Io non firmo

Parte la raccolta di firme per il referendum per cancellare la le legge elettorale “porcellum” di Calderoli

Carissimi Claudio Abbado, Salvatore Accardo, Umberto Ambrosoli, Alberto Asor Rosa, Corrado Augias, Gae Aulenti, Andrea Carandini, Luigi Brioschi, Tullio De Mauro, Umberto Eco, Carlo Feltrinelli, Inge Feltrinelli, Ernesto Ferrero. Vittorio Gregotti, Carlo Federico Grosso, Rosetta Loy, Dacia Maraini, Renzo Piano, Mario Pirani, Maurizio Pollini, Giovanni Sartori, Corrado Stajano, Massimo Teodori, Giovanni Valentini, Paolo Mauri, Gustavo Visentini, Innocenzo Cipolletta, Domenico Fisichella, Stefano Mauri, Benedetta Tobagi, Franco Cardini, Luciano Canfora, Irene Bignardi e Margherita Hack,
vi prego, la legge elettorale è una cosa che non si può fare a colpi di referendum.

È una materia complessa, che va affrontata considerando gli equilibri politici del momento e cercando di prevedere come saranno domani.

Ora siamo tutti gasati per il quorum raggiunto con gli ultimi referendum, ma se torniamo a far votare la gente su tutto, finisce che il quorum tornerà ad essere un miraggio irraggiungibile.

Siamo una democrazia rappresentativa, lasciamo che i nostri rappresentanti in parlamento legiferino.

Cerchiamo di fare ognuno il proprio lavoro.
L’Italia la miglioriamo giorno dopo giorno, con il nostro impegno, ognuno nel suo campo di attività.
Non la miglioriamo cercando di fare il lavoro degli altri.
Non è affatto detto che riusciamo a farlo meglio.

Luca

4 thoughts on “Io non firmo”

  1. Caro Luca,
    mi sembra una visione abbastanza pregiudiziale. Il tuo pregiudizio è comprensibile, per carità. Però bisognerebbe prima analizzare la legge elettorale che verrà fuori e poi, semmai, trarre giudizi nel merito. Dopo uno studio attento (che ho già intrapreso), potrei consigliare anch’io ai promotori di lasciar perdere. Dopo, però. In caso contrario, il referendum potrebbe essere un ottimo strumento per sollecitare il parlamento a legiferare in materia, dato che altrimenti si voterebbe con il sistema elettorale che verrebbe fuori dopo le consultazioni.
    Saluti
    Pietro

  2. La mia presa di posizione è sicuramente pregiudiziale.
    I referendum si dovrebbero fare per cose assolutamente eccezionali, poco meno importanti di monarchia/repubblica.
    La legge elettorale è una questione tecnica che sarebbe bene fosse affrontata da tecnici.
    Ciao

  3. Figurati, essendo un “tecnico” ne sarei felice.
    Nota però che anche la legge con cui si vota al momento è stata prodotta in Parlamento, da tecnici.

  4. La legge elettorale una questione tecnica? Ma non diciamo sciocchezze: nulla è più politico di una legge elettorale. A seconda delle legge che si adotta si manifesta un’idea piuttosto che un’altra della democrazia, della società e del sistema. Scegliere tra proporzionale puro e maggioritario uninominale a turno unico è una questione tecnica? Oppure fare eleggere i candidati dai cittadini o farli nominare dai capi-partito è un tecnicismo? Forse un corso accelerato di politica non guasterebbe: si eviterebbe di apparire ingenui.

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