L’appello di Luca Sofri a Renzi e Civati

Luca Sofri, che alla Leopolda non c’era, ma che è stato una delle menti di tutto quanto c’è stato prima di quell’evento avendo lanciato la famosa proposta per il PD che poi portò alla nascita dei Mille, oggi torna allo scoperto e dice cose di buonissimo senso sulla separazione tra Renzi e Civati.

La premessa è che Matteo Renzi e Pippo Civati hanno fatto un errore enorme a separare le loro strade. Non mi interessano le motivazioni di ciascuno di loro, di cui sono pure stato ampiamente edotto: se brucia la casa e tu hai l’idrante e lo butti non me ne frega niente di sapere perché non ti piaceva quell’idrante. La collaborazione tra Renzi e Civati era stata il primo salto di qualità con delle chances in anni di tentativi di sparigliamento sempre deboli e molto personalistici, anche quando le persone erano brave persone: per la prima volta un’unione faceva la forza di un progetto non legato a una persona sola. Buttare via quella cosa lì è stato molto sventato ed egoista, da parte di entrambi: era la priorità, perché metteva insieme due visioni, due storie, due elettorati, complementari e compatibili con i minimi sacrifici che si richiedono a chi abbia in testa il bene comune e una visione matura e lungimirante. Quello che sta circolando di quella rottura non fa invece che dare forza – devo dirlo – a chi cerca di attribuire tratti di immaturità a entrambi fregandosi le mani.

La proposta di Luca Sofri è chiara e c’è da augurarsi che Renzi e Civati la ascoltino.

Renzi e Civati si rialleano, per il bene di tutti quanti: se non lo fanno sarà a entrambi imperdonabile, alla luce di quello che sarebbe potuto essere quando invece non lo sarà. Se lo fanno dimostrano una sensibile distanza dal meccanismo D’Alema-Veltroni, e dimostrano di capire cosa importa ai loro elettori potenziali. Poi chiamano Alessandro Profumo, che ieri ha annunciato voglie di partecipare, e si fanno dare una mano. E chiamano altri aiuti, che nel momento in cui la prospettiva di un cambiamento vero appaia minimamente realistica ci saranno. Ci sono.

A quel punto il tandem Renzi-Civati spariglierà alle primarie.

Renzi toglie il condizionale di oggi e annuncia subito la sua candidatura alle primarie, ormai è inutile continuare a fare finta che possa succedere qualcos’altro. Civati gli fa da vice e complice, con precisi e leali accordi politici e su ogni parola detta, come fu tra Veltroni e Franceschini: entrambi sono gran battutisti, ma sui contenuti devono smettere di divergere. Lo scenario cambia radicalmente, e le primarie che si faranno diventano una battaglia politica serissima e che esprime posizioni nette e alternative. E si spariglia questo paese, se gli serve sparigliamento come credo. Oppure gli serve uno più bravo e serio a mandare avanti la stessa carretta, e può darsi, e allora si vada con Bersani. Ma ne conquisti il diritto alle primarie, contro Vendola, Renzi, Di Pietro e pure contro Civati, che allora rappresenterebbe un’altra cosa ancora. Tiepidi sviluppi seguiranno, in grado di scaldarci per dei momentini. Sarà meglio di oggi. Io però la cosa giusta da fare ve l’ho detta.

Ed io la sottoscrivo.

Luca