Richard Stallman e Steve Jobs

richard stallman

Richard Stallman, l’ideatore di GNU/Linux (solo ideatore, che se fosse stato per lui starebbero ancora a programmare stampanti Xerox) è il naturale controaltare di Steve Jobs.
Molti contrappongono il fondatore di Apple a Bill Gates, ma in realtà i due erano più vicini di quanto si pensi comunemente.
Il vero antagonista di Steve Jobs è proprio Richard Stallman, l’archetipo di ogni nerd del mondo, l’antitesi dell’ergonomia e dell’user friendly.
Basta visualizzare per un attimo il sito di Apple e quello personale di Stallman per avere una dimostrazione immediata della differenza tra i due.

Ieri Stallman ha scritto delle cose abbastanza idiote su Steve Jobs, di cui il succo è che tutti noi ci meritiamo la fine dell’influenza maligna di Jobs sull’informatica.

Stallman termina il suo commento augurandosi che i sucessori di Jobs siano meno efficaci di lui nel portare avanti la sua eredità.

Non oso immaginare un mondo nel quale Stallman avesse avuto l’efficacia di Steve Jobs.
Avremmo ancora i monitor a fosfori verdi.

Steve Jobs, the pioneer of the computer as a jail made cool, designed to sever fools from their freedom, has died.

As Chicago Mayor Harold Washington said of the corrupt former Mayor Daley, “I’m not glad he’s dead, but I’m glad he’s gone.” Nobody deserves to have to die – not Jobs, not Mr. Bill, not even people guilty of bigger evils than theirs. But we all deserve the end of Jobs’ malign influence on people’s computing.

Unfortunately, that influence continues despite his absence. We can only hope his successors, as they attempt to carry on his legacy, will be less effective.

Luca

Via | Luca Annunziata


43 thoughts on “Richard Stallman e Steve Jobs”

  1. @Simone Pucci: internet esiste grazie a tanta gente, che c’entra con quello che dicevo?

  2. Mi limito a ripetere qui ciò che ho affermato altrove…

    “Sebbene condivida la contrarietà di molti riguardo le strategie “totalitarie” di Apple/Jobs, trovo francamente triste il livore di costoro nei suoi confronti.

    Negare che sia stato un innovatore, un uomo che ha avvicinato alla tecnologia milioni di persone che altrimenti sarebbero rimasti dei “tecnolesi”, è ingeneroso.

    Credo addirittura che Android non sarebbe nato (almeno non così presto e non come è) senza iOS prima. E così il concetto di “tablet”, o la stessa interfaccia di Ubuntu netbook e di Windows 8.
    Per quanto mi riguarda, non sono legato a nessuna soluzione in particolare, sono un tipo curioso, uso la tecnologia per vivere e lavorare meglio. Ho avuto un iPhone e ora uso Android, domani chissà…

    Ero, sono e sarò sempre libero di usare ciò che voglio. La gente non la misuro con il telefono che hanno in tasca, ma da come lo usano”.

  3. Stallman ha avuto un’efficacia ben maggiore di quella di Jobs. Che non è quella di promuovere i fosfori verdi, ma la consapevolezza della pervasività e dell’importanza del software nella nostra vita. La platea non è quella degli Apple Store, ma quella più ristretta dei programmatori. Eppure senza Stallman non ci sarebbe Linux, né le tecnologie abilitanti al Web2, e Google, Facebook…tutti quelli su cui RMS sputa fiamme sono in realtà tutti sui figliocci…E pure la svolta unix di Apple ha affondato le mani nel vino del free software, rilasciando però ben poco.

    Ecco spiegato lo Stay Angry di Stallman.

    Quando parla di “cool jail” il riferimento è che – per lo Stallman pensiero – non sei tu a possedere un iPhone ma è il contrario. E’ la Apple che decide come tu puoi fruire di un bene acquistato. E’ bello, funziona e per molti va’ bene così. Ma non sei libero di usarlo come ti pare, di riprogrammarlo, di studiarlo.

    Nel mio quotidiano uso Linux e Android, ma non sono un pasdaran. Cerco di evitare il software proprietario, ma lavorando nel settore lo uso e ne ho anche scritto (ma ora fortunatamente il grosso dei miei contributi è floss). Stimavo Jobs – pur non amando particolarmente gli iCosi. E anche a me – a prima lettura – le parole sono sembrate pesanti. Poi però leggendo i commenti sul tema mi sono accorto che molti non sapevano neanche chi fosse Stallman, altri lo confondevano con Linux e l’URSS (ma perchè, Jobs era di destra?)

