Trenta denari

In queste ore mi fanno molto ridere le attesa degli antiberlusconiani sulle parole che Bagnasco dirà contro Berlusconi.
Perché, ammesso che Bagnasco dica qualcosa di veramente forte contro il bunga bunga, e questo non è assolutamente certo, non si capisce perché questa non dovrebbe essere considerata un’ingerenza della Chiesa sulla politica italiana al pari dei richiami a favore della Legge 40.

trenta denari

In queste ore mi fanno molto ridere le attesa degli antiberlusconiani sulle parole che Bagnasco dirà contro Berlusconi.
Perché, ammesso che Bagnasco dica qualcosa di veramente forte contro il bunga bunga, e questo non è assolutamente certo, non si capisce perché questa non dovrebbe essere considerata un’ingerenza della Chiesa sulla politica italiana al pari dei richiami a favore della Legge 40.

Bisognerebbe cercare di avere la schiena dritta e di essere coerenti anche con la propria laicità.
Ovvio che Bagnasco, come qualunque altro cittadino italiano, abbia il diritto di dire ciò che vuole.
Questo non dovrebbe, però diventare un mandato per la classe politica italiana.

Poi, mi fanno ancora più ridere quelli che pensano che l’ipotetico intervento della CEI contro Berlusconi possa in qualche modo favorire il PD ed il centro-sinistra.
A meno che non sia Casini il prossimo leader del centro-sinistra.
Allora si, hanno ragione loro ad essere ottimisti.

E ricordatevi che in passato sono bastati trenta denari.
Oggi sarebbe sufficiente uno sgravio sull’ICI.
Non ci vuole molto.

Luca

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11 thoughts on “Trenta denari”

  1. condivido pienamente…

    ma la cosa più drammatica, in ogni caso, mi pare sia l’attesa messianica per un oratore mediocre come Bagnasco… Attenderei le sue parole più o meno come quelle del ragioniere generale dello stato: con un cuscino e un plaid!

  2. >non si capisce perché questa non dovrebbe
    >essere considerata un’ingerenza della Chiesa sulla politica italiana
    >al pari dei richiami a favore della Legge 40
    magari qualcuno si aspetta le scuse dei reggenti della chiesa al suo popolo per aver investito le proprie speranze e aspettative su un puttaniere

  3. @Diego Guidi: beh, magari. In un mondo perfetto, succederebbe. Io non arrivo a sperare tanto.

  4. no guarda io non spero niente, tantomeno dalle gerarchie ecclesiastiche figuramoci, semplicemente giustifico le attese che ci sono per il discorso di bagnasco

  5. divertente come siano diverse le percezioni a seconda dei luoghi in cui si vive. a Milano la curia si è sempre schierata con la sinistra DC, e con le successive sue evoluzioni. Ricordo – con tenerezza – di aver visto una monaca di clausura (la cui regola non è eccessivamente stretta, per motivi importanti è concesso loro di uscire) rientrare in convento con in mano il volantino delle primarie dell’Ulivo…
    ricordo anche con maggior fastidio il confessore che – con l’assoluzione – mi disse “vota bene” lasciando intendere di votare a sinistra.
    personalmente sono convinto che la Chiesa dovrebbe chiedere scusa per ogni volta che ha cercato di indirizzare il voto, a prescindere. non è il suo mestiere.

  6. @yetiste: non ringrazieremo abbastanza la Chiesa di aver ben indirizzato il voto nel dopoguerra evitando una possibile e disastrosa vittoria del PCI. Il fatto è che oggi come oggi ormai la Chiesa indirizza pochino, secondo me, e quindi tutti questi timori mi sembrano sottintendere da un lato un complesso di inferiorità di chi non si sente adeguato a rispondere a certi stimoli, dall’altro una complessiva disistima di una parte dell’elettorato che voterebbe sempre sull’onda di qualcos’altro (le televisioni, il parroco, il datore di lavoro o chissà cos’altro), mentre chi vota a sinistra è per definizione intelligente, libero, democratico, tollerante, ecc.
    Tanto per fare un esempio: è da una vita che in questo stesso blog si dice che non si riesce a capire come mai a Siena vincono sempre gli stessi (o meglio: si capisce benissimo) però nessuno si chiede se il voto sia o non sia pienamente incondizionato….

  7. @P Delprà: ci vogliono anche alternative valide. A Siena non mi sembra si sia mai presentato qualcuno minimamente presentabile. Quando la Banca prenderà altre strade, forse qualcosa cambierà. Prima di allora, non credo.
    Per il voto nazionale, non credo che le scelta della CEI condizionino così tanto l’elettorato. Condizionano i parlamentari e le scelte del governo, questo è indubbio.

  8. @pdelpra: come certo hai intuito dai troppi commenti lasciati a luca, non sono propriamente di sinistra, pertanto posso essere lieto che la Chiesa abbia contribuito a suo tempo a evitare la vittoria del PCI. E sono grato a figure religiose di spessore politico, come Padre De Luca e Don Sturzo che hanno fatto in modo che ci fosse una solida alternativa. Ma considero personalmente che debba essere un’opera “personale”, non un’azione ufficiale, che sa di “non expedit” di antica memoria.
    La Chiesa che citi tu, cui dovremo essere certo grati, è quella che favoriva e garantiva scuole politiche, la nascita dei grandi movimenti giovanili cattolici… i partiti che ne nascevano potevano giustificare le indicazioni di votare quei partiti… ma quando quei partiti han cominciato a camminare da soli, e avevano illustri segretari e pensatori come De Mita che affermavano (doveva essere il 1986, se non erro) “la DC è un partito laico, la Chiesa stia a casa propria”, o quando l’azione cattolica milanese consigliava di votare “la rete” di Orlando, la Chiesa ufficiale probabilmente avrebbe fatto meglio a tirarsi indietro, per non creare inutili scontri interni (che all’esterno appaiono come segno di debolezza, discordia, ecc…) e per evitare che ancora oggi ci parlino di ingerenze clericali sempre verso “gli altri” (perchè se sento gli amici vicini alla destra, mi sento dire “i tuoi preti comunisti”…)…. e questo il senso poi del mio commento successivo sulla diversa “percezione” delle posizioni ecclesiastiche.

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