Ceffoni ai figli

Ora, i figli a volte i ceffoni se li meriterebbero anche.
Io, tu, tutti ce li siamo meritati.
Il punto non è quello.
Il punto è che i ceffoni sono la negazione di quello che un genitore tenta di insegnare ai figli.
Provo a dimostrarti che nella vita è bene rispettare gli altri, il tuo fratello, i tuoi genitori, i tuoi amici, pure il cagnolino.
Poi se mi fa arrabbiare, però IO posso picchiarti.
È evidente che c’è qualcosa che non torna.
Aldilà della violenza.

L’altro giorno, mentre aspettavo l’autobus a Porta Romana, davanti al Bar Petrarca, arriva un tamarro con una golf.
Parcheggia in divieto di sosta davanti al negozio della Vodafone.
In auto ci sono la moglie ed il bimbo, età 4 anni forse, che se ne sta seduto dietro, senza cinture, nonostante ci sia anche un seggiolino da bambini accanto a lui.
La moglie scende, per poco non viene travolta da uno scooter e cerca di far scendere il bimbo che, non si sa perché, si rifiuta.
Dopo una breve trattativa, il bimbo viene trascinato fuori dalla madre.
Il padre scende, controlla la sua macchina tamarra e, mentre si appresta ad entrare nel negozio della Vodafone per comprare probabilmente un tamarrissimo smartphone, assesta due manate sulla nuca del bimbo.
Così, tanto per ricordargli chi è che comanda.

Ecco, quando il giorno dopo ho letto che avevano arrestato in Svezia un signore italiano che aveva schiaffeggiato il figlio per la strada, ho pensato che fosse il signore tamarro con la golf e sono stato contento.

Luca

20 thoughts on “Ceffoni ai figli”

  1. esprimi in pieno la mia opinione. Io devo dire un periodo ho provato anche quello, sculaccioni e qualche schiaffo quando mi mordeva ma un giorno ho deciso di smettere perchè non è coerente. E tuo figlio che ti risponde: non si picchia! Beh ha perfettamente ragione. Inutile poi dirgli che i genitori possono farlo perchè si è comportato male etc etc.
    Insomma a me cmq fa pensare che se schiaffeggio un adulto è aggressione, se schiaffeggio mio figlio di 3 anni è una punizione lecita. La legislatura in questo caso non tutela la parte più debole.

  2. @elena: sei certa che il bimbo di tre anni sia la parte più debole?… (ovviamente si scherza)…

  3. mah, secondo me è una di quelle materie in cui inculcare una cultura con la galera non serve. Uno sculaccione ogni tanto ci vuole, riempire il figliolo di sculaccioni tutti i giorni, no. Ma la legge vede solo il bianco o il nero e questo secondo me non va bene.

  4. perfettamente daccordo con paolo…io qualche sculaccione l’ho preso e quando ero già più di un metro e novanta mammina mi dava gli scapellotti quando ero seduto a tavola per cose fatte anche ore prima!!!
    E per babbo invece bastava la minaccia…poi vi dirò tra 5 mesi circa cosa si prova “dall’altra parte della barricata”

  5. Per un bambino essere picchiato in mezzo alla strada è veramente un’umiliazione. Le zampe, per me, le usano gli animali, non gli esseri umani.
    Uno sculaccione in casa, magari di fronte ad un pericolo, può pure andare, ma per la strada no.
    I capricci si spengono in altro modo. Provare per credere. Si può essere buoni genitori anche se si è monchi, ma se si è maneschi non so…

  6. Mi trovo più con Paolo e Bobbe. C’è il tempo dello scapelloto(non di più) ed il tempo di altro. Il primo in alcuni casi credo che serva. Se è raro, nel vero senzo della parola, è illuminante. Deve scuotere, non impaurire o minacciare, ma, ribadisco, molto, molto, molto, molto raro, non in pubblico e per giusti motivi. Un semplice capriccio lo si ignora(o lo sidovrebbe ignorare).
    C’è il tempo poi della ragione, cioè quando chi educhi deve essere risvegliato dai concetti.
    Così la penso io.