    L’effetto “malefico” è lo spacciare il Dress Different con il Think Different. Non è il design che importa a Stallman, ma il contributo alla conoscenza. E su questo – pur riconoscendo i meriti del Jobs imprenditore e massificatore della tecnologia (qui un mio post http://www.robertopolli.it/?p=393) – non possiamo non prendere seriamente le parole di RMS come il monito di un visionario vero. Che come tutti i visionari se ne sbatte di piacere a tutti.

  4. @PietroBlu: sono e restano tecnolesi. Se sali sul treno fai bene a dire che ti muovi. Puoi decidere in quale stazione salire e in quale scendere. Guidare è un’altra cosa.

  5. RMS ha fatto un grosso errore a commentare secondo me.
    E sono d’accordo anche con Pietro sui grossi meriti di Jobs senza cui anche Android non sarebbe arrivato così presto.
    Quello che e’ inspiegabile e’ il tuo livore nei confronti di Stallman, evidentemente non conosci bene la sua storia 😉

  6. Se non fosse stato per Jobs non avresti il web.
    B. Lee ha sviluppato il primo server web e l’idea d world wide web su una macchina nextstep.
    Stallman nega una delle libertà più grandi quella di pensare in maniera differente da lui.
    Lui e chi la pensa come lui è il bene, chi non la pensa come lui è il male.
    Basta vedere come si è scagliato contro Torvalds, Miguel de Icaza e altri.
    Libertà è per un utente (non uno sviluppatore un utente qualsiasi) comprare un elettrodomestico (perché oggi i pc sono elettrodomestici) e poterlo usare da subito semplicemente e in santa pace, da questo punto di vista Jobs ha fatto molto moltissimo per l’informatica.

  7. @Roberto Polli: conosco un po’ Stallman, ho letto “Codice libero”, so quali sono le sue battaglie. Non è un visionario, è un integralista. Senza Linus Torvalds, Stallman starebbe ancora programmando i driver delle Xerox. La sua visione del mondo è quella di un mondo che per fortuna non è mai esistito, in cui ad usare i computer sarebbero soltanto i programmatori.

  8. @Luca: visionario, integralista, certo è che non voleva fare l’impiegato di banca. Il concetto di copyleft virale ha rivoluzionato l’IT e la comunicazione. Pensa oltre il software. Pensa a Wikipedia e alle CreativeCommons. Se fosse stato un “tiepido” ci avrebbe regalato qualche giocattolo, ma – no doubt – lo preferisco così: ci ha dato la GPL.

    Non capisco quindi la tua frase sul programmatore di stampanti quindi…

    Sul carattere è vero, è uno spara-sentenze. Arrogante? Litigioso? Ma chi se ne frega: non sarà mai il nostro vicino di casa! Del resto non ha nessun brand da difendere, quindi può dire quello che vuole.

    Io la dico alla Emerson, “Every revolution is first a thought in one man’s mind”. Beh, quell’uomo era Stallman. Jobs, Gates e soci ci vendono il pesce (buono per carità). RMS ci ha insegnato a pescare.
    Per crescere però i pesci però tocca prenderli da soli.

  9. @polli: ho rigenerato alcune vecchie macchine con Ubuntu e le ho regalate ad alcuni parenti che avevano il terrore di accenderlo un computer. Ora comunicano con email, skype e riescono a fare ricerche su internet per conto loro. Sono tecnolesi secondo te? Secondo quanto dici, sembra tu abbia rapporti umani solo con chi scrive in codice macchina e davvero usa monitor a fosfori verdi.
    Qui stiamo parlando di rispetto per una persona che v aveva delle idee che hanno comunque rivoluzionato il mondo, esattamente come Stallman, Torvalds e Gates.
    Rispetto Polli, cosa della quale tu sembra sia privo.
    Tutto qua.

  10. Neanche sai distinguere tra il software (che Stallman propone che sia libero) e l’hardware (i monitor a fosfori verdi).

  11. @Pietro: Non so se sono “tecnolesi”, il termine è tuo. IMHO – qualunque sia lo stato iniziale di un tecnoleso – non è acquisendo un’oggetto che tale stato cambia.

