Intanto in Somalia si muore. Senza biotestamento

Intanto, mentre noi ci scervelliamo con i nostri biotestamenti ed i nostri sondini, in Somalia si schianta di fame.

Siccità somalia
An infant being treated for severe malnutrition rests in a sling at his mother's side at a hospital operated by the International Rescue Committee, in Hagadera Camp outside Dadaab, Kenya, Saturday, July 9, 2011. Rebecca Blackwell / AP

Intanto, mentre noi ci scervelliamo con i nostri biotestamenti ed i nostri sondini, in Somalia si schianta di fame.
Nel corno d’africa negli ultimi due anni c’è stata una gravissima siccità.
E quando la siccità colpisce la zona più povera del pianeta, per altro anche tartassata da guerre e scontri fratricidi, allora il risultato è devastante.

Sono solo due milioni di bambini malnutriti.
Moriranno senza biotestamento.

Il valore della vita umana cresce al crescere della latitudine.
Non è una novità, però fa sempre un po’ rabbia prenderne atto.

E’ così e basta.
Guardatevi le altre foto poi andatevi a leggere le discussioni di questi giorni sul biotestamento e vergognatevi.
Perché non ci può essere nient’altro che la vergogna.

La mia convinzione è che la bioetica sia una questione per occupare la morale dei ricchi.
Ma ovviamente mi sbaglio.

Luca

Foto | The Frame

11 thoughts on “Intanto in Somalia si muore. Senza biotestamento”

  1. Tanto per rimarcare la pochezza dei nostri media, ieri l’Osservatore romano non metteva un titolone di 5 colonne su un presunto “successo” sulle DAT, ma bensì proprio su questa tragedia.

  2. Si, la notizia l’ho ricavata da un twitter di radio vaticana. Guarda che i cattolici sono peggio dei preti. Per non parlare dei politici cattolici.

  3. Comunque, secondo me sbagli bersaglio. Di bioetica alla fine ne parlano quei 4 o 5 fanatici come me o Veronesi e la gente dopo 5 minuti si stufa. Il vero disastro non e’ testamento biologico, ma quelle altre 4 o 5 persone che in questi giorni stanno giocando a risiko con i debiti pubblici degli stati occidentali che dal canto loro non si rassegnano a dover rinunciare ai loro ozi, sprechi e privilegi. E’ questo che stride con le tragedie tipo somalia, non la questione sondino si sondino no.

  4. No, in questo caso gli speculatori non c’entrano.
    Fa un po’ vergogna che noi teniamo occupati i parlamenti e le menti a progettare nuovi metodi per tenere in vita, perfino contro la loro volontà, persone che sono destinate a morire, quando altrove ci sono bambini stesi in terra e coperti di mosche.
    La mia non è una provocazione, ma vorrebbe essere una domanda seria.
    Carissimi amici impallinati della bioetica, siete sicuri di non aver sbagliato bersaglio?
    Andreste a parlare di dignità dell’embrione di fronte ad un bambino coperto di mosche?

    Sono riflessioni che vengono fuori così, quando magari senti parlare Quagliarello o la Roccella.

  5. @luca: ognuno è giusto che faccia il suo mestiere. E’ come se ti chiedessi se è giusto che tu stai lì a parlare di socialcosi o a escogitare nuovi modi per attrarre visitatori su un sito Internet (faccio per dire) mentre in Somalia ecc. ecc. Perchè non applichi il tuo tempo e la tua mente a escogitare nuovi modi per aiutare quella gente lì? Allora se vogliamo che il discorso della Somalia venga posto al centro della nostra attenzione, allora tutti, non solo la Roccella, smettiamo di fare quello che siamo chiamati a fare quotidianamente e facciamo qualcosa di concreto per la Somalia, senza demagogie magari.
    Semmai, dico, il problema è che mentre quei poveretti muoiono per la mancanza di cose che qui da noi buttiamo nella spazzatura con naturalezza, ci sono (ad esempio) alcuni senatori repubblicani che per mero egoismo rischiano di mandare a gambe all’aria tutto il mondo perchè non permettono a Obama di rendere gratuita la sanità per i poveri e gli anziani pescando dalle tasche dei ricchi.
    Su una cosa sono d’accordo: la cosiddetta bioetica è cosa da ricchi. Diagnosi prenatale, fecondazione arificiale, pillola del giorno dopo, eutanasia, ecc. Secondo te in Somalia se ne preoccupa qualcuno? Però non è colpa della Roccella se qui se ne parla, ma semmai di qualcuno che di questi temi ne fa addirittura una battaglia per la libertà, manco fossero diritti umani fondamentali.

  6. Io parlo di tempo che la politica dei paesi ricchi dedica a queste tematiche.
    In parlamento si parla di più della crisi umanitaria in Somalia o di testamento biologico?
    E’ una riflessione che nasce da un confronto, come quando in un giornale vedi la foto di un bambino morto di fame accanto alla pubblicità della Prenatal.
    Di sicuro io non faccio niente per i bambini coperti di mosche, su questo hai ragione.
    Ma un embrione italiano ha molti più diritti di un bambino somalo, su questo mi devi dar ragione.

  7. In parlamento ogni cosa di cui si parla occupa enormemente più tempo della Somalia: la vicenda Papa, la manovra, le province, l’università, i peli del naso di Scilipoti, tutto!
    Sull’embrione non sono assolutamente d’accordo con te, però. Non esiste essere umano più indifeso di lui, dico sul serio. Anzi, molti dicono che non sia nemmeno un essere umano, per cui….

  8. Mi pare una difesa a prescindere. Non ci rompete i coglioni, che noi già siamo bravi e buoni. Che va anche bene, per carità. Ma non sposta niente di quello che dicevo io.

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