  7. Giusto per chiarirmi meglio con il folto pubblico del http://www.lucacicca.it, i miei figli preferisco baciarli e abbracciarli. Sono però un noto brontolone-cacerone. E’ quello che mi frega: can che abbaia…

  8. totalmente in sintonia con i due commenti di Marco Cicca (anche sul fatto che sono brontolone-cacerone, ahimè)…
    Condivido, però, di Silvia la precisazione: i rimbrotti il meno possibile in presenza di estranei (per questo ebbi la suocera che mi disse “chissà che fai nell’altra stanza a tuo figlio”, il chè le costò quasi l’uscita senza ritorno dalla porta di casa…)

  9. avete mai visto SOS tata? a me pare illuminante su alcuni aspetti per lo meno.
    tipo, cosa avrebbe fatto SOS tata col bimbo (4 anni circa) che l’altra sera al ristorante ha preso il piatto che aveva sotto e lo ha scaraventato in terra provocando schegge che sono finite pure nel piatto della signora del tavolo vicino?

  10. @bobbe: solo una battuta caro! il mondo non è pronto a te che passi “dall’altra parte della barricata”…

  11. @dema: fosse solo il mondo!!! a volte ci faccio mente locale e capisco cosa succede, e allora sono dolori!!! 🙂

  12. bobbe complimenti! E sicuramente non sarai mai pronto. Io non lo sono, neanche ora che franci ha quasi 3 anni.

    dire: uno sculaccione ogni tanto ci sta, ma basta che non sia frequente e non sia in presenza di altre persone. Beh a me sa un pochino strano.
    Ti preoccupi dell’umiliazione del bambino (e voglio pensare bene che il problema sia questo e non apparire un genitore violento), ma non di quello che prova nel raro sculaccione dato dalla persona che gli sta più a cuore al mondo?

    Eleonora non lo so che avrebbe fatto SOS tata, che personalmente detesto dal giorno in cui disse a una madre che allattare a 11 mesi era quasi patologico. Però da genitore avrei preso il bambino, e me ne sarei andata a casa. Lo sculaccione ad un bambino che a 4 anni scaraventa un piatto a terra mi sa che gli fa poco. Magari la madre o il padre si dovrebbero chiedere perchè fai così. E forse è una mera richiesta di attenzione. E forse paradossalmente se invece di 1 secondo per lo sculaccione perdessero 1 ora a giocare con lui.. Ma sono solo ipotesi non conoscendo il piccolo in questione e manco i genitori.
    E ovvio che cmq tra il dire e il fare c’e’ di mezzo il mare e il primo istinto è scaraventarlo nel muro per farlo diventare un quadro. Il secondo è lo sculaccione. Ma come atto di rabbia del genitore, non come convinzione che serva a qualcosa. Ripeto li ho dati, e ogni volta lui non ha capito nulla e io mi sono sentita una merda. E siccome quando sono arrabbiata con Paolo non è che gli mollo un ceffone, non voglio nemmeno farlo con il piccolino. Va da se che sto allevando un criminale, con manie compulsive, che va in giro con guanti di lattice e avvisa tutti che se fanno alcune cose pericolose “esce molto.. troppo sangue”…quindi non faccio testo.

  13. @Elena: Quando scrivi, “dire: uno sculaccione ogni tanto ci sta, ma basta che non sia frequente e non sia in presenza di altre persone. Beh a me sa un pochino strano.
    Ti preoccupi dell’umiliazione del bambino (e voglio pensare bene che il problema sia questo e non apparire un genitore violento), ma non di quello che prova nel raro sculaccione dato dalla persona che gli sta più a cuore al mondo?”, se ti riferisci al mio post, hai molto travisato il concetto. Probabilmente perchè l’ho esposto male.

    Comunque sia, un abbraccio a tutti i genitori, presenti e futuri e W i bambini.

    Scusate, ora vado a pulirmi le nocche dal sangue. Ho appena finito di schiaffeggiare i miei figli…. 🙂

  14. Mi dispiace ma io ho ricevuto una educazione basata su ceffoni e scappelloti e cintate. Ma me le sono meritate tutte. E oggi posso ammetterlo. Sono venuto su bene, inquadrato, disciplinato, corretto, con il timore reverenziale per mio padre e mia madre.
    Purtroppo noto i risultati dell’educazione di oggi. Ragazzi che fanno quello che vogliono. Che non sanno cosa sia la disciplina e il rispetto per gli altri.

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