    Siamo tutti handicappati in una certa misura: è il risultato delle varie rivoluzioni industriali che hanno portato alla specializzazione del lavoro. Diciamo allora che c’è una soglia ti handicap tecnologico che viene ritenuta critica: la soglia che *tu* definisci di tecnolesione 😉 e che applichi al mondo IT. Il tuo meccanico potrebbe tranquillamente rigirarti la frittata dicendo che si – sai benissimo usare il tuo iCoso ma se ti si ferma la macchina sei bello e che fottuto, mentre lui (il tecnoleso) se la cava in 5 minuti. Beh, come avrai capito questa digressione era la punizione per avermi dato dell’irrispettoso. Se non l’hai capito… si si, l’hai capito. Ho visto il tuo blog ed ho appurato che sei una persona intelligente 😉

    Torniamo alla soglia di tecnolesione: forse per me è un filo più alta della tua. Prevede un certo grado di indipendenza nell’utilizzo della tecnologia. Come forse sai tempo fa’ hanno craccato una Certification Authority. Chi non ha aggiornato il proprio PC dopo il crack, potrebbe vedersi scippato il numero di carta di credito.

    Se uso il mio device (Linux, M$, Apple, o quello che vuoi) per comprare online, ma non capisco l’importanza di questa notizia (o quella degli aggiornamenti) allora ho un problema (almeno secondo me, magari secondo te no, oppure potremmo chiedere al meccanico – per il quale siamo due coglioni che pagano in maniera elettronica mentre se usassimo i contanti ci risparmieremmo il 21% di IVA).

    Sul rispetto: la mia opinione su Jobs l’ho linkata nei commenti. Non mi sembra irrispettosa, anzi trascende anche le politiche industriali della Apple sulle quali Jobs credo avesse poca voce in capitolo. Nel caso ti riferissi a questo quindi, gradirei quindi delle scuse 😉 ma se non vuoi farle non ti preoccupare. Il tuo impegno per le energie rinnovabili fa si che io ti perdoni.

    Se invece ho mancato di rispetto a qualcun’altro, allora sono il primo disposto a scusarsi, e anzi, colgo l’occasione di farlo con Luca per questo post troooppo lungo.

  12. @Luca: credo che dire “… Senza Linus Torvalds, Stallman starebbe ancora programmando i driver delle Xerox …” sia ingeneroso e denoti scarsa conoscenza della storia. Stallman ha scritto GCC, ossia il compilatore per il linguaggio C, quindi senza il suo lavoro MacOS, forse, non avrebbe mai visto la luce e la Apple non avrebbe mai potuto stupire il mondo con i suoi aggeggi. Ci sono anche altre inesattezze, come quello che dici a proposito di TOrvalds, ma lasciamo stare.
    Il concetto espresso, in modo forse inopportuno da Stallman, è diverso: se usi un prodotto Apple sei tendenzialmente spinto a usarne altri e vedi limitata la tua libertà di scelta.
    Quanto al punto di vista tecnologico, iPod, iPhone, iMac e compagnia bella sono meravigliosi oggetti di design, status symbol perfetti, ma come dispositivi elettronici non è che siano questa gran cosa: il Samsung Galaxy II S, ad esempio, è più sottile, più leggero, più veloce, ha una fotocamera con maggior risoluzione eccetera eccetera del mitizzato iPhone 4. Puoi discutere sul fatto che l’interfaccia di uno sia meglio di quella dell’altro, ma scendiamo nel design e non nell’efficienza.
    Ho letto, nei commenti, anche una perla di rara bellezza di @Erikilrosso: dire che il merito dell’invenzione del web è di Jobs perché Berners Lee ha usato un server Next è come dire che il merito dell’invenzione del cinema è del proprietario del Gran Cafè del Boulevard des Capucines a Parigi e non dei fratelli Lumiere … suvvia, un po’ di buon senso 🙂
    Scusate il lungo intervento ma ho letto cose che voi umani nemmeno potete immaginare 🙂

  13. @Mario Govoni: “Il concetto espresso, in modo forse inopportuno da Stallman, è diverso: se usi un prodotto Apple sei tendenzialmente spinto a usarne altri e vedi limitata la tua libertà di scelta.”

