Del Berlusconismo

Dopo le sbornie post elettorali, se vi piace la politica, ed avete voglia di capire come si potrebbe uscire dal berlusconimo (e dal suo contrario), vi consiglio di leggere lo scambio epistolare che c’è stato tra Giuliano Ferrara, Luca Sofri e Christian Rocca.

Cito qui un passaggio di Luca Sofri.
E non è colpa mia se dice molto spesso cose che condivido.

Ecco che quindi la chiarezza di ricostruzione delle cose che chiedi ha bisogno innanzitutto di una cosa: che voi, persone che sono intelligenti e conoscono l’Italia, persone che furono di sinistra o comunque non di destra, persone che spesso sono come te mie amiche, spieghino per prime le ragioni di quella “indulgenza” e ne ammettano l’errore. Non per nessun autodafé – e ci mancherebbe – ma perché se si capiscono i meccanismi e si condividono le letture si arriva al risultato che chiedi, altrimenti no. E la mia lettura è quella che segue.
Io credo che molti di voi – persone garantiste e democratiche – siano rimasti molto scottati dagli eccessi di una parte della sinistra che eravate abituati a frequentare, che trasformò le simpatie per i comunismi in simpatie per i giustizialismi, e nascose le contraddizioni e il fallimento di tutto questo sotto una coltre di ipocrisie e presunzioni. Credo che in quella parte di sinistra stessero uomini allora potenti e anche uomini che vi erano vicini, familiari, a volte amici, e questi due elementi – alla pari – vi abbiano reso inevitabile un desiderio di sconfiggerli. Perché pensavate avessero torto e perché davate loro credito e statura intellettuale. Ancora oggi tu nomini le stesse persone, persone anziane inevitabilmente estranee al tempo presente e al futuro, alla comprensione del mondo, aiutate invece nella loro comprensione dell’Italia dal fatto che l’Italia è invecchiata con loro, immobile. Per fermare l’egemonia di quel pensiero (o di quei pensieri, che voi avete deciso di definire “la sinistra”), io credo, avreste potuto tentare di combatterlo da dove vi trovavate, provando a evitare che la sinistra ne divenisse ostaggio. Invece avete deciso di darla per perduta, di non farvi voi stessi portavoce delle vostre idee e di trovare un’altra squadra con cui giocare una partita nuova, e quella squadra lì la costruì Berlusconi.

Questo paese ha bisogno di ripartire.
E per farlo dobbiamo andare oltre Berlusconi.
Senza rivendicazioni infinite, ma anche con una necessaria assunzione di responsabilità.

Luca

3 thoughts on “Del Berlusconismo”

  1. leggerti di questi tempi è per me motivo di speranza. se una persona che ha una formazione politico – culturale evidentemente differente dalla mia fa analisi che condivido, e indica percorsi intelligenti (che condivido in parte, ovviamente su binari che andranno probabilmente a biforcarsi), davvero si può sperare che qualcosa cambi.
    e dico poco…
    grazie

  2. Ho letto i post di tutti e 3 e sono mooolto piu` vicina a Sofri che non a Rocca o Ferrara, e per un motivo molto semplice, ancora piu` semplice dell’analisi sugli indulgenti: io non ho vissuto certi periodi, per lo meno non nel senso politico e storico…. io ho cominciato a seguire la politica attorno ai 14 anni per l’appunto per la discesa in campo dell’attuale pres del cons. e da allora gli ho visto solo fare mer..te, lo ho visto lavorare solo per se e non per il paese e vorrei che se ne andasse. Non me ne frega nemmeno che sia processato, condannato o meno, per me potrebbe tranquillamente “fuggire” ad Hammamet, Antigua o dove gli pare, purche` la smetta di far danno qua. Fatto questo, andiamo avanti, le analisi del perche` e del percome lasciamole pure agli storici… senno`, caro il mio Rocca, e` come dire che tutto sommato il fascismo un’era male perche` Mussolini ha bonificato la maremma e messo l’INPS…

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