3 thoughts on “Mettere a posto i numeri”

  1. Non intendo essere polemica ma credo che in una situazione del genere non sia così importante se i morti per il nucleare saranno più di quelli del terremoto. Rimangono numeri umanamente assurdi, comunque.
    Propongo una moratoria: smettiamo di parlare di nucleare, via, che non è il momento.
    Noi, comunque, siamo italiani e non giapponesi e, come ha detto Crozza, saremmo capaci di costruire le centrali in eternit… così, per dire, per riconoscere in modo responsabile i propri limiti.

  2. Era per rimarcare che stiamo molto a preoccuparci dei possibili effetti delle radiazioni, mentre tutto intorno c’è la distruzione.
    Sul fatto che non siamo capaci a far nulla può anche essere vero, ma se accettiamo questo ragionamento perché continuiamo a vivere in questo paese? E perché ci fidiamo delle altre centrali? Va beh. In un paese in cui sul nucleare accettiamo i sermoni di Celentano e di Grillo…

  3. Io non accetto i sermoni di nessuno. Continuiamo a vivere qui forse perché non siamo spendibili all’estero, proprio perché italiani, o forse perché pensiamo di poter dare un piccolo contributo al nostro paese. Che, però, è come è, e nascondercelo è inutile. Proviamo a tirarci su e a superare i nostri limiti, però magari non partiamo dal nucleare perché mi sembra una partenza difficile.

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