Dover fare sempre battute. E sempre uguali

La riflessione mi è venuta partecipando ad una discussione su FriendFeed.
Una battuta sulla morte di Amy Winehouse, con richiamo alla Norvegia ed alla cantonata presa dai giornali berlusconiani sull’orgine della strage.
La battuta fatta da Alessandro Bonino, uno dei curatori di Spinoza.

A me non dà noia la satira feroce, anche quella fatta sui morti.
O meglio, a volte mi può anche dar noia, ma non me ne curo, è un problema mio.

Quello che è insopportabile è l’immancabilità di questa satira.
Che è sempre uguale a sé stessa.

Il vip non fa in tempo a morire che già ti immagini quelle che saranno le battute.
Perché sono le stesse battute fatte per il penultimo vip morto.

Finché le faceva Cuore venti anni fa, e le faceva una volta alla settimana, era un conto.
Ridevamo tutti di gusto.
Ora, che la stessa battuta la fanno in cinquanta in un’ora e te la rimbalzano decine di volte nei socialcosi, insomma, grazie, ma anche basta così.

Luca