E poi basta

Christian Rocca ha scritto quello che avrei voluto scrivere io sul viaggio delle spoglie di Vittorio Arrigoni.

Poi dovremo ragionare sui pacifismi, sul diverso modo di intendere la pace, sulla confusione che si fa tra pacifismo e non-violenza, ma non è questo il momento.

Christian Rocca ha scritto quello che avrei voluto scrivere io sul viaggio delle spoglie di Vittorio Arrigoni.

Non ho scritto una riga su Vittorio Arrigoni, il militante italiano pro-Hamas ucciso a Gaza. Tantomeno su sua madre Egidia Beretta, sindaco di sinistra di Bulciago. Di fronte alla morte la cosa migliore è stare zitti. Egidia Beretta, come i genitori di Carlo Giuliani e di tutti quelli che hanno perso un figlio, per me può dire tutto quello che vuole e tutto quello che dice è comunque giustificato dal dolore per la scomparsa del figlio.
Mi permetto soltanto di far notare una cosa, visto che Egidia Beretta è anche un rappresentante politico. Egidia Beretta non vuole che il cadavere di suo figlio, ucciso da due miliziani di Hamas, passi per Israele: «Gli israeliani non lo hanno mai avuto in simpatia, lo hanno sempre considerato un soggetto pericoloso e lo avevano anche arrestato e malmenato – ha detto al Corriere oggi – Chi non l’ha mai voluto mio figlio da vivo, non l’avrà neanche da morto».
Sarà anche vero che gli israeliani non hanno mai voluto Arrigoni da vivo. Ma prima o poi Egidia Beretta si dovrà rendere conto che quegli altri l’hanno voluto morto.

Poi dovremo ragionare sui pacifismi, sul diverso modo di intendere la pace, sulla confusione che si fa tra pacifismo e non-violenza, ma non è questo il momento.

Luca

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