo deve dire lei quanti ce ne sono, Cristo».
Schettino: «Ma si rende conto che è buio e qui non vediamo nulla …».
De Falco: «E che vuole tornare a casa Schettino? E’ buio e vuole tornare a casa? Salga sulla prua della nave tramite la biscaggina e mi dica cosa si può fare, quante persone ci sono e che bisogno hanno. Ora!».

Luca

29 thoughts on “Vada a bordo, cazzo!”

  1. erano attimi concitati, c’era uno incazzatto e incazzoso che richiamava all’ordine un altro impaurito e codardo e shockato… Però uno era in un ufficio al sicuro e sapeva (e lo ha anche detto all’altro)che stava registrando, all’altro si chiedeva di tornare su una nave inclinata al freddo e con una marea di gente in pericolo ma anche pericolosa considerando la situazione. E de falco non lo faceva parlare neanche un secondo. Si è stato zitto solo per sapere nomi di lui e del secondo e per dire di ritornare nella nave. Forse se lo faceva parlare un secondo e gli diceva che comprendeva le sue paure ma così rischiava veramente di passare i suoi giorni in prigione, e che lui poteva essere determinante nel salvare le persone a questo tizio shockato gli riveniva la lucidità o magari era lucido ma gli si risvegliava il senso del dovere.
    Non sto dicendo che il comandante della nave avesse ragione. Sto dicendo che si fa troppo bene a dire: però che codardo questo tipo e che palle quadrate quest’altro. Io nel mio piccolo non ce la faccio a condannare in toto il comandante.

  2. Certo, magari io avrei fatto peggio. Ma se, dopo quella telefonata, decidi comunque di fuggire e di far finta di niente, allora sei un vigliacco e quei quaranta cadaveri stanno tutti sul tuo groppone.

  3. Scusami Elena ma come fai a non condannare in toto il comandante? La parola stessa, comandante, il ruolo che ricopre, il codice marinaresco (e aggiungo anche il compenso che percepisce) impongono che lui sia l’ultimo a lasciare l’imbarcazione. A me questo basta e avanza per condannarlo, anche in toto seppur con le attenuanti della manovra di avvicinamento e della situazione caotica.

  4. Elena, anche io ho provato ad immedesimarmi nel comandande Schettino, e mi son venuti i brividi al solo pensiero, sara` stato sicuramente sotto shock (la presa di coscenza dell’immane cazzata che ha fatto appannerebbe la mente a molti), ma il ruolo che ricopre non glielo permette, non se lo puo` permettere: immagina se facesse cosi` chiunque ricopre un ruolo di responsabilita` e combina un guaio. Quella che abbiamo sentito registrata non e` la prima telefonata fra capitano e comandante, lo dice lo stesso De Falco che e` un’ora che il comandante sta a ripetergli le stesse cose e non fa il suo dovere, ci sta che pure il capitano dopo un’ora che sta a ridire “vada la e mi ragguagli” si incazzi un pochinino…
    Anche a me non piace il massacro a 360 gradi che i massmedia fanno a Schettino, ma il trattamento che gli riserva il capitano e` piu` che ragionevole.

  5. Ok, adesso basta però…. lasciamo che la giustizia faccia il suo corso e non intromettiamoci per i prossimi mesi nelle vite altrui, sia delle vittime, sia dei “carnefici”

  6. sapete che non avevo capito che era solo un tralcio di una telefonata più lunga? pensavo che il tutto fosse stato discusso in quei pochi minuti..
    Forse mi sono espressa male. Non volevo dire che il comandante ha avuto ragione a non salire, anzi ad andarsene (ah no ops è inciampato giustappunto nella scialuppa). Volevo dire che arrivo a comprendere la codardia di chi è scappato da una nave inclinata di notte e al freddo mandando a puttane il suo dovere e il suo onore di ufficiale e comandante.

  7. condivido pienamente la posizione di Elena. e devo dire che ho subito simili contestazioni, altrove, per averla espressa.
    il comandante è responsabile, e quindi dovrà pagare. indiscutibile.
    supporre che in fondo la massima parte (stipendio o meno) di quelli che oggi stanno linciando un codardo (me in prima persona) farebbero peggio di lui mi pare necessario.