    No, non è questo che intende. Lui è contrario, per principio, a qualsiasi software non libero.

    “Quanto al punto di vista tecnologico, iPod, iPhone, iMac e compagnia bella sono meravigliosi oggetti di design, status symbol perfetti, ma come dispositivi elettronici non è che siano questa gran cosa: il Samsung Galaxy II S, ad esempio, è più sottile, più leggero, più veloce, ha una fotocamera con maggior risoluzione eccetera eccetera del mitizzato iPhone 4.”

    Dici che non sono ‘sta gran cosa ma poi come esempio porti solo Samsung Galaxy S II vs iPhone4 – senza nemmeno tenere conto che il primo è molto più recente del secondo e senza nemmeno tenere conto che la mitizzazione dell’ iPhone è qualcosa di precedente all’iPhone 4, di cui non mi pare siano state spese solo belle parole. Perché, che so, non mi fai un paragone MacBook Pro vs VAIO?
    Così, pourparler.

  14. Trovo poco intelligente il post iniziale. Le due personalità sono talmente diverse che paragonarle é ingeneroso.
    Jobs era un uomo prodotto, un geniale inventore, Stallman é un visionario filosofo.

    Meglio paragonare Jobs e Gates..

  15. Stallman, per chiarire il personaggio a chi non lo conosce, è uno che durante una riunione si toglie scarpa e calzino, si stacca un callo e se lo mangia.

  16. Che stallman sia una persona profondamente disturbata paiono capirlo in pochi.
    I visionari poi sono altri.

  17. @Luca: Lo chiameremo allora RMCallman: sono certo che Ribbentrop non avrebbe mai fatto un cosa del genere.

    @Luca,Ginbe: non ritengo l’essere disturbati pregiudizievole verso i grandi contributi alla collettività.

    @Ginbe: vogliamo i nomi dei visionari!

  18. @Polli: qui ognuno espone le proprie opinioni, io non devo scusarmi con te e tu non devi punirmi né tantomeno perdonarmi nulla, non siamo mica in sagrestia.

    Giusto qualche puntualizzazione. Il termine tecnoleso l’ha coniato un mio caro amico, definendo la sua stessa paura per la tecnologia informatica. L’ho aiutato a non temerla più, non certo regalandogli un iphone ma insegnandogli i rudimenti della comunicazione via email, skype e a fare altre banali operazioni con il suo netbook animato da linux.

    Nessun insulto ad alcuno dunque.

    Usando gli stessi paradigmi, io potrei autodefinirmi un “meccanoleso” non potendo ripararmi la macchina da solo. Senza per questo offendermi.

    Vedi, Stallman (e da quanto ho capito anche tu) pretende che chi si occupa di informatica (anche solo come utente finale) debba necessariamente puntare alla totale autonomia dai sistemi e dalle soluzioni tecnologiche, fino ad aspirare alla totale autosufficienza.

    Non ti sembra un pò pretenzioso? E’ come se io mi aspettassi che il meccanico usi un cellulare Openmoko e lui di contro che io mi ripari la macchina da solo (e lui perderebbe il lavoro). Beninteso, a me piacerebbe molto saperne di più di meccanica, come di tante altre cose. Ma il mondo è fatto soprattutto da persone alle quali sta bene che esistano i meccanici per riparare le loro auto, o possano usare sistemi operativi facili da usare come Windows o Ubuntu (al di là della stabilità/sicurezza), o un iphone o un Samsung Galaxy S con android, telefoni di grande usabilità che peraltro oggi si possono ottenere in bundle con abbonamenti o piani ricaricabili senza fare prestiti alle poste. Certo i fessi che vogliono fare i fighi essendo i primi ad entrarne in possesso ci sono, ma quelli difficilmente li recuperi.

    Quando la tecnologia è abbordabile per tutti, dal punto di vista dell’usabilità e dell’economicità, allora il numero di tecnolesi diventa sempre più basso. Per me questo è progresso, e vi contribuiscono tutti coloro che sanno trasformare le proprie idee e intuizioni in realtà. Che sia Stallman, Jobs, o più modestamente Polli o Giandonato (che sarei io).

    Niente scuse, niente perdono. Solo buonsenso.

  19. @Pietro: dici “[tu] pretendi che chi si occupa di informatica debba […] aspirare alla totale autosufficienza.”

