Insofferenze del Martedì mattina

Non può essere che ieri l’Italia fosse un paese di servi rincoglioniti ed oggi sia diventato un paese di cui essere orgogliosi.

Cerchiamo di essere un pochino più seri.

Luca

9 thoughts on “Insofferenze del Martedì mattina”

  1. guarda ho provato la tua stessa insofferenza.
    Amici che scrivono su faccialibro “da oggi torno a sentirmi un po’ italiano”…. … no comment.

  2. La vita è fatta anche di episodi. Ci sono quelli che ti fanno vedere tutio nero e quelli che invece ti rendono orgoglioso.
    Sicuramente oggi l’Italia è la stessa di sabato. Ma porprio per il risultato referendario, forse era ed è meno peggio di quel che si pensasse.
    Si conferma anche l’idea di molti, me compreso, che all’Italiani manchi una reale alternativa e che tanti votino il “meno peggio” e per affezione.
    Almeno credo…

  3. signore e signori è solo lo sport nazionale: il salto sul carro del vincitore! 🙂

  4. @dema: non è quello quanto piuttosto la sindrome da ombelico del mondo, vale a dire che se le cose non vanno come dico io, allora gli altri sono tutti scemi, se invece vanno come dico io, allora siamo tutti molto ganzi….

  5. Comunque, se escludessimo quelli che ieri dicevano che sono tutti servi rincoglioniti e quelli che oggi dicono che siamo un grande paese, forse resterebbe la parte migliore degli italiani.

  6. @lucacicca: il che (ad un anziano come me…) fa venire in mente un vecchio sketch di Gino Bramieri che si domandava cosa fosse realmente la Comunità Europea e a forza di esclusioni arrivava alla conclusione che la Comunità Europea … era lui!

  7. @P Delprà: invece è moralmente ed eticamente un salto sul carro dei vincitori, perché assieme ad almeno parte dell’Italia che prima consideravano indegna tanto da non sentirsi italiani, si sono uniti insieme in una vittoria elettorale e insieme saliti sul metaforico carro

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