  8. @yetiste: fare peggio di lui mi pare onestamente impossibile, bisognerebbe essersi messi a dare mazzate in testa ai viaggiatori. Per fare una bravata vai contro uno scoglio, neghi l’evidenza ritardando di due ore i soccorsi, lasci la nave delegando all’equipaggio tutte le operazioni di evacuazione, ti ordinano di tornare indietro e te fai finta di niente e te ne vai. Non lo so, io penso a quel babbo con la figlia di cinque anni che sono cadaveri dentro quella nave e onestamente credo che nessuno avrebbe potuto far peggio del comandante.

  9. molto probabilmente hai ragione tu.
    ma il dubbio (“e io che farei al suo posto?”) rimane, e le risposte che riesco a darmi (e non le divulgo per pietà nei miei confronti) non sono particolarmente brillanti.

  10. Io ritengo che da un lato ci possa essere (come sempre) spazio per l’umana pietà e comprensione per le debolezze (se confermate) di quest’uomo. Allo stesso tempo però non si può in nessun modo mettere in secondo piano le sue micidiali responsabilità oggettive (se confermate). Non dimentichiamo che certe persone in certi ruoli non ci finiscono per caso. Si sono formati, hanno un curriculum e (non dimentichiamo) uno stipendio che è la misura dell’onere che portano. E che in questo mondo è anche la contropartita che un’azienda ti dà in cambio di un impegno a non tirarsi indietro in casi come questi. Insomma, tutto un discorso per dire che Costa Crociere ha scelto l’uomo sbagliato per il posto sbagliato, e che il Comandante non ha avuto l’onestà per rendersene conto prima.
    @yestiste: se tu, come me, puoi immaginare come ti saresti comportato in quei frangenti, allora hai fatto bene a non fare il Comandante di un transatlantico.
    Come avete notato, non ho assolutamente considerato aspetti idealistici…..tipo il senso del dovere, l’eroismo, ecc…

  11. P_Delprà: analisi assolutamente corretta, proprio perchè svestita di ogni retorica. sono convinto (e in questo sono confortato da studi psicologici in materia) che la materia umana di fronte ad un evento disastroso reagisce in modo impensabile. in quest’ottica, senza negare una sola responsabilità a quest’uomo, non riesco a condannare più di quello che vorranno i codici e i giudici.

  12. io devo fare una domanda che può sembrare cinica ma è li che non se ne vuole andare e allora sfrutto i commenti di Luca. Ma il batterista scomparso perchè si dice che abbia ceduto il suo posto in scialuppa ad un bambino… Ma perchè .. un giovane adulto maschio in presunta forma ha priorità di imbarco rispetto ad un bambino?

  13. ah.. scusa! sono appena uscito da un colloquio con un giudice e non mi sono ancora ripreso…

  14. niente di preoccupante, è solo la mia prima ctu (peraltro civile)… solo tensione da “paura di fare gaffe”!

  15. @elena: la tua domanda mi ha fatto andare di traverso il caffè (ebbene si, mentre prendo il caffè leggo il blog di lucacicca….) e spero vivamente che sia provocatoria. Ma anche in questo caso, onde evitare di mettere in campo concetti di tipo “etico” (che francamente in questo frangente mi sembrano talmente ovvi da renderne superfluo il richiamo) io dico che in circostanze di emergenza è meglio avere intorno gente abile piuttosto che gente che oggettivamente ha problemi di comportamento e di “performance”. Quindi, via i bambini, i disabili e gli anziani e a bordo quelli in forma. Una concessione alla provocazione però me la prendo, chiedendo se in effetti tra un uomo e una donna ci debbe essere per forza una priorità. Io ritengo di si, ma forse Elena non sarebbe d’accordo… o no?

  16. quoting P Delpra`. un lavoro di responsabilita` si sceglie, non si diventa per caso medico a.d. o capitano. Per questo comprendo quello che sia psicologicamente scattato nel comandante, ma non mi intenerisce. Quello che mi da fastidio e` lo sciacallaggio che c’e` attorno (tipo chi dichiara in tv che il capitano ha bevuto 1l di vino a cena).