    No, mi accontento che chi inserisce il numero di carta di credito su un sito sappia accorgersi se ha qualcuno dietro a spiarlo.

    Ma forse chiedo troppo, sia nell’IT che nell’educazione.

    Alla prossima e Pace,
    R.

  20. Faccio un intervento pieno di ignoranza 🙂
    Io uso solo un Mac, ma uso anche diversi programmi free. Odio l’Iphone e tutti quei telefonini che fanno qualcosa di diverso che telefonare. Mando obsoleti mms che non tutti ricevono. Utilizzo un ipod delle dimensioni di un accendino che non ha manco una scritta ma mi fa sentire da Dio buona musica (per me ovviamente). Che ora è perduto in qualche anfratto di casa mia, visto che l’ultima volta era in mano ad un duenne che ci giocava urlando che era il suo treno. Chiaramente navigo in rete e sono una blogger.
    Premesso che sono tutto questo mix di contraddizioni, a me Jobs e Stallman non sembrano andare così tanto agli opposti. Entrambi hanno creato qualcosa non fruibile da tutti, vuoi per soldi o per difficoltà nell’usarlo. Non si occupano dell’utente medio, ma di nicchie. Entrambi hanno ragione e entrambi torto. Però non so cosa abbia detto Stallman perchè sono fusa per altri miei motivi personali e non ho voglia di passare 10 minuti a tradurmi il suo post.
    Poi le divergenze sono immense per carità. Però i post movimentati li adoro… Che ho detto? Nulla ma non ho neanche capito gran parte di quello che avete detto voi. 🙂

  21. Non credo esistano sulla terra due persone con una visione dell’informatica più diversa di Jobs e Stallman.

  22. @elena: ti quoto in pieno (peraltro, vedo che ai bimbi di due anni piacciono assai gli mp3, visto che il mio è stato preso da lui in ostaggio due anni fa e ogni tanto ricompare nel suo cestone dei giochi…)

  23. @elena: c’è un passaggio che non capisco. Dal fatturato di Apple non si direbbe che Jobs abbia creato qualcosa “di nicchia”. Forse all’inizio era così, ma di certo negli ultimi anni stiamo parlando del più importante fenomeno di diffusione di massa di apparecchi elettronici monomarca….

  24. Paolo Io commentavo il punto di vista informatico, non i vari ipod,ipad e iphone che considero giocattolini sfiziosi o come dice Luca fighi. Si parlava di software libero, aperto e gratuito contro i vari software, comprensivi di SO e macchine (mac book, imac… etc) che l’apple si fa pagare come oro colato (e che vale tutti i soldi spesi ma è una mia modesta opinione).
    I vari giocattolini in vendita, non rientrano nella mia stima di prodotto di nicchia anche perchè come hai appunto ben detto, si è assistita ad una diffusione di massa di questi. L’uomo medio 500 euro per un iphone li considera ben spesi. 2000 euro per un portatile no. Rifacendomi al post su jobs questa considerazione mi fa tristezza. migliaia di persone lo esaltano per aggeggi (mi si passi il termine) come l’iphone e non per le innovazioni e gli ottimi prodotti che ha realizzato in termini di approccio sull’interfaccia macchina-utente.

    Vabbè io l’ipad me lo comprerei lo confesso 😛

  25. Mah io non sono informaticamente contenta ne di quello ne di quell’altro: non sono una informatica ne programmatrice (quel poco che so fare lo ho imparato andando a sbirciare i blog nerd e rompendo le tasche agli amici) e non c’e` un sistema che mi soddisfi a pieno: ho usato linus/unix x anni (e ogni tanto lo uso anche ora) capendoci il giusto e imprecando spesso (fare un presentazione che sia leggibile da tutti i sistemi o far funzionare il wireless sono stati incubi). Da 2 anni son passata al mac che non mi permette di spippolare quanto vorrei, che diventa obsoleto dopo 6 mesi e se devo installare un programma che non abbia la benedetta application (di astronomici ce ne sono a pacchi), tocca imprecare tanto quanto prima.
    eh lo so, e` colpa mia che sono in un settore ne di nicchia ne di massa, uffa.

