La lucidità del leader

Durante l’intervista fatta da Zoro a D’alema e di cui vi ho parlato qualche giorno fa, c’è stato un passaggio sui diritti civili degli omosessuali.
L’altro giorno, mentre mi ascoltavo il podcast, per poco non cado dalla bicicletta.
Perché D’Alema ha risposto in modo molto confuso ed impreciso.
E questa cosa non è da lui.

Ha mischiato il matrimonio civile con il sacaramento, ha parlato di cose che sarebbero scritte nella costituzione e non ci sono (tipo che il matrimonio è finalizzato alla procreazione). Ha detto poi che nessuna associazione gay si sogna di chiedere il matrimonio omosessuale.
Anche Zoro ci ha messo del suo, inserendo nel dibattito la richiesta dei cattolici gay di sposarsi in chiesa, e questa è una cosa che non spetta alla politica decidere.

Insomma, comunque la si pensi, D’Alema ha detto delle imprecisioni.
In alcuni momenti è apparso perfino confuso.

La rettifica di D’Alema è significativa, perché non è facile che lui ammetta di sbagliare.

Chiedo scusa se ci sono stati riferimenti rozzi al dettato costituzionale e se ho creato un equivoco: non ho mai inteso dire che la Carta proibisce il matrimonio gay, cosa che per altro non urta in nulla la mia sensibilità. Il Pd sta elaborando una proposta per allargare i loro diritti e non è corretto che io dall’esterno li bombardi mentre discutono. Siamo l’unico partito italiano che lo fa. E siamo un partito complesso.

Se la vecchia classe politica al potere perde anche la lucidità, allora stiamo freschi.
Se la buona politica è un auspicio ed un desiderio, la lucidità deve essere obbligatoria.

Luca

One thought on “La lucidità del leader”

  1. Forse la procreazione no (anche se la giurisprudenza l’ha sempre considerata tra le “cause” del matrimonio), ma che i Costituenti avessero in mente solo l’unione tra un uomo e una donna quando hanno parlato di “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, non ci sono dubbi.

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