  17. non ci ho capito nulla delle ultime battute e la mia domanda non era provocatoria. In una scialuppa di salvataggio tra un uomo e un bambino, in presenza di equipaggio che gestisce la cosa sale prima l’uomo? Io pensavo che prima donne e bambini non fosse un modo di dire ma una prassi. E non questiono che tra donna e uomo la scelta è la stessa e non mi frega, ma se penso che mio figlio di 10 anni poteva restare fuori e un uomo di 30 sale al posto suo un poco mi fa strano… Cioè non capisco la dinamica. Perchè se tale batterista doveva andare in scialuppa per aiutare l’equipaggio con gli altri naufraghi allora non è la scelta migliore far entrare un bambino, perchè togli aiuto all’equipaggio e rischi di fare più danno alle vittime (scelta forte e cinica ma capibile), però se entrambi uomo e bimbo sono considerati naufraghi.. non avrebbe cmq priorità il bimbo? Io non ho nulla da recriminare a questo povero ragazzo, che è stato coraggioso.. ma non capisco il meccanismo di imbarco in scialuppa..

  18. ancora totalmente d’accordo con elena. grazie, perchè cominciavo a pensare di avere totalmente perso il cervello, dopo le ultime battute…

  19. E’ tardi e non so se riuscirò a far capire il mio pensiero, ma ci provo.
    In questi giorni sto vivendo una sensazione di disgusto per tutto questo morboso accanimento nella notizia, e non parlo solo delle telefonate…io non capisco come delle persone che devono abbandonare una nave per mettersi in salvo possano pensare a fare delle riprese con il telefonino..non capisco perchè si debba andare ad intervistare gli anziani genitori del meitre di bordo..non capisco perchè si debba fare un servizio al telegiornale (il secondo servizio della serata) sul paese dove vive il comandante della nave..non capisco perchè debba essere Bruno Vespa prima dei giudici a chiedere conto al Ufficiale Medico del suo abbandono della nave..non voglio fare il moralista, sono anche io uno di quelli che accende la televisione per vedere nuove notizie, ma forse questo non è il modo giusto.
    Anche io mi sono posto la domanda su cosa avrei fatto al posto del comandante e sinceramente non lo so, nel mio lavoro ho delle responsabilità simili alle sue (anche se non riconociute economicamente), spero sempre di non dover affrontare problemi nel mio piccolo simili e ringrazio il Signore ogni giorno quando torno a casa e tutto è andato per il verso giusto.
    Per quanto riguarda le responsabilità ci sono alcune cose che forse la magistratura nel proseguo dell’inchiesta ci potrà chiarire, la prima è il ruolo dell’armatore o del responsabile della Costa con cui ha parlato il comandante dopo l’incidente, che si sono detti per adesso non lo sappiamo (meno male, dico io), la seconda è il ruolo di tutti gli altri ufficiali, la terza l’incoscienza delle persone,sono stato in crociera ed ho visto come i passeggeri (io per primo) affrontano le esercitazioni di evacuazione.
    Sono enormemente daccordo con P Delpra sull’onere che certi ruoli comportano, ma solo nella teoria, perchè la pratica lo sappiamo purtroppo non è così.
    Premetto che gli ultimi righi di questo post hanno un paragone non attinente e senza alcuna vena polemica (GIURO!) ma nella mia piccola città al comando della barca “università” e della barca “banca” sono state messe persone sbagliate per il posto sbagliato e non credo che subiranno lo stesso trattamento mediatico e giuridico (anche perchè non hanno ucciso nessuno,almeno ufficialmente) del comandante Schettino.
    buonanotte
    Paolo

  20. L’accanimento dà noia pure a me, così come le campagne di sdegno. Detto questo, è normale che di un fatto di cronaca così grande se ne parli e si notino le molteplici responsabilità del comandante e degli alti ufficiali. Sul fatto poi che i potenti difficilmente paghino per le loro mancanze, questa è la triste realtà. Così funziona il mondo da sempre. Anche a siena, ovviamente

  21. @paolone: soprattutto per le ultime parole che hai scritto meriteresti un monumento! Faccio solo una postilla: a Siena, proprio perchè tutto risponde ad una filiera ben precisa, da una parte ci sono le persone sbagliate ma dall’altra ci sono gli elettori….meditate….

  22. e agli elettori il sistema siena è andato benissimo, non prendiamoci in giro. opposizioni comprese

  23. @lucacicca: e infatti la cosa che ogni giorno desta in me amarezza mista ad ilarità è vedere sempre più persone che si svegliano da un apparente torpore e cominciano a stracciarsi le vesti….sepolcri imbiancati in salsa senese….

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