  26. Eleonora potresti istallare il windows nel mac, per ovviare alla mancanza di programmi compatibili, anche se mi vengono le bolle solo a pensarci. Tantissimi se per questo per motivi professionali non possono usare un mac. Sull’essere obsoleto dopo 6 mesi non sono daccordo. Ho lo stesso mac dal 2003 (quello prima mi andò a fuoco per onore di cronaca, sob maledetta batteria). Certo è che se ci lavorassi lo cambierei ogni 2-3 anni. Come un altro portatile del resto.

    Paolo.. ehm no.. non rientro in questo caso nella donna media, perchè rompo le scatole per spendere i famosi 2000 euri, odio l’iphone e utilizzo l’ipod base. Però l’ipad è un giocattolino così sfizioso che avendoli questi soldi li spenderei volentieri… Diciamo che ho una natica nel prodotto di nicchia e uno nel prodotto di massa 😛

  27. L’uso professionale del PC non rientra nei casi normali.
    L’iPhone si può avere o non avere, si può amare o non amare, resta il fatto che c’è un prima dell’iPhone ed un dopo. Quando nel 2007 fu messo in commercio, non soltanto non c’era niente di quel livello, ma non c’era nemmeno niente che gli assomigliasse.
    Questa è innovazione.
    I tablet hanno provato a lanciarli sul mercato almeno 5-6 anni fa (esisteva anche un Windows per Tablet), poi hanno lanciato l’iPad e si è aperto un nuovo mercato, anche per i competitors.

    Linux va benissimo su un server su cui fa manutenzione un sistemista, ma dopo 10 anni non sono riusciti ancora a fare una distribuzione che sia utilizzabile da una persona anche con buone conoscenze informatiche.

    Nel mezzo c’è il purgatorio di Windows, che con 250 € ti permette di comprare un PC da utilizzare in famiglia, ma che è molto lontano dall’user experience di un sistema operativo Apple.

    La roba bella non è per tutte le tasche, mi pare una cosa perfino inutile da dire.
    Entrate in una FIAT e poi entrate in un’AUDI.
    Sono due automobili, fanno più o meno le stesse cose, ma l’esperienza è totalmente diversa.

  28. Un saluto a tutti e soprattutto a te Luca, sono alcuni giorno che seguo questa discussione e finalmente ho deciso di dire la mia.
    Ho letto nei precedenti post di tutto e di più, ma molto poco di quanto ho letto è attinente con quanto scritto da Stallman, a partire dall’articolo iniziale.

    Mi pare il caso di spiegare un attimino chi è RMS e cosa ha fatto, dato che molti ne parlano senza nemmeno sapere chi sia e quale contributo abbia dato realmente al mondo dell’informatica.
    A differenza di quello che sostieni tu Luca, Stallman non è soltanto l’ideatore, che comunque non mi pare poco, del progetto GNU ma forse il principale sviluppatore, oltre ai già citati driver delle stampanti Xerox Stallaman ha scritto Emacs, GDB (GNU Debugger) e GCC il più versatile e potente cross compiler in grado di compilare sorgenti C (oggi anche Java, C++, Fortran e Ada ) per praticamente qualsiasi architettura HW.
    Dopo circa 3 anni RMS ha fondato la Free Software Foundation ed ha creato la GPL Genaral Public Licanse. Inoltre Stallman dall’85 ad oggi a ricevuto una ventina di riconoscimenti tra i quali la laurea ad Hnorem in ingegneria informatica all’università di Pavia il 24 settembre 2007, occasione in cui ho avuto l’onore di conoscerlo di persona.
    Sicuramente Stallman è un personaggio eclettico e singolare, ma è bene separare le impressioni personali dalla realtà dei fatti.
    Forse per capire quanto sia importante il contributo di quest’uomo all’informatica bisognerebbe conoscerla, troppi confondono l’informatica con il design o il marketing.
    Si può anche non condividere il pensiero di Stallman su Jobs ma forse prima è necessario capirlo, in realtà mi sembra che l’analisi della questione affrontata nel post iniziale sia decisamente superficiale e basata esclusivamente su impressioni puramente personali.

    Rimango a disposizione per precisazioni o chiarimenti

    Un saluto a tutti

  29. @Luca Triacchini: conosco piuttosto bene la storia di Stallman e le cose che ha fatto, pur non potendole valutare approfonditamente.
    Ho voluto solo rimarcare la distanza tra la visione di Jobs e quella di Stallman e che se fosse stato per il secondo, i computer sarebbero in grado di utilizzarli in pochi.
    So che è un guru e che i guru non si toccano.
    Avrei avuto reazioni simili se avessi parlato male di Jobs.

