Certe ali nere di certe macchine per la guerra

Nonostante io sia con nessun entusiasmo favorevole all’intervento in Libia, continuo a detestare le ali nere degli aerei da guerra ed il loro insopportabile fragore.
Perfino le frecce tricolori o stronzate del genere.

Così, quando si tornano a vedere gli aerei da guerra decollare dalle nostre basi, il mio pensiero torna sempre ad una delle più belle canzoni di Fossati.
Sigonella, appunto.

Mi piacciono tanto gli aeroplani quando alzano il muso da terra
Non mi hanno mai fatto paura.
Solo certe ali nere di certe macchine per la guerra
Mi fanno chiudere ancora gli occhi e ancora il cuore.
Senti cosa ti scrivo amore, che non c’è profumo di melograno
E non c’è arancio che sia veramente in fiore
Che tutta l’isola è un vulcano dove non passa la paura
Come da noi cambia una stagione.
Qui passano gli aeroplani è di notte che li senti
Quando non puoi dormire.
Qui se accendessero le luci e riabbassassero le luci
Ci troverebbero tutti in piedi con gli occhi aperti qui.
Qui se si alzassero gli orizzonti e riabbassassero gli orizzonti
Ci troverebbero a pregare.
Se si alzasse la speranza che come gli aeroplani può volare
Se questa terra smettesse di tremare.
Perché trema l’aria come tremo io, tremano i vetri in camera mia
Tremano le parole della mia povera calligrafia
Se si alzasse la speranza che come tutti quanti può volare
Se questa terra smettesse di affondare.
Senti cosa ti scrivo amore, che non c’è profumo di melograno
E non c’è arancio che sia veramente in fiore.

Luca

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