  30. Se dovesse interessarti sarei felice di poterti aiutare a capire e valutare approfonditamente (per quanto io possa essere all’altezza del compito) le cose fatte da Stallman.
    Per quanto riguarda la differenza tra la visione di Stallman e Jobs concordo, ma solo per una questione di forma più che di contenuto.
    La contrapposizione delle due posizioni non sta nel fatto che per Stallman l’informatica debba essere triste e grigia con monitor a fosfori verdi e stampanti ad aghi, interfacce testuali e programmi complessi da utilizzare, mentre per Jobs l’informatica debba inseguire il design, la semplicità e l’estetica uniti all’innovazione.
    Lo scontro non sta tra il vecchio, il difficile e il brutto da un lato ed il nuovo, il semplice e il bello dall’altro.
    Stallman non ha nulla contro il concetto di user friendly o il design ne tanto meno l’innovazione, per lui l’unica cosa importante è la libertà, un software così come un dispositivo HW che abbia un firmware o un software che lo gestisca deve essere totalmente controllabile dall’utente, il software deve essere libero l’utente deve poter modificalo a piacimento, la macchina deve fare quello che l’uomo richiede, non il contrario.
    Se apple avesse fatto come grandi aziende, ad esempio Sun che ha sviluppato il proprio pacchetto office open source permettendo così la nascita del progetto OpenOffice, Stallman non avrebbe avuto nulla da recriminare a Jobs.
    Stallam non ce l’ha con Jobs per quello che ha fatto, ma per come lo ha fatto, prova ad immaginarti se Stallman e Jobs avessero collaborato cosa sarebbero riusciti a produrre insieme.
    Non ho problemi ha riconoscere che entrambe le figure abbiano rivestito una grande importanza nel campo dello sviluppo delle tecnologie informatiche, anche se con meriti assai diversi, ma quando mi ritrovo a dover scegliere in quale delle due figure mi ritrovo di più, non posso che optare per chi ha deciso di render pubblico e totalmente fruibile il proprio lavoro incentivando altri a fare come lui senza nessun interesse economico, soltanto in nome della libertà, che è probabilmente la cosa più grande che si possa avere.

    Infine vorrei puntualizzare che non ho “reagito così” perché Stallman è il mio guru e guai a chi me lo tocca, per me non esistono guru ma soltanto uomini più o meno meritevoli della mia stima in funzione di quello che pensano e sopratutto di quello che fanno. Il problema non è parlare male o bene di qualcuno, ognuno è libero di esprimere la propria opinione, ma un opinione è un punto di vista su un fatto, non è il fatto stesso, esprimere il proprio punto di vista è legittimo, far passare il proprio punto di vista per un fatto è disonesto.

    Scusa per il post un po’ lungo e buona serata

  31. Diciamo che il vero visionario e’ Stallman, uno per cui soldi e quotazioni in borsa non sono il fondamento della vita, inizia a diventare una cosa rara nei “grandi” personaggi.

  32. @Luca: una curiosità, se come tu dici già eri al corrente di quanto ho scritto, perché hai impostato l’articolo in quel modo ?
    Se già sapevi che l’attacco di Stallam a Jobs era rivolto alle sue scelte di mantenere chiusi i sistemi e non alle sue idee innovative perché ti sei scagliato contro Stallman ? Ti sta forse antipatico ?

    Grazie e buon pomeriggio

  33. “Basta visualizzare per un attimo il sito di Apple e quello personale di Stallman per avere una dimostrazione immediata della differenza tra i due.”

    Non mi sembra un confronto che tenga:

    Il sito di Stallman e’ essenziale, punta sui contenuti e da poco spazio alla forma.
    Ance i contenuti non sono leggerei, e sono pagine che ti impegnano sia per leggerle che per capirle, ma alla fine l’impegno che metti ti migliora in qualcosa.

    Passiamo al sito Apple, troviamo tante belle figure, in cui puoi passare tanto tempo a coccolare la forma e l’eleganza, come tutte le forme di bellezza appaga lo spirito, ti coccola e ti vizia e nei vizi e’ facile scordarsi gli impegni.

Comments are closed.